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La tela del ragno
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Titolo:
La tela del ragno |
Autore:
Veleno dolce |
Contatto:
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Racconto
n° 4051 |
Altri
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Ci sono giorni particolari o particolari momenti di una giornata in cui tutto è sospeso. Tutto deve cominciare o tutto deve ancora riprendere. Avete mai fatto sesso al telefono? Non chiamando una di quelle chat line in cui sentite delle voci registrate, su una musica provocante, no. Mi riferisco a conversazioni con una persona di vostra conoscenza. A me è capitato, con un sensuale - Ragno - . Con un bellissimo timbro di voce, mi sono fatta cullare e eccitare. La voce suadente vibrava nel mio orecchio. Toccami piano... leggero leggero toccami; e quando le nuvole nel cielo coloreranno il mio profilo, amami. Lentamente, fino nel fondo, amami. E mentre lo fai, sfiorami le labbra, accarezza la mia pelle, stringi la mia carne, senza vergogna, sfiorami, stringimi. Lasciamo gli altri ad accarezzare il silenzio, io e te esplodiamo di sensi e di liquida empatia. Sento le mie dita percorrere il mio corpo. Le sento sempre più bagnate di me. Dentro la mia carne a scavare il mio piacere. Penso a come mi strofinerebbe lentamente nei punti giusti...su e giù, inumidendosi dei miei umidori. A come mi viene voglia di mordermi le labbra per unire il piacere a quel leggero dolore. Continuare a giocare con la mia carne. Voglia di sentirmi leccata. Succhiata. Voglia di stringere le gambe. Infilare le mie dita sempre più a fondo. Sempre più velocemente a fondo. Iniziare a godere. Godere. Godere. Godere. Mentre i denti stringono le labbra. Così forte. Così... inarco la schiena, mordo le labbra, rilassando i muscoli. Sento le mie dita un po fredde a contatto con la mia stessa carne, fin troppo ribollente. Le mie dita sempre più veloci, immagino quel - Ragno - con la testa tra le mie cosce, a succhiare il mio godimento. Quasi come un'ossessione. Voglia pure di un bacio umido, ripieno di lingua. Voglia di sfioramenti, di tocchi più o meno audaci. Voglia di ricominciare. Ancora e ancora. Ancora. Ora. Voglia di leccare la pelle. Di succhiare l'essenza di questo - Ragno - Voglia di ingoiarne il suo sapore e l'odore.
Sabato. Uragano. Tempesta di sensi. Orgasmi infiniti. Giochi proibiti Un crescendo di morsi. Di corpi affamati, assetati. E poi, avvinghiati stremati, su una panchina in un parco.
Domenica. Lenzuola impregnate di sesso, di noi. Ho chiuso gli occhi e il godimento s'è sparso in onde concentriche, partendo dalle mie gambe, per finire dentro il mio cervello. Raccolgo il godimento sulle mie dita, con la lingua, perdendo ogni controllo, ogni pudore, ogni senso morale. I suoi gemiti si uniscono ai miei, veniamo nello stesso istante. Lui sulle sue mani. Io sulle mie dita. Godendo ad occhi chiusi, con l'immagine del nostro godimento dietro gli occhi. Resto ancora qualche istante immobile con gli occhi chiusi per assaporare tutto il piacere. E mentre il - Ragno - mi coccola, tolgo la mano dalla sua tana...l'ultima sensazione...filamenti di seta che scivolano sulle mie gambe.
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