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Il freddo e la malinconia
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Titolo: Il freddo e la malinconia
Autore: Whipsper
Contatto:
Racconto n° 3691
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Freddo.
-E' freddo- mi dici -il vetro è così freddo...- Lo so, e so che il dolore fa parte di noi; quella puntura fredda sulla schiena nuda... sarà il mio bacio d'addio, sarà il ricordo che rimarrà di questa notte, anche dopo che la notte sarà finita. Per te il ricordo del ghiaccio che riempe i cuori, per me solo il fuoco indelebile sulle retine di questa immagine di te; di te che nuda appoggiata sullo specchio mi guardi, con gli occhi lucidi, con i capelli che scendono ribelli fino ad accarezzarti le spalle, le guance rosse appena coperte da un velo di trucco, e poi il tuo collo, su cui ancora trionfano i segni della battaglia d'amore, rossi, come il sangue che scorre. E gli occhi vorrebbero bruciarsi quell'immagine, per non doverla più scordare, per non poter più dimenticarti così: selvaggia, persa, mia. E sono gli occhi a rubare di nuovo i tuoi seni, le gocce che scivolano dal tuo petto, che i miei denti hanno accarezzato con tanto vigore, e giù lungo le tue braccia, il tuo ventre, per poi saltare alle gambe che tieni intrecciate, quasi a voler proteggere il fiore di carne della tua femminilità, il fiore che mi hai voluto concedere stanotte, che hai voluto che io potessi mangiare, sfiorare, cogliere. Quasi con il rischio di rimanerne ucciso, io, povero mortale accostato al calice d'ambrosia, e - di nuovo - gli occhi non mi bastano più, di nuovo voglio scendere a donarti il piacere di cui sono capace, di nuovo sono da te, a berti, ad abbracciarti mentre ascolto i tuoi sospiri, mentre lo specchio sotto di noi riflette le nostre anime intrecciate, mentre ci proietta nel futuro che non avremo, che non possiamo avere: anime così simili, destini così lontani, perché anime che si palesano in modi diversi al mondo, che solo in questi orgasmi rubati alla sera trovano la loro vera espressione; anime che sono l'una il segreto dell'altra e lo sanno, mentre i corpi si intrecciano sudati, mentre si compenetrano in una corsa irrefrenabile; corpi che si possiedono nel volo angosciante delle vite che vanno, e intanto il ritmo cresce, intanto le anime si dilatano; più corrono i corpi nell'amplesso maledetto, più le anime si obliano nel ricordo più dolce. Ti sento fremere, contorcerti sotto di me, mordermi il collo mentre mi sussurri il tuo piacere, mentre mi graffi la schiena, ultimo appiglio rimasto alle anime; ti guardo mentre urli la tensione dell'orgasmo, mentre ti liberi dai demoni di una vita dolorosa, mentre ti oblii, di nuovo, tra le mie braccia.