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Cris
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Titolo:
Cris |
Autore:
Hotstuff |
Contatto:
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Racconto
n° 3807 |
Altri
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E' una domenica mattina, la prima dopo un po' di tempo in cui resto a letto nel pigro dormiveglia, quello stato in cui la realà non è ancora diventata troppo concreta e i sogni sono ancora più realistici... e spesso in questa fase una timida involontaria erezione sposta i pensieri verso una dimensione erotica generalmente latente ma pronta ad emergere in tutta la sua intensità... Nella penombra della mattina rimane invece in una forma onirica che la libera da tanti vincoli, rendendola più naturale. Il primo cortocircuito sessuale, la prima sensazione sono due grosse tette appoggiate sulla schiena mentre guido la moto; risalgono alla sera prima e sono della mia collega, verso la quale non provo alcuna attrazione ma con cui ho passato una simpatica serata di chiacchiere. Niente di malizioso, una passeggiata in centro e poi a casa, ognuno la sua, senza strani pensieri. Però, per qualche strano cortocircuito della mente, sono proprio quelle due morbide tette che alle frenate si schiacciavano ad indirizzare nel dormiveglia ancora più sangue verso l'asta della bandiera che non c'è... Ma il sonno ritorna ad avvolgermi e stordirmi, ed ecco che ritorna prepotente ad occupare il centro della mia sessualità la donna che l'ha risvegliata da un periodo di torpore e che ora la domina come una cavallerizza abile e per nulla impaurita dallo stallone nero, lanciato e imprevedibile, che stringe tra le gambe. Comincia così questo strano sogno, che mi vede entrare in un locale che non conosco, ma sembra quelli che i polacchi a Varsavia chiamano 'club' e che da noi sono un misto tra bar e discoteca. Entro e mi guardo poco intorno, mi siedo subito e prendo un po' di vino. Dopo un po' trovo con lo sguardo chi stavo cercando, la donna con cui avevo appuntamento nello stesso locale ma fingendo di essere sconosciuti. Nel sonno so che non devo guardare troppo ma sono troppo curioso e quindi vedo che si è vestita come piace a me, molto appariscente e provocante; non sono sicuro ma devo averglielo chiesto io. Di sicuro però è una delle situazioni che mi eccita di più, quella in cui le faccio dare parziale sfogo alla sua prorompente sensualità e al pizzico di esibizionismo, assecondo il suo gusto della provocazione stando un po' in disparte e lasciando che il nugolo di maschi arrapati nei dintorni ne fiuti le essenze da femmina in calore, per poi riportarla a me e godere con lei delle sensazioni reciproche. Non so perchè ma concederla in parte al mondo e riprenderla la fa sentire più profondamente mia, come una farfalla che svolazza elegante su un campo, lambisce diversi fiori ma poi torna sempre a impollinarsi nello stesso... Il gioco prosegue così, la farfalla svolazza e i fiori intorno si agitano e si drizzano. Conosco molto ben la psicologia maschile, so benissimo cosa attraversa la mente degli uomini che già assaporano lo sfogo al proprio desiderio represso, sognando sudati e animaleschi amplessi con quella personificazione di tante fantasie erotiche, alimentate dai filmetti sbirciati in solitaria mente la moglie dorme ignara.. Quello che invece non conosco e che mi attrae infinitamente è cosa passa per la mente e per il corpo di lei, consapevole di essere al centro di tanto desiderio, di essere la causa di diversi bigoli rigonfi nei pantaloni ma costretta a ostentare indifferenza. Cosa starà pensando, provando, mentre continua a chiacchierare amabilmente? Di certo è consapevole della mia presenza, e il suo modo di fumare voluttuosamente lunghe sigarette bianche è un omaggio a una mia fantasa che conosce bene e che quando può asseconda... quindi sa del mio sguardo indagatore e probabilmente le fa anche piacere; pregusta il momento in cui il gioco passerà a me e scopandola le chiederò di raccontarmi ogni dettaglio, rivivendolo con lei... Ma la mia presenza è solo positiva, o è anche un vincolo forse indesiderato, che impedisce al gioco di farsi veramente interessante e di proseguire in luoghi più appartati, trasformando le fantasie in sudore e carne...? Che effetto hanno a livello ormonale quei maschi pronti all'accoppiamento così vicini e arrapati, quasi pericolosi? Avrà mai pensato di superare il confine del "gioco della puttanella" per sfociare in altri giochi da grandi? Ci avrà fantasticato sopra da sola nella vasca da bagno, mentre un tubetto di dentifricio diventa un buon amante occasionale? La paura mista ad eccitazione di questi pensieri mi riporta alla realtà del letto, dove in pochi secondi viene espulsa in abbondanti fiotti.
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