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La punizione
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Titolo: La punizione
Autore: Edelweis e Sauvignon
Contatto:
Racconto n° 4077
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Al caldo luglio era seguito un agosto afoso e umido, a cui Paolo e Fabiana riparavano andandosi a rifugiare subito dopo il tramonto, in una di quelle calette abbastanza piccole e un po' difficili da raggiungere, aiutandosi spesso arrivando via mare, con una di quelle barchette che Paolo si faceva prestare da qualcuno dei suoi amici pescatori dilettanti di Marzamemi.
Portavano con sé abbondante acqua, frutta saporita e succosa ed un paio di panini leggeri per smorzare la fame...Anche se, non era la fame di cibo a portarli in quei posti!
La loro meta preferita era Cala Mosche.
E' una spiaggia non attrezzata, molto isolata e per questo poco frequentata. E' inserita nell'oasi naturalistica di Vendicari. Il mare antistante è quasi sempre calmissimo e trasparente in quanto la spiaggia si trova in una caletta riparata e circondata da due promontori rocciosi su cui spicca la tipica vegetazione del litorale.
Un vero angolo di paradiso insomma! I due amanti passavano notti indimenticabili cullati dal rumore delle onde e rischiarati dai raggi argentei della luna.
Fabiana era una strega! Faceva di tutto per stuzzicare Paolo sdraiato accanto a lei, anche se fino a poco prima erano stati bocca o bocca a scambiarsi i baci più appassionati, bastava che lui le girasse le spalle per riposare un po' o che volesse ascoltare un po' di musica dal suo i-pod o comunque starsene tranquillo a guardare le stelle, per trasformarla da dolce gattina in pantera affamata.
A volte cominciava dai suoi piedi: se li poggiava sul suo seno inginocchiandosi davanti a lui ed iniziava un sensuale massaggio spalmandosi un po' di baby olio sui palmi delle mani, stando ben attenta a non fargli il solletico, per poi iniziare a succhiargli le dita ad una ad una finendo con l'alluce, con il quale, con assoluta dedizione mimava una fellatio.
Paolo iniziava a turbarsi, ma ostentava indifferenza.
Gli piaceva vedere fino a che punto si sarebbe spinta pur di ottenere le sue attenzioni!
Così a volte si girava supino, offrendogli la vista dei suoi glutei sodi e delle sue belle spalle da ex nuotatore, ed al contempo sbarrandogli la via d'accesso più facile alla sua resa.
Fabiana da astuta felina, qual era, metteva in atto le sue contromosse; una fra tutte: sicura che sulla spiaggia a quell'ora non ci fosse nessun altro, si sfilava il - burqa - e adagiava il suo corpo su quello di Paolo.
Il grande seno di Fabiana copriva le spalle di Paolo e lo mandava su di giri; come se non bastasse, abbassava alle caviglie il costume di Paolo e gli strusciava i peli della fica sul suo culo. Di tanto in tanto, aprendo oscenamente le cosce, si sedeva sulle chiappe di Paolo e gli faceva sentire quanto era bagnata fradicia. Ecco, questo era troppo!
Era allora che Paolo non resisteva più; si girava e le donava il cazzo duro e pulsante: ora era veramente la sua preda. E Fabiana, scendeva vorace a baciarglielo, se lo infilava nella bocca, lo stringeva con il palato e lo mordicchiava dolcemente con i denti, poi gli passava a tratti la lingua sull'intera asta fino ad arrivare ai testicoli. Poi di nuovo risaliva, lo rimetteva nella sua bocca e andava su e giù sul quel cazzo che sotto quel trattamento metodico, a tratti, pareva diventare molle per poi riprendere vigore e turgidità.
Quando Fabiana sentiva Paolo che iniziava a mugolare strano, allora mollava la preda, e scappava a tuffarsi nel mare cristallino iniziando a nuotare...
Paolo colto di sorpresa, e col costume abbassato alle caviglie, faceva fatica a raggiungere il tempismo desiderato, e ad acchiapparla prima che avesse percorso almeno un centinaio di metri di mare con bracciate vigorose.
Ma essendo un buon nuotatore, riusciva sempre e comunque a raggiungerla facilmente e, una volta afferrata la sua sirena, la riportava sulla battigia sconfitta e stanca, cosicché lui poteva approfittare della sua momentanea resa per stordirla di piacere.
I raggi di luna inondavano il suo corpo sinuoso facendole risplendere quel seno bianco latte come di luce propria...Che spettacolo magnifico! Ogni volta che contemplava quella donna, la sua donna, sentiva un'emozione avvolgerlo e travolgerlo, in un misto di tenerezza e passione e allora cominciava a baciarla, insinuandosi in ogni suo anfratto, esplorando con le dita ogni rotondità, frugando ogni cavità, fino a farle perdere il controllo razionale.
