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Sul treno
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Titolo:
Sul treno |
Autore:
Edelweis e Peperoncino |
Contatto:
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Racconto
n° 4052 |
Altri
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Sul treno
Aspetto infreddolito, in un'umida sera di novembre, l'espresso Bari- Milano. E' tardi, sono le 10,30 di sera, l'espresso porta già quasi mezz'ora di ritardo, ed io, per il mio viziaccio del fumo, resto impalato da tre quarti d'ora sul binario 3 di quell'anonima stazione pugliese. Le stazioni mi mettono di malumore:è come se in un attimo tutta la mia vita cominciasse a passarmi davanti, ed in verità son più le cose brutte che i momenti felici su cui mi viene di soffermarmi...In più detesto aspettare. Finalmente l'altoparlante annuncia con una voce spenta l'arrivo dell'espresso:un lungo fischio ne preannuncia l'imminente arrivo e uno stridore di freni e di ferraglia mi conferma che l'attesa è finita. Salgo, portando dietro un bagaglio non molto pesante:starò via solo pochi giorni. Mi avvio verso una delle carrozze di coda, tenendo il biglietto e la mia prenotazione del posto tra le mani:carrozza 6, posto 29. Non credo nei numeri portafortuna, ma non so perché, la sequenza 3-6-29, mi mette serenità. Arrivo finalmente al mio scompartimento, vedo che ha già le tendine abbassate, e mi soffermo a chiedermi e a cercare di indovinare quante persone vi saranno dentro, ad immaginare i loro volti, i loro gesti... Entro e vedo solo una donna, dall'apparente età di 45-50 anni. Dorme, le labbra leggermente dischiuse, il capo reclinato sul paracolpi adiacente al finestrino:ha un non so che di languido, nella sua posa leggermente scomposta, le ginocchia leggermente divaricate, quella camicetta di seta un po' sbilenca che fa intravedere il pizzo nero del suo reggiseno. Inizio subito a fantasticare, guardando le sue gambe un po' robuste ma ben tornite, fasciate da calze velate...Chissà se sono auto-reggenti, sorrido malizioso, vedendo il suo ginocchio sbucare dalla gonna che arriva giusto fin là. In silenzio poso il mio bagaglio e mi libero dell'ingombro del mio giubbotto , voglio godermi lo spettacolo che la situazione mi presenta, mi siedo d'avanti a lei e improvvisamente ho un flash: perché non scattare qualche foto ? Già le vedo in bianco e nero, lentamente prendo la mia macchina pronta come sempre ed inizio ad inquadrare l'immagine, le sue posizioni scomposte fanno sì che la gonna si sposti, e di colpo ho la conferma di quello che pensavo anche se non ha le autoreggenti, porta le calze con il reggicalze, lo capisco dalla parte nera della calza; ho un sussulto, l'eccitazione sale come sale la paura, sono un professionista conosciuto e non posso rischiare ma tutto è così eccitante che mi spingo sempre di più sperando che le sue mosse mi concedano visioni diverse. Di colpo ha un sussulto, faccio appena in tempo a sedermi, apre gli occhi e mi guarda, con la faccia di chi appena sveglio cerca di connettere, con lentezza si ricompone accennando ad un semplice - 'Salve' - , le sue labbra si aprono delicatamente con un leggero movimento di lingua, - Dove siamo? - - Appena partiti da Gravina - rispondo. - Bella macchina - dice, quasi immaginasse cosa ho fatto, sento un po' d'imbarazzo e il mio sguardo si porta fuori dal finestrino. Con un gesto deciso ma delicato accavalla le gambe, la gonna è lenta e lascia intravedere le sue forme sinuose e sode, ha dei bei fianchi e le gambe robuste. Mi eccita la situazione, sento il cuore in gola, con la voce soffocata mi