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Un anno
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Titolo:
Un anno |
Autore:
A.G. |
Contatto:
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Racconto
n° 4008 |
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Sentiva i suoi passi che risuonavano per le scale, si erano dati appuntamento, era lui. I pensieri si affollavano nella sua mente e, assieme ad essi, quella morsa allo stomaco non la abbandonava, anzi, il calore la pervadeva e si diffondeva. Da quanto lo aveva desiderato? Da quanto la sua figura turbava i suoi sogni? Notte e giorno aveva fantasticato di posare le sue mani su quelle natiche sode che i suoi occhi famelici lambivano bramosi, lo sapeva, non le serviva pensarci troppo: un anno! Un anno che quasi ogni mattina si incrociavano, lì sulle scale aspettando di entrare ciascuno nel proprio ufficio, un saluto veloce e niente più; poi d'un tratto, un giorno, inaspettatamente, dopo una chiacchierata un po' più lunga, lo scambio della mail, del contatto per ritrovarsi in chat. Da lì un turbinio di parole, emozioni, sensazioni, tutto inaspettato quanto desiderato. Le battute che incalzano, che si spostano lì sul confine tra il lecito e l'illecito, e poi? Non lo ricorda... chi dei due lo aveva travalicato? Di sicuro lei aveva dato inizio e condotto quel gioco, lo aveva sedotto con frasi allusive prima e più esplicite dopo ma poi... poi lui l'aveva sorpresa, con maestria aveva dato nuova linfa alle sue fantasie, e le cavalcava abilmente con dolcezza e decisione, alternando il comando di quel gioco che ormai da giorni non voleva terminare più! L'uno era estasiato dell'altro, entrambi pareva pensassero la stessa cosa nello stesso tempo; distanti, ciascuno davanti alla tastiera del proprio PC ma con la stessa voglia, gli stessi desideri, fantasie. Oh siii, adorabili, calde, lussuriose fantasie. Quel pensiero la fece per un attimo cedere le gambe, appoggiò la schiena al muro serrando le cosce, le labbra leggermente schiuse, l'immagine di quelle mani che percorrevano il suo corpo, che se ne impadronivano, di quei baci che perlustravano la sua pelle monopolizzando il cervello, poi d'un tratto una voce, quella voce che la chiama per nome. - AURORA! - Lei decisa e sicura ora si sentiva impacciata, ma non ha troppo tempo di ragionare che ecco lui la sorprende, deciso le si avvicina, la mano che si posa sul suo collo, un brivido la percorre, ora gira dietro la nuca e porta la bocca sulla sua e le labbra si schiudono in un lungo bacio. Un fitta al cervello, un cortocircuito delle sinapsi, il tempo di riprendersi, di tornare alla realtà e lei lo scosta nel timore che scenda qualcuno, che altri possano vederli, ma non ha forza a sufficienza non ha la voglia di respingerlo, lui la spinge contro il muro, lei prova a sussurrargli, a mormorargli "non qui...non ora!" mentre gli passa le mani sul viso, tra i capelli, ma le loro lingue si intrecciano, le labbra si uniscono, le braccia cingono l'uno i fianchi dell'altro. Ooh quei baci descritti, eccoli, eccoli scendere lungo il collo, le scoprono la spalla, poi sente il contatto delle mani sulla sua pelle, mani diverse dalle sue questa volta, mani che si insinuano sotto la camicetta. Altre scosse al cervello e il ritmo del respiro aumenta assieme alla passione. Ecco, le sente risalire, percorrere i suoi fianchi, in un lungo inesorabile supplizio nuovamente lungo il collo, il viso, il pollice percorre il contorno delle labbra cercandone un varco, penetrando la sua bocca che lo accoglie voluttuosa. Lo lecca, lo succhia gemendo, si sente porca ed eccitata mentre quelle poche barriere cadono, ma sa che è questo che lui desidera, che è questo che lo fa morire. Ancora baci... baci... carezze, i bottoni delle camicetta che cedono, finché le labbra si staccano e lui la guarda negli occhi: è quello l'istante che le sente sui seni... mani calde e avide; vede il piacere nel suo volto, mentre ne constata la forma, la grossezza, mentre li libera dalla loro gabbia, per fiondarsi con nuovo slancio sopra. Quelle mani la rovistano, la mettono a nudo, la sua lingua percorre i seni in circolo, sente i capezzoli duri e gonfi per l'eccitazione, li porge alla sua bocca che non esita, le sue labbra si serrano su di loro, li succhia, la lingua li tormenta. Le scappa un gemito, mentre sente le mani che le serrano il culo, che spingono i sessi l'uno contro l'altro e le fanno aderire ancora di più il tessuto della culotte ormai fradicia. Avverte chiara la sua eccitazione, la sente attraverso i jeans premere, una mano la cerca, attraverso la stoffa lo afferra, lo impugna sentendone il turgore, ne vuole sentire il calore. Eccola, come in adorazione è ai suoi piedi che slaccia uno dopo l'altro quei bottoni, vede i suoi boxer elasticizzati che frenano la sua erezione, fa scendere i jeans e finalmente le mani possono posarsi sulle sue natiche mentre affonda la faccia sul suo sesso, la bocca schiusa ne segue le linee, si sofferma sull'elastico mentre i suoi occhi non disdegnano lo sguardo al suo ventre piatto, agli addominali in tiro. Lo fissa mentre lui trattiene il respiro, sa cosa vuole, sa che lo tiene in pugno, non vuole deluderlo. E' un attimo e i boxer sono giù, vede quell'uccello svettare davanti ai suoi occhi, lo percorre con la punta della lingua, mentre una mano cinge la base dell'asta, la sente terribilmente calda, pulsante, viva. Le labbra si schiudono cingono la sua cappella gonfia, ne sente il sapore che inebria i suoi sensi, mentre le sue mani guidano i movimenti della testa. Lui ansima! Lo fissa, lì dal basso mentre è tra le sue gambe, vede l'espressione di goduria che si disegna sul suo volto e per lei è un invito ad aumentare il ritmo mentre sa che si sta avvicinando il momento, lo sente che risale accompagnato dai suoi gemiti a stento soffocati, sente il suo orgasmo esploderle in bocca, riempirla. Affannati entrambi, ansimanti, si ricompongono persi l'uno negli occhi dell'altro e avviandosi nel parcheggio ognuno alla propria macchina; sanno che da domani il conteggio dei giorni riparte: un giorno! Ma questa volta portarne il conto sarà meno pesante.
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