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Un contrattempo
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Titolo:
Un contrattempo |
Autore:
Blumare |
Contatto:
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Racconto
n° 3661 |
Altri
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Guardano lontano i tuoi occhi e non si soffermano nel miei come fai sempre. Sfuggono. Cercano un luogo dove rifugiarsi. E la tua voce... Non riesce a mantenere lo stesso tono. E quel tuo umettare le labbra asciutte. Poi l'ora di andare a letto arriva. In bagno. Tu per struccarti e io per orinare. Quanti specchi nel nostro bagno... E' così facile spiarsi di sfuggita. Io spio il tuo sguardo riflesso da specchi e sportelli di armadietti fissando a testa bassa il cofanetto di cristallo dove tieni i batuffoli di cotone. Il tuo sguardo mi fissa la nuca. Ci leggo perplessità, paura velata. Un pò di incertezza. Tutti gli anni insieme han fatto cadere tutti i veli e leggo i tuoi segreti. Ti dilunghi più del solito. Sembri prendere tempo. Esco per spogliarmi ma quando rientro, nudo, per farmi il bidet, non posso non notare quegli occhi un pò arrossati, asciugati con troppa fretta e energia. Sono alle tue spalle. Ti cingo dal retro e appoggio il mio pene ancora umido nel solco delle tue natiche formose e sporgenti. Quel tuo culone troppo grosso per l'esteta, ma giusto per un butt lover come me. I tuoi occhi nei miei, riflessi nello specchio. Confessano, timorosi e perplessi. Passano dall'imbarazzo alla speranza. Poi si abbassano e si rialzano. Ti tranquillizzi al mio sorriso riflesso. Alla fine trovi il coraggio di chiedermi la cosa che tanto t'arrovella:
- Ma cos'è successo? Perché non mi hai chiamato? Se avessi saputo che rientravi oggi invece di domani, potevo preparami per andare fuori, da Torquato a cena.
- Te l'ho detto- rispondo tranquillo - il cliente ha anullato l'appuntamento tardi. Io ero fuori a cena e sarei potuto rientrare in un'ora. Ho provato a chiamare dalla macchina, ma non prendeva. Lo sai che in Appennino ci sono delle scoperture... -
Ora il tuo sguardo è cambiato: è uno sguardo indagatore. Fisso. Cerchi nei miei occhi una verità che temi. Cammini verso la camera. Guardo il tuo culone; l'incavo della schiena allo sporgere delle natiche. Quella cellulite si vede, ma ti dona.
Come brucia il mio cuore nel petto. Sembra che una mano rovente lo tenga stretto, quasi a soffocarne i battiti. Le gambe sembrano vuote e mi sostengono male. Tremano nel movimento. La mascella è contratta e duole e il tremito profondo non mi lascia. Com'è diverso da sempre il nostro avvicinarsi al lettone. Ti ci siedi e sfuggi il mio sguardo sbilanciandoti verso la sveglia in un movimento eccessivo che ti sbilancia. Non so dove riesci a trovare la vocina in falsetto semidolce per chiedermi se voglio tenere la lucina. Già! la lucina. La lucina è l'abat jour che da sempre lasciamo accesa quando vogliamo fare l'amore.
Era accesa anche questo pomeriggio, la lucina. L'ho vista per due ore con gli occhi della mente offuscata dopo essere fuggito precipitosamente. Era lontana, tremula: l'effetto delle lacrime che scendavano dai miei occhi con tanta fatica e dolore, mentre guidavo senza sapere dove andassi.
Era accesa la lucina. Illuminava una scena bellissima: una donna in amore che cavalcava impazzita il suo destriero. Madida di sudore, capelli scompigliati e ammazzettati, intrisi anch'essi di quel sudore che schiuma come quello delle giumente in corsa. E le tue braccia che fendevano l'aria nell' afferrare quanto più piacere possibile. Quei tuoi fianchi opulenti che scuotevano e roteavano per trafiggersi con quel membro, su nel ventre, fino al cuore. E il tuo ansimare rapido; e quei versi gutturali e rochi che incitavano, reclamavano. Urla soffocate e grugniti di femmina in calore.
E poi, come in un fermo immagine, tutto s'era fermato; alla luce flebile della abat jour e in un gorgoglio osceno e lubrico, il tuo orgasmo s'era spanto nell'alcova. La tua testa s'era rovesciata all'indietro e se quel maschio non t'avesse trattenuta per le natiche, saresti stata disarcionata. Chissà se i tuoi occhi accecati dal piacere t'han fatto intravedere quell'ombra sulla porta.
Certo qualcosa di quell'immagine in qualche punto del tuo cervello si deve essere impressa, perché ora stai cercando di capire se in quel momento di follia d'amore fosse stata reale o frutto della tua immaginazione.
Ti torturerai a lungo nell'incertezza. Sarà questo però il solo prezzo del tradimento che ti farò pagare. Le stille di veleno fra di voi ce le metterai tu.
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