lascio scappare - 'ci vorrebbe una sigaretta' - ; quasi a capire il mio stato, afferra la sua borsa e tirando fuori le sue sigarette me ne offre una, - ' tanto siamo soli' - , dice. Con la mano tremante ne afferro una portandola in bocca. Ha capito il mio imbarazzo e la cosa la stimola, ci gioca, accenna ma l'anticipo e prendo il mio zippo, allunga le sue mani e toccando le mie accende la sua sigaretta. Mi sento quasi Humphrey Bogart in " Casablanca " , col mio impermeabile ed il mio piglio sicuro che nasconde l'imbarazzo. Lei accende la sua Camel blu , aspira voluttuosamente il fumo, lo tira fuori lentamente guardandomi negli occhi, poi si umetta le labbra e porgendomi deliziosamente la sua mano curata, si presenta: - 'piacere, Lisa' - . Mi soffermo a stringere la sua mano morbidissima ; immaginandomi l'effetto della sua mano morbida e calda, il mio cazzo ha un leggero sussulto. Riesco comunque a guardarla negli occhi e a dire: - 'Piacere, Marco' - . Ha un volto particolare, intenso, con uno sguardo profondo, pare che ti fulmini o ti accarezzi, una bella bocca piena, sensuale, con un accenno di ironico broncio. Credo di cogliere dal suo sguardo curiosità; sì, mi sta osservando con interesse, forse le piaccio pure... Sembra spigliata, abituata a trattare gli uomini alla pari, deve essere anche abbastanza trasgressiva, visto il suo ignorare in maniera assoluta il - vietato fumare - stampato in tutte le lingue! Magari mi vuol solo provocare per punirmi di ciò che immagina abbia potuto fare durante il suo sonno? Fatto sta che più la guardo e più mi intriga, più la vedo muoversi, parlare e più mi piace e...Sì... Mi sto eccitando! Lei si alza, - forse è il caso di aprire un po' il finestrino! - la osservo: ha i fianchi larghi, e la cosa mi pare ancora più eccitante, la gonna cade perfettamente facendo intravedere le sue forme, sode ed abbondanti! Al pensiero di quello che indossa sotto sento del liquido salire dal mio cazzo, mi mordo le labbra pensando a cosa fare. Aperto il finestrino si gira verso di me rimanendo per un istante dritta in piedi, con il ventre all'altezza della mia bocca, poi si china mostrandomi la grandezza del suo seno, e chiedendomi di poter osservare la mia macchina, che avevo posto sul sedile. - Fai pure - , le dico, e da lì inizia la tensione: la macchina è digitale, puoi rivedere subito le foto scattate. E se me lo chiede cosa faccio ? Non posso dire no, altrimenti capirebbe! Spero che non lo faccia , che non inizi a domandare... come se mi avesse sentito, - ma è digitale vero ? - - sì- le rispondo - - Ha fatto delle foto interessanti ? - - Molto direi! - . - Sono curiosa, posso ? - Un attimo di esitazione ma poi rispondo deciso, - sì, certo! - e con naturalezza premo il tasto per la visione delle immagini, non è sorpresa anzi, il suo sguardo incrocia il mio, - cosa l'ha incuriosita di me ? - . In silenzio la guardo e sento l'imbarazzo salire sul mio viso, dopo una sbirciata veloce sul monitor della macchina, la posa sul sedile, e con le mani sulle cosce sode inizia a far salire il lembo della gonna, non capisco se è realtà o sogno quello che sta accadendo, mi spingo un po' con le gambe in avanti, quasi a cercare di capire se sono sveglio, e quella visione mi prende, con un sorriso di compiacimento mi guarda, con la gonna quasi a metà coscia si ferma, mostrandomi la parte nera delle calze, - era forse questo quello che le interessava ? - a quel punto mi spingo in avanti con il petto, avvicinando il mio viso a lei, a metà dello spazio che ci divide, lei tranquillamente allunga le braccia, e prende la mia testa, si ripoggia sullo