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Titolo: Champagne
Autore: Edelweis
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Racconto n° 3827
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E’ stata un’afosa giornata estiva, di quelle che in Sicilia sfiancherebbe perfino un cavallo! A luglio ne capitano parecchie di giornate così:caldissime, umide, i vestiti ti si appiccicano addosso, e senti il sudore colarti dappertutto, dietro la nuca, tra i seni, in mezzo alle cosce.
Dalla finestra aperta si sentono frinire le cicale, allegre e goderecce come non mai, pare che sfidino l’aria rovente coi loro canti.
Stasera sono emozionantissima: per la prima volta resterai a dormire con me, a casa mia.
Mia figlia è andata in vacanza all’estero e starà via ancora per due settimane, ed io ti desidero, ti desidero! Il solo pensiero di te mi rende languida e lasciva.
In questi quattro mesi insieme, l’intensità nei nostri incontri è cresciuta sempre più: ti sento non più soltanto “a pelle” ma mi sei dentro: dentro la mia testa, tra le mie gambe, ed il mio miele ora arriva anche al cuore, il tuo ed il mio, come quando insieme facciamo l’amore e fondiamo i respiri, sincronizziamo i movimenti e arriviamo all’apice del piacere.
Di te adoro tutto, perfino il tuo sudore che mi cola addosso quando mi penetri a lungo facendomi vibrare di godimento, una goccia e poi un’altra, dalla tua fronte al mio viso, alla mia bocca.
Ed io bevo, bevo tutto di te, dal tuo sudore alla tua saliva, quando mi baci lungamente, possedendo la mia bocca, viziandola, inebriandomi con l’aroma del tuo sigaro, e adesso bevo pure il tuo sperma, per compiacerti e compiacermi della mia resa, totale, definitiva.
Scelgo con cura la biancheria che indosserò questa sera per te, voglio vestirmi di rosso, rosso vermiglio come la passione, il fuoco, il sangue: tu sei il mio toro ed io mi muovo davanti a te con movimenti sinuosi, con la pelle morbida e ambrata dai raggi del sole estivo, mi muovo tra le trasparenze del mio baby doll , sventolando il drappo rosso che mi copre e che tu di lì a poco strapperai per entrarmi dentro in maniera totale, intima, dolce e brutale al contempo.
Ho messo una bottiglia di champagne in frigo, champagne francese, raffinato e ruffiano, complice di una notte d’amore e dentro il frigo pure due flute di cristallo, per servirti tutto ben ghiacciato e me bollente.
Non trascuro nulla, so cosa ti piace per darti una notte “perfetta” ed avere la mia notte sublime, così comincerò a leggere racconti erotici per preparare la mia mente al nostro incontro, perché so che ti piace trovarmi eccitata, fremente, pronta per te; poi preparerò il mio corpo, facendo una doccia calda, strofinandomi addosso uno scrub ai sali del mar morto, arricchiti di oli essenziali, per rendere la mia pelle quasi setosa, e mi laverò con un bagnoschiuma delicato ma soavemente profumato, e mentre la morbida schiuma mi avvolgerà dolcemente, penserò alla bellezza dei nostri incontri, alla tua maschia possanza, ai giochi dei nostri corpi nudi.
Un gemito mi sfugge mentre accarezzo e lavo i seni, le prosperose colline che tu hai saputo sapientemente percorrere con le tue agili mani, la tua bocca e la tua lingua, ed io immagino di carezzare con essi il tuo corpo nudo ed eccitato.
La mano continua a lavare e ad esplorare, la mente corre lontana… Brividi di piacere percorrono tutto il corpo, e la voglia di te si fa pulsante.
Esco dalla doccia, mi asciugo, il vasetto di crema profuma voluttà, trasuda desiderio, che plasmo e spalmo dappertutto, mentre il mio cuore raggiante sembra andare alle stelle.
Metto un po’ di profumo nell’incavo dei seni, dietro la nuca, tra le orecchie, sull’inguine e un po’ tra i peli pubici, giusto quel piccolissimo ciuffetto che come un vezzo fa capolino tra la mia vulva, la mia conchiglia odorosa che si schiude per te, col suo dolce succo, i suoi profumi, la sua voglia di risucchiare dentro il tuo cazzo.
L’amore non vuole penuria di tempo, ha i suoi riti, anche nella preparazione, lunga, accurata, quasi da donna mediorientale, poiché un po’ di sangue arabo scorre ancora nelle mie vene e si mostra nella scintilla accesa dei miei occhi.
Mi vesto, mi spazzolo i capelli, sistemo il trucco, adesso sono pronta, pronta per te, amore, per rispecchiarmi nei tuoi occhi vogliosi, pronta a liberare il tuo membro impaziente, che vuole uscire da quegli slip ormai troppo stretti, e che ha voglia di prender vita fuori dai pantaloni ormai troppo fastidiosi.
Guardo l’orologio: mezz’ora, solo mezz’ora e sarai qui da me, suonerai alla porta, ti aprirò e ti accoglierò in me, tra le braccia, nel cuore, e dentro ognuno di quei posti dove vorrai entrare.
Bevo un po’ d’acqua, poi apparecchio la tavola: sopra la tovaglia il secchiello col ghiaccio e lo champagne, e due calici di cristallo, tu sarai qui a minuti.
Suoni alla porta, ti apro, ammiri il mio baby doll rosso, “rosso per il mio toro” dico io, e sei già tra le mie braccia, a frugarmi con la lingua in bocca tutto il mio desiderio.
Lo assapori, lo gusti, lo cerchi pure con le mani, il tuo tocco non esige altro che me, nella resa totale della passione. Sorridi, placato dalla mia voglia, voglioso al contempo, e mentre posi a terra il tuo zaino con le tue cose, mi sospingi verso il tavolo.
Mi ci fai sedere sopra, continui a toccarmi, spalanchi le mie cosce oscenamente grondanti di desiderio, e lo bevi, bevi il mio succo, t’inebri, lo raccogli con la lingua, le labbra, lo spalmi con le dita sulla mia vulva, lo porti alla mia bocca attraverso le tue dita.
Poi ti accorgi dello champagne, sorridi malizioso, afferri la bottiglia e lentamente, fai scivolare dentro la mia figa bollente il suo collo ghiacciato.
Sono eccitatissima…La tua mossa mi spiazza, mi dà un brivido di piacere intenso.
Ti liberi degli slip, abbassi i pantaloni e cominci ad entrare dentro di me, duro e caldissimo. Il contrasto tra il freddo ed il tuo calore mi ha fatto impazzire!
Continui ad entrarmi dentro, poi ti ritrai e di nuovo mi scopi con la bottiglia ghiacciata, poi ancora tu dentro di me.
Urlo dal piacere, godo intensamente.
Ti fermi, continui a restarmi dentro, immobile, stappi lo champagne e me lo offri, poi mi chiedi di prendere in bocca il tuo uccello di fuoco, ormai durissimo e pronto ad esplodere , bevo un sorso di champagne e ti porgo il calice.
Lo bacio, lo succhio, lo lecco con quella maestria che sa mandarti in estasi, sento il tuo cazzo pulsare, pronto a regalarmi il tuo nettare.
Arriva caldo, abbondante, copioso, so che ti piace che io assecondi ogni fiotto con la mia lingua, dolcemente; lo faccio e ti guardo, tu mi sorridi, poi mi porgi il bicchiere colmo del frizzante liquido ed io lo bevo, insieme al tuo nettare.
Mi abbracci, beviamo e brindiamo insieme, brindiamo a noi e alla nostra lunga notte d’amore.