I migliori Racconti di RossoScarlatto
Racconto del mese
Autore del mese
RossoScarlatto Community
Duetto
Biblioteca
Titolo: Duetto
Autore: Comando
Contatto:
Racconto n° 4024
Altri racconti dello stesso Autore:
Quel giorno era uno come tanti, il solito appuntamento e la gioia di rivedersi. Era una strana - amicizia - si amavano ma, per una serie di situazioni, non erano mai andati oltre un abbraccio eppure ognuno dei due sentiva profondamente ciò che li legava.
- Sai, mi piacerebbe bendarti e fare l'amore con te.
Lei lo guardò negli occhi sorridendo
- Lo sai che non lo farei, mi conosci, e poi, io bendata? E se ti bendassi io?
Lui rimase pensieroso, non era la cosa nella sua indole però, provò ad immaginare la situazione ed accettò ma ad una condizione, lo sarebbero stati entrambi.
In un primo momento gli affiorarono alla mente situazioni comiche come il cercarsi in una stanza a "mosca cieca", inciampare in mobili e saltellare su un piede reprimendo imprecazioni, certo che di sensualità ve né sarebbe stata ben poca ed il tutto sarebbe finito a risate.
La desiderava, ogni giorno di più sentiva crescere in lui un qualcosa che aveva timore di definire ma si rendeva conto che provava una sorta di pudore nei suoi confronti, anzi, impaccio.
Assurdo, aveva avuto molte donne, e di certo non era più un timido ragazzino ed allora perché questa paura? Sapeva che lei non aveva mai avuto un uomo, sarebbe stata la prima volta, ecco forse era questo, avrebbe voluto donarle qualcosa pari ai sentimenti ma nulla gli sarebbe apparso sufficiente. Pensieri non svelati che rimasero ad aleggiare nella sua mente, poi si riscosse.
- Andiamo.
Disse deciso prendendola per un braccio e così facendo la condusse dinanzi un negozio di foulard di seta.
- Scegline due, uno per te ed uno per me ma che siano speciali.

Quando uscirono diretti verso l'albergo di lei, la tenne stretta, il braccio sulla spalla, sentiva la sua emozione, la percepiva attraverso le dita. In stanza vi fu un momento di imbarazzo, erano lì, uno dinanzi l'altro, soli, la porta chiusa. Entrambi turbati, consapevoli di un qualcosa che avrebbe potuto cambiare molto fra loro, un vortice di emozioni e desideri.
- Questo, - disse lui, - non è un gioco, lo sai, senza vederci assaporeremo l'odore dell'altro, i nostri corpi sentiranno, esploreranno, parleranno di noi.
Le porse uno dei foulard ed aspettò che glielo annodasse sugli occhi, poi fece lo stesso con lei. La iniziò ad accarezzare dolcemente sulle spalle mentre delicatamente le dita salivano lungo il collo, le sfioravano il viso per poi infilarsi nei capelli massaggiandole la nuca.
Vi era quasi un timore, una delicatezza innata in quelle mani come toccassero un fiore dai petali eterei e diafani. Labbra si accostarono alle labbra a cercarne la morbidezza, ad assaporarne il contatto in un brivido di caldo piacere, vi si posavano fugaci per poi fuggire e tornare ancora come volo di una farfalla mentre i loro corpi aderivano sempre di più sino a che il desiderio fu onda e caddero i vestiti scivolando ai loro piedi, foglie spazzate da un vento irruento.
Un passo, un solo passo di lui che la spingeva lievemente sino a quel letto mentre il corpo di lei fremeva e vibrava, corde di una arpa da cui si spandeva la musica dell'amore.
Profumo di pelle che inebriava ed annegava nel calore di quei corpi mentre danzavano le mani stringendo ed accarezzando ora lievi, ora forti, e le bocche, senza ritegno alcuno, si cercavano annodando le loro lingue come serpenti caducei. Impudiche labbra che scivolarono su di lei a suggere capezzoli, ora indugiando, ora ritraendosi per poi scendere sempre più giù con la lingua calda, umida, carnosa che le si faceva strada fra le cosce.
Il profumo del suo sesso gli riempì le narici, lo stordì per un attimo portandolo al di fuori del tempo e dello spazio, ne gustò il sapore dolce ed aspro mentre la punta della lingua serpeggiava nel suo solco, vi affondava dentro, indietreggiava per risalire verso il clitoride, sino a tormentarlo con lievi pressioni, vi girava attorno, lo suggeva, facendolo ergere preponderante a cercare quelle labbra, mentre il ventre le si sollevava prominente ad offrirsi a lui.
Si girò, risalì verso il corpo di lei quasi scivolandole sopra mentre la ricopriva di baci ed i suoi umori lo bagnarono ovunque, la penetrò delicatamente, a tema di farle male, entrò, uscì, in una lenta tortura senza smettere di baciarla, senza smettere di tenere le mani nei suoi capelli e stringerla a se.
Sentiva il cuore palpitare forte contro il suo, sincrono battito che pareva tutt'uno ed il respiro farsi più intenso, più veloce, le dita tremare mentre lo stringevano.
Entrò sempre più dentro, completamente, corpi che danzavano alla musica più antica fatta di gemiti e silenzi poi, l'Onda sopraggiunse, sommerse tutto.
Furono unico corpo, unica anima e doloroso fu il distacco come il mare che si ritira lentamente dalla sabbia. Lui le sfilò la benda e tolse la sua, la guardò negli occhi, dolcemente, senza una parola e la strinse a se in silenzio.