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Amanti sfiniti
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Titolo:
Amanti sfiniti |
Autore:
Astrolabio |
Contatto:
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Racconto
n° 3742 |
Altri
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Chiudo gli occhi nel momento in cui, sorridendomi, apri le gambe e ti inginocchi sopra il mio bacino. Me lo prendi in mano, te lo porti tra le cosce. Lo strusci sul tuo sesso. Dal glande scoperto mi giunge una scossa. Il mio gemito si fonde al tuo, mentre sento la pressione e avverto le tue labbra cedere e sciogliersi scivolose attorno alla mia asta. Ti penetri. Ti ci siedi sopra, resti accovacciata per un po’ su di me, tenendomi le mani sul petto. Mi tieni dentro di te, senza muoverti, stringendomi i fianchi con le ginocchia. Mi lecchi il collo e i capezzoli. Sento il tuo calore e la tua voglia sul mio cazzo, imprigionato e bagnato. Lentamente inizi a muovere il bacino, aumentando la pressione verso il basso: "Mi piace sentirmelo dentro così… è mio!". Quelle parole scatenano una scintilla che si mette a bruciare d’improvviso. Apro gli occhi, ti fisso. Ti lecco il viso e, grugnendo, sferro un violento colpo di reni nel momento in cui tu spingi in basso. Ti sfugge un grido, mentre ti serro con forza i fianchi con le mani ed inizio a guidarti verso un ritmo più frequente. Ti sollevi, mentre le mie dita affondano nella tua morbida carne. Ti porti le mani dietro la nuca, butti la testa all’indietro. Sudata, ti offri. Mi avvento sui tuoi seni, preda della mia bocca e della mia voglia. Mangio, lecco, succhio i tuoi capezzoli. Duri, buoni, miei.
Sono in preda ad una eccitazione violentissima, improvvisa. Le mie mani scivolano lungo i tuoi fianchi, stringono, palpano, modellano. Scendono sul tuo culo pieno. Spremono, sollevano, allargano, si accentrano. Avverto la tua pelle farsi più tenera, morbida come seta, calda come cera, mentre scivolo nel loro mezzo. Ti sollevi e ricadi sempre più violentemente sul mio cazzo. Non ho mai lasciato le mie dita frugare fin lì e così audacemente, per pudore o per timore. Ma ora non ci penso. Ho nelle narici il tuo odore e una voglia incredibile che mi devasta il cazzo e il cervello. Mi abbracci forte, premendomi la testa tra le tue tette, quando, finalmente, le mie dita raggiungono il tuo buchetto. E’ morbido, caldo sotto i miei polpastrelli che premono un po’. Ti piace, ti piace allora. Lo sento, ti sento porca. Ti dimeni più forte sul cazzo, sento il tuo miele bagnarmi gli inguini. Siamo eccitatissimi, avvinghiati da una voglia animalesca e nuova. Mi affondi le unghia nella schiena, gridandomi: "Daiii…". Il mio dito medio finalmente affonda di netto nella tua carne, penetrandoti il culetto. Un urlo scomposto e selvaggio ci lega in un orgasmo violentissimo, adrenalinico, liberatorio, una serie di contrazioni all’unisono per i nostri sessi, bagnati e luccicanti, amici e, ora, amanti sfiniti. Proprio come noi.
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