schienale tirandomi a sè e nel movimento mi spinge la testa in basso, verso il suo ventre. Le mie mani sul suo sedile, all'altezza dei fianchi, mi chino curioso della sua prossima mossa, il mio viso spinto sul suo ventre, lentamente le mie mani iniziano a raccogliere la gonna, scoprendo le cosce sode e calde, intravedo le culottes bianche che lasciano intravedere i peli, apre leggermente le gambe e sento il suo odore, muschio bianco, delicato; il suo ventre è morbido, sempre più avanti con la bocca socchiusa mi avvicino e finalmente la tocco, un suo sussulto di piacere, mi dà il consenso a proseguire, tutto questo è eccitante, sento il mio cazzo pronto ad esplodere, con frenesia la prendo per i glutei e la spingo verso di me, per farmi spazio tra le sue gambe, e lei si lascia condurre in questo gioco aprendo ancora di più le cosce, consentendomi di annusare il suo odore e apprezzare il suo calore. Con un dito sposto il lembo delle culottes, già leggermente imbevute del suo liquido,e, molto delicatamente, mi insinuo nei suoi anfratti, iniziando a bagnarla con la punta della lingua umida di saliva. Non riesco a controllare le mie sensazioni:mi sembra di essere il protagonista di una delle fantasie erotiche più forti ed inconfessabili di tutta una vita : fare sesso con una bella sconosciuta, disponibile, provocante, audace! L'essere ridotto a mero strumento di piacere, l'essere guidato, sospinto, indirizzato per realizzare, servire, compiacere i desideri di quella donna, la paura di essere scoperto da un ignaro passeggero, o dal controllore dei biglietti fa aumentare eccitazione ed adrenalina fino al parossismo. Comincio a leccare quella vulva succosa, ricca di umori, sento il suo clitoride gonfiarsi, farsi duro ad ogni mio passaggio di lingua, sentirla morbida e sempre più cedevole al mio tocco, mi provoca una scarica di piacere che dal cervello, passa dritta ai miei testicoli. Sento il cazzo scoppiarmi, strizzato dentro gli slip, e la cappella farsi pulsante, pronta a far uscire la prima goccia del mio nettare, segno inequivocabile di un piacere che sta per arrivare all'apice della sua pienezza. Continuo a leccarla, baciarla, penetrarla con la mia lingua invadente, curiosa, possessiva, e al contempo con le mani le stringo e accarezzo i glutei sodi, i fianchi prominenti e ben delineati. Il suo volto pare farsi ogni istante più bello, trasfigurato com'è da quel piacere che lentamente sale, donando un colore rosato al suo incarnato, i suoi occhi diventano luce liquida, soffusi di quel languore del prossimo abbandono, le narici leggermente frementi, i capelli scarmigliati, la bocca dischiusa, la sua lingua che fa capolino tra quelle labbra vermiglie per inumidirle sempre più spesso : mi beo del suo piacere, del godimento che sono riuscito a donarle. Vorrei fotografarla: immortalare quel volto, la sua posa da femmina in calore, vorrei perfino fare degli scatti alla sua polpa, aperta, oscenamente esposta, offerta alle mie labbra, affinché io possa gustarla, aspirarne i suoi effluvi, gustare il suo miele. Mi fermo, e con voce roca le chiedo di esaudire il mio desiderio di farle degli scatti. - Sei bellissima! - le dico. - Vorrei che potessi vedere con i tuoi occhi, come il piacere trasfigura il tuo volto in maniera divina.. - Lei accetta con un po' d'imbarazzo , ma mi chiede come deve mettersi, ed io non le suggerisco la posizione, le dico solo, - Fammi vedere quanta voglia hai, gioca! - allora mentre la sua mano corre sul suo ventre e inizia a toccarsi, l'altra sale ed inizia a sbottonare la camicetta, e... che spettacolo mi offre! Un seno grande, sodo, quasi