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Una cena inaspettata
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Titolo:
Una cena inaspettata |
Autore:
MinoB |
Contatto:
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Racconto
n° 3725 |
Altri
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Un rapido sguardo. Lei arrossì. “Cosa le prende Tenente?” “Niente, Signor Colonnello. Ora le comunico gli impegni di oggi...” “Conosco i miei impegni” la interruppe lui “piuttosto lei, è impegnata questa sera?” “Come?” rispose un po' timidamente. “Le ho chiesto se è libera dal lavoro questa sera. Mi servirebbe un grosso piacere. Arriva in città un grande imprenditore proveniente dalla costa occidentale. Servirebbe un'abile scorta. Trovo che lei sia la persona più adatta per questo compito.” “Certamente Signore” rispose rapidamente, i battiti del suo cuore iniziarono lentamente a diminuire (avevano raggiunto livelli altissimi quando lui gli aveva fatto quella domanda). “Può portarsi via un paio di subordinati, scelga pure lei quali, mi fido”. “Grazie Signore”. Era una serata tranquilla. “Eccolo lì, dev'essere lui” disse il Sergente. Stava avanzando verso di loro un uomo robusto, leggermente tarchiato, con un cappello in seta e due grossi baffi. “A vostra disposizione signore, siamo la sua scorta per l'hotel” disse il Tenente. “Tranquilla, sono solo nuovo della zona e mi sentivo poco sicuro e quindi ho chiesto una scorta per il tragitto tra la stazione e l'hotel, che si trova dall'altra parte della città”. “Non si preoccupi signore”. Sfinita per la lunga giornata lavorativa, a fatica Riza infilò le chiavi nella serratura ed aprì la porta. Cercò a tastoni l'interruttore e quando lo trovò non funzionava. “Cavolo, dev'essere saltata di nuovo la luce penso fra sé e sé”, percorse il corridoio iniziale per andare a prendere la torcia in dotazione, che aveva sbadatamente dimenticato a casa, così da poter andare a riattivare l'impianto elettrico. Ma uno schiocco di dita la mise in allerta. Come magicamente la casa si illuminò della luce di decine di candele. “Colonnello?!?!?!” esclamò con sorpresa, ma senza vederlo. Sapeva che solo lui aveva la capacità di fare una cosa del genere. Si diresse nel salotto-cucina lì vicino dove una luce più intensa e un certo odore di carne l'attirava. Immaginava che lì poteva trovarsi lui. Quando entrò nella stanza uno splendido spettacolo di candele le provocò una sensazione talmente forte da renderle gli occhi lucidi: sul tavolo era situato un vassoio di carne e patate molto invitante, anche perché aveva saltato il pranzo. Cercò lui in quella stanza illuminata dalle sole candele, ma non lo vide subito. Poi notò un movimento in un angolo abbastanza buio della stanza. Era seduto su di una sedia a dondolo piuttosto vecchia e guardava con intensità lo sguardo stupito di lei. “Colonnello?!?!?! Ma cosa...” “Tranquilla Riza, è tutto apposto, mangia, avrai fame no?” poi continuò alzandosi e avvicinandosi a lei “Comunque chiamami Roy, non siamo più in vesti ufficiali, giusto?” Lei assentì. Si mise a sedere al tavolo ed iniziò a cenare anche se fuori orario. Lui si sedette di fronte e la guardò mentre mangiava. Ad un tratto disse: “Oggi è un giorno speciale”. “Ma non è il mio compleanno” disse lei pensando a cosa si riferisse. “No infatti, è l'anniversario del giorno in cui sei passata sotto le mie direttive”. Un “Ah” uscì dalla bocca di lei. “Ma è soprattutto il giorno in cui ti ho vista per la prima volta” continuò lui. Tali parole partirono dalla sua bocca e si infilarono direttamente nel cuore di lei. Era confusa ma molto addolcita dalle parole di lui e dall'atmosfera rilassante. “Mi pare faccia freddo, vero?” disse il colonnello. E con un semplice schiocco di dita accese il camino. Lei non sapeva che dire. Quando finì di mangiare si alzò per spreparare, ma lui con grande velocità si alzò e la bloccò. “Tranquilla, ci penseremo dopo” le disse con voce molto calda. L'avvicinò a sé e la baciò. Lei si sciolse sotto il suo abbraccio. Era in balia di lui. Si sedettero sul divano. Le slacciò i capelli. Continuarono a baciarsi con passione. Erano momenti bellissimi. Lei non credeva a quello che stava accadendo. Aveva sempre avuto una passione segreta per lui e immaginava che anche lui provasse qualcosa, ma non aveva mai osato dirlo o pensarlo seriamente. “Vuoi andare a fare un bagno caldo?” chiese lui dopo diversi minuti che si baciavano. “Sì, ho proprio bisogno di lavarmi” disse lei, anche se la verità era che non avrebbe mai risposto di no, non ci sarebbe mai riuscita. “Vado ad aprire l'acqua calda” disse Roy. Lei lo seguì comunque. Anche il bagno era pieno di candele soprattutto lungo la vasca, aprì il rubinetto e fece scorrere l'acqua così da riempirla. “Beh... vuoi aspettami in...” disse Riza con voce timida, ma non fece in tempo a finire che Roy rispose con un bacio ancora più passionale del primo. Intanto che aspettavano che la vasca si riempisse, lui