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Dedicata a ...
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Titolo:
Dedicata a ... |
Autore:
Ileana |
Contatto:
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Racconto
n° 3892 |
Altri
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- Sono sexy quei laccetti - mi sussurri sfiorandomi la schiena al tuo passaggio. Seduta, mi volto seguendo la tua figura, cercando di indovinare dove stai andando, in fondo a quel corridoio. Siamo troppe persone a cena ed in fondo forse anche troppo affiatati per non dare nell’occhio seguendoti, per questo rimango al mio posto. Chissà se vedrò un’espressione delusa sul tuo volto al ritorno oppure no. La mia cura impiegata nella preparazione per stasera certo non ti è sfuggita,la schiena segnata dai laccetti è sicuramente un bel biglietto da visita, insieme alle rotondità avvolte dall’abito al ginocchio o alle calze anni 50, con tanto di filo nero e fiocchetto sopra lo stiletto da 12. Sei sempre stata tu la mia preda agognata, cercata e cacciata con un desiderio che non sai, anche se fino a stasera non ti ha nemmeno sfiorato il pensiero che potessi desiderarti. In fondo adesso è facilissimo attaccare le tue mura, colpirle e farti capitolare, ne abbiamo parlato così tante volte che le porte della tua Ilio, per tutti considerate inavvicinabili ed invincibili, a me sembrano in confronto un minuscolo scalino… o forse sono solo troppo sicura di me. Forse non è così facile capirti e quell’approccio 'tutto sesso' che hai può sconcertare e trarre in inganno le mille persone che ti ronzano intorno, con cui giochi e ti diverti senza mai concederti. Ti alzi di nuovo, stavolta oltre i sussurri e gli sfioramenti, depositi accidentalmente nelle mie mani un biglietto: “alzati e seguimi”. Non c’è fretta, penso, posso godermi il lusso di un altro sorso di vino, gustato fino in fondo, come antipasto ad una fantastica cena e a conclusione di un discorso inutile con la vicina di sedia. Con un sorriso mi congedo, alzandomi con molta indifferenza, ed attraverso lentamente il corridoio, fino a quella porta, dove so di trovarti ad aspettarmi. - Finalmente - Mi accogli con un sorriso, le mani protese in avanti, si avventano padrone sui miei fianchi; mentre mi tiri verso te, la tua bocca si impossessa delle mie labbra, morbida e golosa, mentre la lingua gioca a stuzzicarmi con piccoli movimenti. Infilo le dita nei tuoi capelli neri e mentre il mio seno si schiaccia contro il tuo, scendo sui lobi . Mi lasci fare, incauta ed inconsapevole di ciò che sta per accadere In fondo quella vena che pulsa sul collo è un’attrattiva troppo grande per resistere ulteriormente ed infatti è solo in un attimo, in cui affondo i miei piccoli ma aguzzi canini sulla pelle bianchissima. Sorpresa nei tuoi occhi. Sei come paralizzata, mentre il tuo liquido vitale sgorga dentro me, nei momenti in cui sento defluire la vita, lasciandoti come un pupazzo inerte sul pouff del bagno del ristorante. Mi guardo allo specchio, le mie labbra sono ancora sporche del tuo rossetto rosso: l’unica cosa che non riesco ad apprezzare di te; in fondo sono un’edonista, amo il bello. E tu anche nella morte sei stupenda, con quel viso da madonna puritana, i capelli lunghissimi e quei seni prosperosi che sembrano sfidare la forza di gravità. Peccato, forse una volta tanto hai scelto la preda sbagliata. L'unica fatale.
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