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Profumo di gelsomino
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Titolo:
Profumo di gelsomino |
Autore:
Sauvignon |
Contatto:
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Racconto
n° 4013 |
Altri
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Era una sera d'estate, calda e afosa, come spesso sono le sere d'estate. Quella sera, stanchi da una giornata passata a mare, i bambini dormivano tranquilli. Anche mia moglie era sprofondata in un sonno profondo e ristoratore. Io, con in mano un buon bicchiere di Picolit, avevo deciso di rilassarmi sulla panca in legno posta sul balcone a piano terra di casa mia. Con addosso solo gli slip, nascosto dalle piante che adornano casa mia, mi lascio sprofondare sui cuscini accoglienti della panca. Al riparo da occhi indiscreti grazie alla presenza di varie piante: rose di diversi colori, una buganvillea, un glicine e altri rampicanti. Fra tutte, maestoso si erge un gelsomino bianco che spande il suo profumo inebriante in tutto il vicolo. Casa mia, seppure in centro città, è situata in fondo a una via e all'inizio di un vicolo cieco, appena illuminato dalla luce fioca di un fanale. Nelle case vicine e di fronte non vive più nessuno da parecchio tempo. All'improvviso vedo (non visto da loro) una coppia avvicinarsi, passare dinanzi casa mia, entrare nel vicolo semibuio abbracciata e intenta a baciarsi. Lei dimostra un trentasette anni, lui più giovane se non addirittura un ragazzino. Le mani di lui, smaniose cercano e trovano i lembi del vestito nero di lei; lo alzano con ingordigia, fino a scoprire i glutei della donna. Un bel sedere reso ancora più evidente dalla linea dell'abbronzatura che è appena distante dal filetto del perizoma. La sagoma mi fa pensare a uno slip modello brasiliano. La scena si fa più intrigante quando il ragazzo s'inginocchia dinanzi a lei e toglie il perizoma, conservandoselo in tasca. E inizia a baciarla sotto. Ora vedo chiaramente il volto di lei che gode sotto i baci e i tocchi di lui. Ha gli occhi chiusi, sbuffa di tanto in tanto, emette dei gridolini di piacere. Mi sento sotto, il mio cazzo che si è gonfiato e preme contro gli slip. Mi distraggo un attimo per controllare dal finestrone che mia moglie dorma tranquilla e appena ritorno con lo sguardo sulla scena mi accorgo che lei ha gli occhi aperti e guarda avanti nella mia direzione. Sembra che mi stia fissando, anzi sono sicuro che si sia accorta della mia presenza. Bene penso, adesso finirà tutto si ricomporranno e andranno via. Invece, lei continua a farsi baciare dal ragazzo; le cinge con le mani la testa e la muove su e giù; e intanto inizia a sorridermi. Poi fa alzare il ragazzo, e mentre si baciano in bocca, vedo le sue mani che si soffermano all'altezza del cavallo dei suoi pantaloni. Vedo chiaramente che gli slaccia la cintura, tira giù la cerniera dei pantaloni e gli esce il cazzo già eccitato e duro. Si china e lo mette avidamente in bocca, il ragazzo alza il viso verso il cielo estasiato. Lei mentre gli bacia il cazzo si gira di continuo nella mia direzione e va avanti su e giù sul membro duro. Adesso è il ragazzo a emettere gridolini confusi di piacere. A un tratto si alza in piedi, si mette di spalle al ragazzo, tira su i lembi del vestito e chinandosi a novanta gradi offre le natiche al ragazzo che non si fa pregare; avvicina il membro, intuisco che lo sistema sulle labbra e a un tratto capisco che lo mette dentro perché vedo che lei inarca la schiena e alza la testa. E lui la fotte con impeto. Adesso percepisco le grida di piacere di lei, che lo incita a fotterla ancora più forte. Raggiungono l'orgasmo quasi assieme, prima lui, poi lei. Restano immobili per qualche istante, poi lei si alza, si gira verso di lui, si baciano in bocca abbracciandosi. Poi mentre lui si riveste, lei si sistema il vestito; si prendono per mano ed escono dal vicolo. Si fermano davanti al mio gelsomino, lui gli raccoglie dei fiori e glieli porge; lei li accetta, li avvicina al naso per odorarli e dice al ragazzo - questo profumo di gelsomino mi ha fatto tremendamente eccitare, saprei io come ringraziare il suo proprietario - . - Non ne dubito - , risponde il ragazzo. E si allontanano. Io mi rimetto comodo sulla panca a godermi il resto della serata. Saranno passati appena cinque minuti da quando i due si sono allontanati, quando sento il cancello della ringhiera di casa mia che si apre. Mi alzo di scatto, e chi vedo apparire: Lei, la donna di prima. Si fa largo fra i vasi e le piante, avanza verso di me, si avvicina, mi porge un bacio sulla guancia e mi sussurra all'orecchio che è venuta a ringraziarmi. Le faccio segno di parlare sottovoce, mi alzo a chiudere il finestrone della camera e mi siedo sulla panca accanto a lei. Ha capito che dentro c'è qualcuno che non deve sentire; mi abbraccia, mi bacia sulle labbra, poi scende sul collo, sul petto fino ad arrivare agli slip, indugia qualche secondo sul bordo dell'elastico. Poi me li abbassi con le mani e mi prende in bocca il cazzo. Sento la sua bocca calda, umida, la sua lingua che gioca, me lo succhia avidamente. Vorrei gridare di piacere, mi trattengo dal farlo. Mi piace da morire quello che mi sta facendo. Mentre con le mani mi solletica i testicoli, con la bocca inizia a fare su e giù lungo il mio cazzo. Chiudo gli occhi, vengo da lì a poco nella sua bocca. Si alza, si prende il bicchiere di Picolit in mano; beve tutto quel che resta, mi fa un cenno di saluto e si allontana. Una decina di minuti dopo, mi risveglio dal torpore nel quale ero caduto. Sento caldo, mi pare di aver sognato tutto. Il mio cazzo, oramai flaccido ma appiccicoso mi ricorda che è successo tutto davvero. Da quella volta, è diventata un'abitudine estiva quella di sorbirmi un bicchiere di Picolit sulla panca dopo cena. E chissà che...
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