Prendimi. Lasciami. Usami. Come più pensi io possa esserti utile. Mostrami come tuo trofeo di caccia. Nascondimi negli anfratti più remoti, perché mi reputi inutile per te. Amami. Odiami. Non lasciarmi nell’oblio dell’indifferenza.
Deserto è la mia condizione. Oasi è la tua. L’arsura mi pervade dal mattino alla notte. Fino al mattino ancora. Ho sete. Ho fame. Desiderio incessante. Fammi dissetare al nettare delle tue labbra. Lascia che le mie mani si nutrano del tuo corpo. Ho voglia di fare l’amore con te per tutto il tempo del nostro incontro. Lentamente. Mentre i nostri bacini danzano al canto del nostro respiro. Ho voglia di scoparti con prepotenza. Sulla scrivania del tuo ufficio. Durante i cinque minuti di pausa caffé. Voglia di te. Solo di te. Della tua lingua nella mia bocca. Del tuo sorriso che illumina ogni istante. Di sentire le tue mani che afferrano il mio uccello con forza ché vuoi infilarlo subito dentro di te. Della tua voce che mi coccola con dolcezza. Di sentirti sbattere sul mio corpo mentre gridi, libera, il tuo orgasmo. Del tuo abbraccio che mi stringe forte forte. Di prenderti da dietro perché godi a perdere il controllo senza farti vedere da me. Dei silenzi cuore a cuore che valgono più di mille parole.
Prendimi. Lasciami. Usami. Come più pensi io possa esserti utile. Mostrami come tuo trofeo di caccia. Nascondimi degli anfratti più remoti, perché mi reputi inutile per te. Amami. Odiami. Non lasciarmi nell’oblio dell’indifferenza.