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Danzando nel mattino
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Titolo: Danzando nel mattino
Autore: DanzaSulMioPetto
Contatto:
Racconto n° 3889
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Un brivido lieve, come un bacio sussurrato dal vento, corse lungo la sua schiena non appena i suoi piedi, scivolando fuori dalle scarpe, sfiorarono il marmo fresco del pavimento.
La finestra era aperta e per un attimo i suoi occhi si chiusero, abbagliati dal riflesso delle lame di luce che accarezzavano il cielo, mentre lentamente si scioglieva dall’umido abbraccio della notte.
L’aurora danzava silenziosamente nella stanza, la seguiva accompagnando i suoi passi nel soffice candore che li illuminava.
Scorse il suo amante e lo raggiunse, sedendosi sul divano accanto a lui, ascoltando per alcuni istanti il suo respiro mentre dormiva.
Gli sbottonò la camicia fino al ventre, e si tirò i capelli all’indietro reggendoli sulla nuca, poi sì chinò su di lui, poggiando l’orecchio sul suo petto per sentire i suoi battiti.
Si scaldò nel tepore della sua pelle premuta contro il proprio viso, cercando di intravedere l’ombra dei sogni che vibravano nei battiti del suo cuore.
Non appena sentì il suo respiro sussultare raggiungendo il confine della notte che ancora velava i suoi occhi, si scostò, allontanandosi da lui, sollevando le gambe e facendo scivolare i piedi tra le sue mani, sentendo il loro tepore avvolgerli, facendo fuggire via, poco a poco, il fresco abbraccio del pavimento.
Lo seguì nel suo risveglio, accarezzandolo con un sorriso in cui lui poté leggere tutta la sua dolcezza, sentendo le mute parole d’amore che lei gli sussurrava.
Rimase a guardarla perdendosi nell’incanto che brillava nei suoi occhi, dissetandosi di quell’immagine delicata che splendeva nel primo mattino come eterei giochi di luce che si riflettono nella rugiada e danzano tra le foglie degli alberi mosse dal vento.
Allora lei lo sciolse dal torpore di quell’immobilità, facendo scivolare il piede lungo il suo petto, cercando il calore del suo corpo sotto la camicia sbottonata, era ancora un po’ freddo e sorrise vedendo il suo amante trasalire a quel contatto.
Lasciò che lei infilasse anche l’altro e rimase fermo, perché lei potesse scaldarli, come se con quel piccolo gesto volesse darle una prova del suo amore.
Lei sentì quel cuore adorante che giaceva sotto i suoi piedi, lo sentì nella passione con cui pulsava offrendosi fiducioso, certo di potersi abbandonare al desiderio di appartenerle e di possederla in quell’amore che nel silenzio cingeva le loro anime.
Il fruscio del suo vestito riempì quel silenzio, mentre lei risalì con un piede fino al mento e seguì i contorni del suo viso, prima di posarsi con un tocco lieve sulla bocca.
Un fremito le fece mordere il labbro inferiore, soffocando un lieve gemito di piacere, un fremito che lui può sentir vibrare sulle dita che si offrono ai suoi umidi baci che delicatamente le sfiorano, saggiandole poco a poco e godendo del loro sapore.
Lei le immerge in quell’abbraccio, lasciandosi avvolgere dalla carezza della sua lingua che sente scivolare con la punta lungo la pianta, abbandonandosi a baci sempre più avidi e adoranti, mentre segue il contorno del tallone e insegue l’ombra morbida delle sue curve, risalendo nuovamente fino alle dita e sfiorandone le rotondità fino alla base.
Sente il suo respiro ansimare, colmo di desiderio, mentre le succhia le dita, la sente come in un vortice che lentamente li avvolge e diventa sempre più impetuoso, pronto a travolgerli da un momento all’altro tra le onde della loro passione.
La sente scivolando dentro lei, nelle loro anime che si abbracciano nel sudore che bagna i loro corpi, nei respiri affannati che intonano il canto dell’estasi e dell’abbandono, nella luce del mattino che lambisce i loro corpi esausti e intrecciati, nel sussulto dell’ orgasmo che accompagna i loro baci e li unisce nell’estasi di un attimo.