il reggiseno fatica a contenerlo! Le sue dita si insinuano nel reggiseno iniziando a toccare il capezzolo: è uno spettacolo meraviglioso. Inizio a scattare e lei si eccita! Il clic della macchina sembra quasi che la penetri, apre le cosce e la mano scompare sotto la stoffa delle culottes, iniziando un tormento lento e delicato. Il seno sodo e la sua mano che lo stringe... Che visione ! Una gamba sale sul sedile, il piede poggiato sopra, va aprendo sempre più le cosce, e la sua mano in mezzo a giocare. Io continuo a scattare, a questo suo movimento mi metto a terra e avvicino l'obbiettivo come fosse un pene pronto a penetrare, la macchina inquadra solo la sua mano sotto le culottes. Si ferma, scende anche l'altra mano e la scopre, bella, pronta e vogliosa...Lascio la macchina e mi avvicino, inizio a leccarla, è morbida e bagnata, con una mano mi spinge, mi vuole sentire, è piena di voglia, ma d'improvviso mi ferma, mi fa alzare, e in un attimo le sue mani sono sopra alla mia cintura...Io tremo quasi come in bambino, perché so cosa sta per fare. La visione delle sue labbra carnose mi eccita da morire:sa quello che fa, e le piace farlo capire, lentamente sbottona il pantalone e con la mano sulla lampo finalmente mi libera. Adesso intravede il mio cazzo sotto lo slip, pronto, duro e virile.
Si gusta quell'immagine, e due dita si insinuano sotto, le sento grandi ma sapienti, una mano calda e morbida...Le accarezzo la testa, ma mi fermo, voglio sia lei a condurre il gioco, voglio lasciarmi andare alle sue mani esperte e alla sua calda bocca. Chiudo gli occhi, assaporando con la mente quel momento, il delizioso istante in cui i caldi effluvi di saliva bagneranno la mia carne e la sua bocca la stringerà a sé nel caldo anello delle sue labbra frementi, quando, all'improvviso, in lontananza, sento la voce del controllore che chiede i biglietti. Mi paralizzo un attimo, ma riesco per primo ad avere il controllo della situazione:la scosto dalla mia patta e palesemente turbato le chiedo di ricomporsi perché sta arrivando il controllore. Lei pare come svegliarsi da uno stato di trance, emette un involontario sospiro e corre a riaggiustarsi la gonna, mi lancia un'occhiata maliziosa e sorride. Mi siedo e aspetto, pochi istanti e la porta scorre in apertura. - Buona sera, biglietti? Mente gli porgo i nostri biglietti mi pare che osservi le nostre facce sicuramente paonazze e imbarazzate. Con il punzone fora i documenti di viaggio e ci saluta con un sorriso, richiudendo dietro le sue spalle la porta dello scompartimento. Per un attimo un silenzio anticipa la sua voce. - Possiamo rivedere le foto ? - - Chissà se saranno venute bene ! - . - Certo posso fare di meglio! - Così dicendo mi alzo per prendere la borsa, ma lei mi blocca: - lascia stare c'è tempo - , e stringendomi le mani mi attira a sè aprendo la bocca per restituirmi un bacio appassionato. Mi siedo, smetto di baciarla e mi getto sul suo collo morbido, annusando il suo profumo, mentre con piccoli morsi e con la lingua inizio a giocare col suo corpo scendendo pian piano . Inizia a sbottonarmi la camicia mentre io scendo, scendo verso il suo seno enorme, ancora intrappolato da quel pizzo nero che lascia intravedere i capezzoli duri che aspettano il tormento della mia lingua. La sua camicia resta aperta ed il suo seno davanti ai miei occhi, bello e imponente! Non resisto: con una mano abbasso un lembo del reggiseno e finalmente appare il capezzolo, rosa e duro, la mia lingua lo avvolge in un gioco caldo e lento. Alzo lo sguardo contemplando i suoi occhi chiusi ed i suoi denti che mordono le labbra mentre con