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Lo spione
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Titolo:
Lo spione |
Autore:
Angelica |
Contatto:
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Racconto
n° 4044 |
Altri
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Al mio rientro, dopo qualche giorno in montagna, mi sono resa conto che qualcuno doveva essersi introdotto in casa mia. Era inconfondibile l'odore stagnante del fumo di sigaretta: prendeva alla gola come la mano di un uomo che afferra e che stringe e non ti lascia il respiro. Non c'era stato scasso e, quindi, doveva essere qualcuno in possesso di chiavi. Che mio marito mi spii da sempre non è una novità, anche se non viviamo più insieme da anni. Già in tempi passati ha fatto uso di investigatori per seguire ogni mia mossa e cercare prove di chissà quali tradimenti tra i miei abiti e le mie cose. Ma dal momento che oggi tutto era al suo posto, a parte quel puzzo di fumo a riempirmi i polmoni, penso che abbia fatto un passo in avanti: non più un pedinamento reale, quanto piuttosto un tracciamento informatico. Magari con uno di quei congegni che permettono di leggere tutto ciò che uno digita sulla propria tastiera. Ed è per questo sospetto che ho deciso di fargli un regalo. Anche perché, se la situazione è quella di sempre, l'intento è chiaro: cercare le solite tracce di un amante eventuale. Vero o virtuale o anche soltanto immaginato, l'importante è poter denigrare la donna fedifraga. E chissenefrega se, negli anni, gli uomini non mi abbiano mai degnata di grandi attenzioni... la ricerca dell'amante è sempre stata la sua fissazione. D'altra parte è ovvio: è sempre stato un disastro. Un pessimo marito, un amante peggiore e un padre inesistente. Un uomo che mi ha rubato il sogno di una famiglia sana e affettiva, che pur non usando violenza mi ha distrutto la vita. Quante siano state le sue sceneggiate da ipocondriaco, ubriaco e sconvolto, non riesco più nemmeno a contarle! Un tempo mi preoccupavo, poi ho capito. La "malattia" lo ha sempre e soltanto colpito in mia presenza poiché, a suo dire, dal momento che non credevo né credo nell'esistenza di Satana, ne sono diventata - lo strumento per colpire lui che è il prediletto del Signore - . Ed ecco che talvolta - colpito da Satana! - si trascinava per casa piegato in due, digrignando i denti e bestemmiando dal dolore e talaltra si faceva ricoverare in pronto soccorso dove une medico paziente gli iniettava del Valium e lo rispediva indietro. Ma il meglio è sempre venuto a tavola e a letto: dal suo pulirsi la bocca con il dorso della mano al tossire sputando sui piatti altrui fino al far colare cibo e bevande dai baffi spioventi sulla camicia, con la quale si coricava e si presentava, il giorno successivo, al lavoro. Per non parlare del suo approccio erotico, da sempre volgare. Pur sapendo di presentarsi alla consorte come un barbone di strada, non esitava a chiedere: - Non è che ti va di chiavare? - Ovvio che avrebbe fatto passare la voglia anche a una porno star!!! Ora, dopo 23 anni d'inferno, pensa ancora di essere meritevole di rispetto e fedeltà. Non si è mai accorto che, in questi 23 anni, mi sono innamorata un'unica volta, ma che si è trattato di un sentimento coinvolgente e totale. Un amore platonico, purtroppo, ma che - se fossi un marito degno del nome – mi brucerebbe più di qualsiasi amante e mi tormenterebbe di continuo il pensiero. Per certo m'interrogherei giorno e notte, cercando i motivi che hanno portato mia moglie a innamorarsi perdutamente di uno che pure non l'ha mai sfiorata o considerata come donna, ma nonostante ciò il suo cuore si sia intestardito ad amarlo per più di tre anni e forse lo ami tuttora. Ma lui no, lui è gretto e cerca, molto più banalmente, l'amante. E, chissà, forse lo fa per via telematica e qualche spione, nel mentre che scrivo, sta ricevendo e leggendo. Un po' come il voyeur che, nascosto tra le frasche, guarda chi gode e si fa semplicemente una sega. Così provo a immaginarmelo, questo amante. Un uomo capace di suscitarmi quel desiderio che lui, il marito tradito, non è mai riuscito a farmi provare. Un uomo capace di accendermi di passione con le sole parole, quelle che sanno di sesso e da sole colano umori. Le parole che la mente di una donna, sola da sempre, è capace a trasformare in brividi lungo la schiena e in voglia che si addensa e raggruma sugli slip che odorano di trasgressione e libido. Mi piacerebbe un uomo così, forse già esiste e mi fa godere la notte. O forse vive soltanto nei sogni. Sono troppo puttana? Forse. Ma sono convinta che se anche mi vendessi lungo i viali la sera, con le calze a rete aperte dov'è giusto che sia, per riempirmi di carne o di vento; se anche lo facessi per mestiere o passione, e ne prendessi a diecine ogni notte, sarei sempre più pulita di un uomo che penetra come un ladro in un mondo che ormai più non gli appartiene, per rubare i segreti di una vita in affanno. Di amanti potrei averne uno, tre, persino dieci contemporaneamente o nessuno, ma non sarebbe la mia eventuale dissolutezza a creare i suoi problemi o la mia solitudine nel letto a creare il suo benessere: lui e soltanto lui è la causa dei suoi guai. E tu, spione prezzolato che attendi che io accenda il computer per inviare la tua relazione a chi ti paga per questo sporco lavoro, perché non provi a cambiare il tuo gioco? Quello che leggi, con tanta fatica, lo leggono in tanti. Di racconti è piena la rete e io non sono più brava di altri.
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