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Il rituale
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Titolo:
Il rituale |
Autore:
Ambrosia |
Contatto:
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Racconto
n° 3802 |
Altri
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Prima di ogni appuntamento, che aveva luogo in maniera sempre ben programmata nel rispetto dei suoi innumerevoli impegni, compivo quasi sempre le stesse azioni che mi vedevano protagonista di una specie rituale all’interno del quale mi preparavo nei minimi particolare per regalargli tutto quello che i miei desideri e i miei sogni avevano pensato per lui. E anche questa volta sarebbe stato così. Sapevo del suo arrivo già da un tempo sufficiente affinchè nella mia mente iniziassero ad insinuarsi tutti i pensieri che automaticamente mi riportavano a quella eccitazione che già altre volte avevamo sentito crescere in noi e consumato con impazienza. Questa alchimia si era instaurata tra di noi sin dal primo istante in cui ci eravamo incontrati, qualche mese prima. Durante tutto questo periodo, nella mia costante necessità di conoscere il significato di tutti gli eventi, avevo incluso anche una piccola ricerca esoterica, di cui sono esperta, per scoprire il significato degli Arcani Maggiori corrispondenti ai nostri segni zodiacali: il Diavolo lui, simbolo di tentazione e passionalità, il Sole io, la cui espressione si avvicina alla manifestazione di una grande energia, che nel nostro caso poteva essere tradotta nella condivisione di un forte desiderio. Per chi conosce bene la lettura dei Tarocchi sa che l’abbinamento di questi due Arcani porta infatti ad una attrazione fisica ancestrale che, in fondo, era l’unica cosa che ci accomunava. Nell’attesa che il calar del sole mi conducesse ad un nuovo incontro con il desiderio, cospargendomi la pelle con l’olio alle mandorle e con un’altra essenza dal lieve sapore di rosa, non potevo non considerare l’idea che di lì a poco le sue mani avrebbero seguito lo stesso corso donandomi attimi di estasi. Quel pensiero solleticò ulteriormente il mio desiderio che istantaneamente si fece sentire, irrorando la mia vulva di tutti quegli umori che a breve avrebbero richiesto di essere soddisfatti. Lentamente, quasi senza pensare, avvicinai la mia mano al centro del mio piacere provocando ulteriori note di delizia che mi avrebbero accompagnato sino all’arrivo del godimento più profondo. Era come se il solo immaginare ciò che sarebbe accaduto quella sera mi rapisse totalmente, annullando ogni altro pensiero che non riguardasse il suo corpo contro il mio. Il leggero strofinio delle mie dita era come una culla che teneva calda la mia passione, che stava già provocando in me lievi sussulti di piacere e che fecero sbocciare, come dolci rose dai petali delicati, i miei capezzoli, i quali lentamente si spinsero con vigore contro il soffice tessuto della leggera lingerie di seta nera. Il piccolo gemito che uscì dalle mie labbra mi riportò alla realtà, stavo già perdendomi tra le fantasie mentre avrei dovuto prendermi cura di ogni particolare e prepararmi ad accoglierlo al meglio: ora era il tempo di portare a termine il massaggio del mio corpo con gli oli essenziali che avevo comperato nel mio ultimo viaggio in India e di infilarsi le piccole mutandine di pizzo nero che sarebbero rimaste nascoste fino a quando le sapienti mani di lui non ne avrebbero scoperto l’esistenza. In ultimo preparai un aperitivo che pensavo servisse per sciogliere un po’ di tensione iniziale, non immaginavo che sarei invece rimasta ancora una volta travolta nell’immediatezza dalla sua voglia. E così fu. Ricordo solo che nel momento in cui sentì suonare il citofono, sparì all’istante la preoccupazione relativa al suo ritardo e la mia mente fu totalmente rapita da ciò che stava per accadere, come se già avessi in testa tutto il percorso che ci avrebbe guidato attraverso i sentieri nascosti della passione. Ricordo i suoi passi che si avvicinavano verso la cucina, ricordo il suo abbraccio e le sue labbra sulla mia bocca che premevano per far entrare la sua lingua. Come ogni altra volta non parlò quasi per niente, mi stringeva e il suo corpo si esprimeva per lui. Nella fretta di soddisfare il suo desiderio che sentivo già premere contro di me, mi prese in braccio e mi portò fino al divano dove si sedette; per qualche istante lo affiancai accarezzandogli lentamente il viso fino ad arrivare al collo e al petto, per poi scivolargli addosso con il mio corpo accomodandomi in ginocchio di fronte a lui. Quella posizione gli permetteva di stuzzicare i miei seni con le labbra assaporando il gusto dei miei capezzoli che si risvegliarono sotto il tocco lieve ed insistente della sua lingua. A quel punto presi a sbottonargli la camicia, facendo a mia volta seguire ogni gesto delle mani con la lingua lungo tutto il suo petto, fino ad arrivare ai pantaloni e alla sua virilità già accesa e pronta. Per risvegliare ancora di più la sua voglia con la lingua stuzzicai dapprima la punta per poi strofinare il suo desiderio sui miei seni, sentendolo gemere sempre di più ad ogni carezza. Fu nel momento in cui la mia bocca aderì completamente intorno alla sua virilità che sentii che era al culmine del piacere, allora si inginocchiò alle mie spalle e spostò il sottile tessuto del perizoma penetrandomi con forza quasi atavica. I suoi movimenti diventarono sempre più profondi e frequenti, sentivo la sua potenza dentro di me ed era come ricevere sferzate di energia nel silenzio fatto di gemiti e di carezze sempre più profonde. Le sue mani si insinuarono al centro del mio piacere portandomi in breve tempo con sé a toccare le vette dell’estasi. Raggiungemmo l’orgasmo quasi all’unisono poi esausti rimanemmo qualche istante l’uno tra le braccia dell’altro. Lui come sempre dietro di me, sfiorò ancora una volta la rosa quasi addormentata del mio seno, prima di riassumere il ruolo della persona solitaria, assolutamente contraria ad ogni tipo di effusione, più volte erroneamente scambiata per innamoramento. Fu proprio questa idea selettiva che mi fece presto rinunciare a coltivare questo rapporto. Il tutto perché, nell’ottica della concezione del processo di amore immaginato come se fosse un tempio entro il quale si possono palesare tutti i riti dedicati alla passione, penso che tutto ciò che riguarda l’erotismo e le sue innumerevoli manifestazioni debbano sempre e comunque essere coltivate all’interno di una condivisione di intenti, senza dei quali, la sensazione di libertà che si sprigiona dentro il legame più intimo che vede la fusione tra l’uomo e la donna rimane vano e privo di significato.
Dedicated to a RS guest Mr. Randolph.
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