la mano mi sospinge verso di lei, ed io, con le mani frenetiche scopro l'altro seno e finalmente, avendoli liberi entrambi, li avvolgo , porto i capezzoli in bocca ed inizio a leccarli vorticosamente, pur non riuscendo a tenerli in mano, tanto sono maestosi. Di colpo mi ferma e mi spinge giù, verso il suo ventre, le mie mani scendono sulla gonna, e impazientemente la arricciano, scoprendo le cosce e sempre più su il ventre, ed ecco che appare la sua dolce vulva, bella e bagnata dagli umori precedenti: le tiro su una gamba allargandole le cosce, le faccio mettere un piede sul sedile con la gamba piegata, sposto il lembo delle culottes, ed eccola offerta al mio tocco disponibile e morbida, con i peli profumati. Aprendole delicatamente le piccole labbra inizio a cercare il clitoride, già duro per l'eccitazione, lo sento, è lì d'avanti a me, e con la lingua inizio a stuzzicarlo velocemente, poi scendo per tutta la lunghezza accennando ad una leggera penetrazione. Sta per esplodere, lo sento! Allora con un dito la penetro mentre la lingua torna su lentamente. È piena di piacere e voglia:sembra quasi un copione già scritto, quando, improvvisamente, tocco un oggetto riposto nel taschino della mia giacca... Stavolta le sorrido io malizioso, mi dilungo un altro po' a succhiare il miele di quella deliziosa figa e poi mi stacco brusco da lei e le dico: - Vuoi continuare? - Al suo sguardo interrogativo la bacio, a lungo, lasciandola quasi senza fiato, poi le chiedo di aspettare qualche minuto e di seguirmi in bagno... Esco richiudendo dietro le mie spalle la porta dello scompartimento:mi guardo intorno:ormai essendo notte fonda, non c'è nessuno ed i pochi passeggeri staranno già dormendo sonni beati. Con passo sicuro mi avvio verso il minuscolo bagno, in fondo allo scompartimento:lo apro, vedo che c'è un grande specchio, e che è abbastanza luminoso e grande per fare ciò che ho in mente, e noto che, per fortuna, non è neppure in precarie condizioni igieniche. Lisa mi piace da morire e voglio che, per entrambi, questa sia un'esperienza indimenticabile! Tocco ancora la mia - arma segreta - , l'oscuro oggetto del desiderio che presto voglio sperimentare su di lei... Mi guardo allo specchio e sorrido compiaciuto, fiero dei miei pensieri e del mio bel cazzo che sembra di granito. La sento bussare leggermente dopo qualche secondo: - Marco, sei tu? - Le apro la porta senza fiatare, poi la faccio entrare, la guardo e la bacio e poi le chiedo quanta voglia ha di me... - Mi stai facendo impazzire, Marco - dice, ed allora la giro, facendola abbassare, con le braccia protese sul lavandino, ma non senza averle prima liberato quei suoi meravigliosi seni... Le faccio inarcare la schiena, sollevare quei glutei sodi e polposi, e inizio a penetrarla con le dita, sempre più vigorosamente. A questo punto sento che comincia ad emettere dei gridolini e a fare della mia mano un lago di umori...Le abbasso le culottes giù facendole scivolare alle caviglie e sbottono i miei pantaloni, scendendo giù i miei boxer... Il mio pene sospira di sollievo! Bello, imponente, dritto e grosso va diretto verso di lei... Inizio a penetrarla dapprima dolcemente, alternando movimenti rotatori a spinte decise , e sento che lei cerca il mio contato, inarca ancora il bacino, mi vuole, vuole sentirmi fino in fondo, vuole sentire sbattere le mie palle sulla sua morbida e succosa carne! Le mie spinte si fanno più veloci e sostenute:è uno spettacolo vedere allo specchio il suo seno ondeggiare e il suo viso trasfondersi di piacere! Continuo per qualche minuto, poi esco dalla sua figa il mio cazzo bagnato di miele