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L'inquilino e l'accappatoio
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Titolo: L'inquilino e l'accappatoio
Autore: Doroty Patt
Contatto:
Racconto n° 368
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Erano le 11 del mattino, quando mi svegliai quella domenica, avevo organizzato per me un bagno caldo a base di latte d'asina come la leggendaria Poppea: sali marini profumati e petali di rosa scarlatta. Mentre la vasca veniva a riempirsi, nuda e cruda come mamma mi ha fatto ho cominciato a depilarmi con la mia crema alle mandorle...i capelli raccolti in un asciugamano di spugna giallo pallido, umida e rilassata quando all'improvviso fui distratta dal suono del mio cellulare... saltellando su un piede, perchè imbrattata di crema, sotto gli occhi spalancati dei miei due gatti risposi: "...pronto, ah sei tu... va bene come desideri ti aspetto!" Era Giuliano, l'inquilino del terzo piano che doveva venirsi a prendere dei documenti che gli procurai tre giorni prima.
Io finii la mia depilazione e mi misi l'accappatoio giallo ocra che avevo comprato ai grandi magazzini... un accappatoio morbido e di spugna pregiata. Suonò il campanello e andai ad aprire e mi trovai davanti lui, alto, asciutto, scalzo e con soltanto i jeans Levis addosso a vita bassa. Un viso pulito, limpido, appena rasato, capelli spettinati su una bella fronte tesa, due occhi neri come la pece, un naso egiziano e zigomi ampi, sopracciglia nere, la destra attraversata da una cicatrice bianco rosa, che gli dava l'aria di un pirata. Ebbi un sussulto, non me lo aspettavo così, assolutamente no... quando lo incontrai per quei documenti era tutto, meno che un maschio dall'aria di guerriero.
Mentre andai a prendere ciò che cercava, dopo uno scambio convenevole di buongiorno... e di scuse... lui si chiuse la porta alle spalle ed entrò seguendomi con quei due occhi, aguzzi come spilli sul mio fondoschiena... e accadde l'impensabile, ma il prevedibile.
Tesi la mia mano con i documenti, lui li prese e con essi la mia mano e mi attirò a se, verso il suo torace gabro e ardente, lasciandoli cadere a terra e cominciò a stringermi e leccarmi il collo, io in silenzio mi lasciai plasmare dalle sue carezze del tutto sconvenienti, tentacoli non mani, che mi massaggiavano ovunque,mi lasciai andare a quella sublime tentazione. Sentii scivolare il mio asciugamano dai capelli, che si sparsero sulle mie spalle, biondi e dorati in boccoli morbidi, lui mugolava e respirava affannosamente, sensualmente sul mio seno, scoperto e pratico a certe effusioni....poi lui mi sollevò, come una sposa il giorno delle nozze al passaggio della soglia e mi portò verso il bagno in cui la vasca emanava i profumi delle essenze di mare e un vapore morbido ci coprì entrambi come usciti da una sauna...entrò nell'acqua calda, con jeans, che si tolse subito dopo e lì mi spogliò, e prese a lavarmi, leccarmi l'intimo come fanno i bambini con un lecca lecca, aprendolo con l'indice e il medio, perchè il clitoride fosse in bella vista...bhè potete immaginare cosa accadde dopo...i corpi si intrecciarono in una sorta d'abbraccio totale, in un caldo e sensuale tutt'uno globale di sensi e calore, di passione e audacia... il bagno diventò un idromassaggio una piacevole estasi dei sensi, un andare e venire che mi faceva solo tacere alle sue spinte energiche e forti.
Perdurammo per un'ora e mai come in quel momento potei sentirmi più appagata, mai come in quell'occasione apprezzai il contatto della carne, del piacere e dell'orgasmo denso e placido di un uomo, dentro di me.
Poi come ogni cosa bella, finì... lui uscì dalla vasca, si impadronì di un mio vecchio accappatoio portandosi dietro i suoi pantaloni e andò da dove eravamo partiti, recuperò le sue carte... lasciandomi stordita, bagnata e completamente allibita nel mio latte d'asina. Sentii chiudere la porta... io spero soltanto che prima o poi si ripeta la scena, quell'attimo fuggevole di un mattino, ma soprattutto che ciò che è mio possa tornare a casa, anche perchè quell'accappatoio, con cui, lui uscì portandoselo addosso, tutto fiero non era dei grandi magazzini ma un costosissimo Versace.