iniziò lentamente a spogliarla. Lei non proferì parola, era nelle sue mani. La divisa dell'esercito era molto seducente sul suo corpo, però lui la voleva vedere senza quei vestiti addosso. Le tolse la giacca dopo averla sbottonata, e con movimenti sempre molto lenti le tolse la camicia e successivamente la maglietta. La fece sedere baciandola sul collo e le tolse i pesanti stivali. Le massaggiò per qualche secondo i piedi, per poi sfilargli i pantaloni. Era ancora più seducente senza quell'armamento addosso. Il suo seno era esaltato dal reggiseno leggermente stretto. Il resto del corpo era semplicemente fantastico. Continuò a baciarla dappertutto. Le accarezzò i capelli. Le tolse il reggiseno e le prese i seni rotondi tra le mani. Passò la lingua su entrambi i capezzoli finché non sentì che erano duri. Le tolse quindi gli slip e la prese in braccio. La depositò nella vasca calda. Prese una boccetta d'olio da bagno e lo sparse in acqua. La stanza si riempì di un odore di vaniglia molto seducente. Mentre lei era immersa in acqua con gli occhi quasi sempre chiusi per gustare quei momenti di relax, lui si tolse i guanti, la giacca, la camicia e la maglietta e la massaggiò lungo tutto il corpo, partendo dal collo, passando per i seni, la pancia e le gambe, sfiorandola a volte, facendole venire qualche brivido di tanto in tanto. Era una visione celeste vederla con i capelli sciolti, immersa nell'acqua calda. L'eccitazione di lui era sempre più alta, ma cercò di contenersi. Anche lei era molto eccitata dal fisico di lui, ma la situazione la rendeva molle, debole. Lui decise di continuare a stuzzicarla. Le infilò delicatamente una mano tra le cosce e non incontrò resistenza. La toccava in maniera molto gentile, con grande maestria. Quando lei iniziò a sentire piacere le infilò prima una, poi due dita dentro. Riza aprì gli occhi per guardarlo ed emise un suono breve, poi li richiuse. Quando lui si muoveva più velocemente, lei muoveva leggermente le gambe e il corpo provocando in lui una sensazione di assoluto potere su di lei. Roy non riuscì a resistere ulteriormente, si slacciò pantaloni e tolse tutto ciò che aveva addosso. Si distese sopra Riza baciandola. Dopo qualche istante affondò in lei cercando di controllare la propria forza. Lei lasciò sfuggire qualche piccolo urlo di piacere dalla bocca mente lui le si muoveva dentro. Dopo diversi istanti i piccoli urli si fece più frequenti. Il corpo di lei sembrava quasi impazzito. Non riusciva più a controllarsi. Anche lui non ce la faceva più. Stavano per venire entrambi quando lui dovette uscire da lei sporcando l'acqua del suo liquido. Intanto lei era riuscita a raggiungere l'orgasmo. I battiti dei loro cuori diminuivano lentamente mentre il respiro si faceva più normale. Quando si calmarono lui la alzò. Fece scorrere via l'acqua ormai sporca e baciò Riza per calmarla ulteriolmente. Le propose una veloce doccia insieme per togliere dai loro corpi i segni di quei momenti. Lei ovviamente accettò senza replicare. Durante la doccia si insaponarono a vicenda così da avere modo di toccarsi e vedersi entrambi nudi. Finita la doccia si asciugarono e si spostarono entrambi nel letto. Si distesero guardandosi negli occhi, baciandosi ogni tanto, per un'ora, un'ora e mezza, forse due. Il tempo non aveva importanza. Ad un tratto a Riza venne in mente di ricambiare le dolcezze che Roy le aveva offerto quella sera. Perciò lo fece distendere a pancia in giù e si inginocchiò sopra la sua schiena muscolosa. Iniziò a massaggiarlo. Aveva mani molto piccole e seppur maneggiasse sempre armi da fuoco erano molto delicate. Riuscì a farlo rilassare completamente. Poi ad un tratto si chinò verso la sua testa e gli sussurrò all'orecchio “Sai, prima è stato molto bello. Sei stato molto bravo. Non mi dispiacerebbe farlo di nuovo...”. Queste parole fecero svegliare dal letargo Roy che, senza esitare, girò completamente il corpo in modo da averla seduta sopra. Riza con fare molto giocoso si spostò leggermente verso i piedi di lui in modo da riuscire a vedere il suo membro eccitarsi. Prese quindi a giocherellarci con la mano e la lingua aspettando che lui reagisse. Infatti dopo qualche minuto lui la implorò di smettere e la prese per le mani in modo da condurla sopra di lui nella posizione in cui si trovava poco prima. Lei capì e si sistemò in modo che lui potesse entrare di nuovo dentro di lei. Riza prese a muoversi lentamente sopra di lui finché Roy non fu sul punto di esplodere. Allora lei si alzò e completò con la bocca quello che aveva iniziato con la sua femminilità. Lui venne per la seconda volta, ma stavolta lei gli impedì di sporcarla. Riza poi si gettò sopra di lui abbracciandolo. Sentiva battere il suo cuore sul suo petto. Si addormentarono abbracciati. La mattina dopo si sarebbero svegliati e, come tutti i giorni, sarebbero stati il Colonnello Mustang e il Tenente Hawkeye. Ma quella notte erano solo Roy e Riza.
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