e attacco con - l'arma segreta - : mi sono ricordato di avere con me il mio grosso sigaro avana, messo nel porta sigaro di metallo, bello, grosso, stondato e liscio, insomma...Un giocattolo perfetto! Comincio allora ad entralo ed uscirlo dalla sua conchiglietta grondante, e lei sembra gradire...Con una mano le accarezzo il seno, mentre con l'altra gioco con la sua dolce polpa ed il porta sigaro. Sento che è prossima all'orgasmo. allora umetto le dita della mia mano con il sapone, premendo il dispenser, e mentre continuo al usare il giocattolo, con le dita insaponate cerco l'altro buchetto. Sembra una piccola rosellina di maggio:rosea e coi petali carnosi, un vero spettacolo! Comincio a violarle dolcemente lo stretto pertugio, prima con un dito, poi con due, la sento irrigidirsi un attimo, poi rilassare i muscoli:non ho fretta, so aspettare il momento giusto! Continuo a giocare su entrambi i fronti e, quando il suo orgasmo è ormai imminente, le sfilo il porta sigaro dalla figa e lo introduco nel suo delizioso bocciolo rosa, facendole invece ora sentire al suo posto il mio turgido membro. E' come penetrare burro con una lama rovente:non oppone resistenza in nessun anfratto, anzi, si lascia andare al più intenso dei godimenti! Sento la sua vagina contrarsi attorno alla mia asta, con dei movimenti ritmici sempre più convulsi...Ed è proprio in quell'istante, che sostituisco ancora i due giocattoli, il mio di carne, con quello di metallo. Sento un piccolo urlo di dolore, mi fermo un istante, lascio che la cappella la penetri e venga risucchiata dentro, mentre mi do da fare con le dita ed il porta sigaro nella sua figa pulsante, per riprendere il ritmo e sollecitare il suo clitoride al nuovo piacere... Di nuovo si rilassa, ed io allora spingo, lentamente, allargandole le strette pareti, ed incitandola a venire verso di me:un centimetro dopo l'altro la sua carne cede, ingoia il mio pene, affamata, prostrata alla mia virile richiesta, riconoscente del sentirsi piena, femmina e desiderata... E' un momento sublime! Sono eccitatissimo, sento che sto per scoppiarle dentro, ed io, mi faccio strada tra quelle strette pareti, posseggo le sue visceri, penetro i suoi intestini...E' fortissimo quello che si prova in certi momenti, il calore, la sensazione che sanno darti quei muscoli avvolgenti, dapprima riottosi ma poi sempre più cedevoli e perfettamente elastici! Le dico di muoversi, di essere lei a dare il ritmo alle mie spinte, mentre le mie mani continuano a darle piacere...Lei allora aumenta le spinte, le sono dentro fino in fondo, i miei testicoli sfiorano la sua pelle morbida, io continuo le carezze...Veniamo insieme, con un urlo soffocato, il mio sperma è abbondante, a fiotti ripetuti. La faccio girare e la bacio, spegnendo così dentro di lei i miei ultimi sussulti. Quando esco da lei sono ormai pago, col membro inerme e tenero ...La sua rosellina è imbiancata del mio latte, mi piacerebbe farle una foto così, ma ho lasciato la macchina di là, nello scompartimento:la mia mente ha comunque fatto una foto molto più indelebile, un ricordo meraviglioso che mi accompagnerà per sempre. La bacio e le carezzo il viso, mi lavo e le cedo il lavabo per un rapido bidet. Torniamo insieme ai nostri posti, ebbri di passione e di tenerezza, il tempo è quasi volato, ed è uno di quei momenti in cui davvero avrei voluto fermarlo. Non ho rivisto più Lisa, per pudore, per paura che la normalità del quotidiano sciupasse un ricordo, ma resterà per sempre una delle donne che mi ha dato uno tra i momenti più intensi della mia vita.
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