Allora Fabiana lo metteva supino e sedendosi a cavalcioni gli offriva i seni da baciare e si lasciava cadere sul cazzo che scivolava veloce dentro la sua fica fradicia di umori e vogliosa di piacere.
Era un crescendo di piacere e di sensazioni, due corpi fusi in un solo, due sessi che si cercavano l'un l'altro e s'incontravano compenetrandosi.
Fabiana sapeva come muoversi sopra quel caldo e duro sesso, lo metteva tutto dentro fino a sentire le palle solleticare le labbra della fica, per poi immobilizzarsi e con i muscoli pelvici abbracciarlo, stringerlo, rilasciarlo.
Paolo approfittava dell'attimo di estasi di Fabiana per sfilarsi da sotto, e mettersi dietro di lei. E mentre il suo cazzo faceva capolino nella fica di Fabiana, col pollice le solleticava lo sfintere anale. Sapeva che a Fabiana non piaceva più di tanto il rapporto anale, ma in certi momenti era talmente grata del piacere che lui le aveva dato, che non opponeva resistenza.
Questo era uno di quei magici momenti: Paolo uscito fuori dalla sua polpa grondante aveva poggiato il cazzo in prossimità dello sfintere di Fabiana, la quale sapeva bene che a quel punto non avrebbe tentato di andare oltre; doveva essere lei a impalarsi sul suo sesso.
Tenendo aperte le chiappe con le due mani, pian piano lo fece entrare, lo sentì scivolare dentro dapprima dolorosamente, ma aiutata dalle carezze di Paolo che dolcemente le sfiorava il clitoride, lo fece scivolare sempre più in fondo e, quando fu tutto dentro, oramai completamente suo, iniziò a dimenare i fianchi; dapprima lentamente, arrivando anche a farlo uscire fuori per rimetterlo dentro e sentirsi riempire completamente, poi sempre con maggiore vigore.
A questo punto, Paolo, accrescendo le sue carezze e penetrandola ripetutamente con le dita, cominciava ad affondarle dentro ad un ritmo sempre più sostenuto all'aumentare del piacere che provava, e, nel contempo, le teneva strette nelle mani le tette e le mordicchiava la nuca fino a quando, colmo di piacere, veniva dentro di lei con un fiotto caldo, lungo, esplosivo; si lasciava andare assieme a lei che faceva colare giù per le cosce i suoi liquidi mischiati a quelli di lui, ed esausti si abbandonavano sulla morbida spiaggia di sabbia sottile, non senza prima essersi abbracciati e baciati.
Pochi minuti dopo Paolo uscì da lei e le si sdraiò accanto con la faccia verso il cielo stellato, Fabiana gli si accucciò sul petto con gli occhi rivolti verso di lui.
Iniziò lei a parlare per prima:
-Allora, mi vuoi anticipare qualcosa sulla mia punizione o no?-
E Paolo: - Tranquilla, è tutto pronto. Domani pomeriggio ritorniamo a Catania. Voglio che ti depili completamente la fica, indossi un completo intimo sensuale e un abito nero. Ti manderò un sms dopocena per dirti il luogo dove ci incontreremo.
Detto questo, la prese per mano e andarono di nuovo a giocare con l'acqua salata spruzzandosi, ridendo e baciandosi in ogni dove, facendo sparire così ogni traccia dei loro liquidi organici.
Alla fine presero una bella tazza di caffè caldo dal thermos, sbocconcellarono un panino, si asciugarono e si misero dei costumi asciutti e, avvolti in una morbida copertina di pile, abbracciati stretti, si rifugiarono sul materassino, dove finalmente sfiniti, si addormentarono l'uno sognando l'altra, anche se Fabiana moriva dalla voglia di scoprire in anteprima la sua - punizione - .
Il primo raggio di sole li trovò così, ancora abbracciati, e avendo tenerezza per i due amanti, li cullò e li baciò fino al loro risveglio...
Fabiana si svegliò per prima, forse per il suo spirito irrequieto, o forse perché l'idea della punizione cominciava a preoccuparla un po'...
Si versò un po' del caffè rimasto, ancora caldo, e andò a - svegliare - Paolo, naturalmente a modo suo!
La sua calda bocca sapeva ancora di caffè appena bevuto, che subito volle stemperare quel gusto col sapore salato ed un po' asprigno del fallo ancora inerme di Paolo.
Adorava quei momenti!
Sentirlo crescere e prendere vigore dentro la sua bocca le dava una sensazione di gioia, tenerezza e potere ineguagliabili.
In quei momenti Fabiana lo sentiva completamente suo, uomo e bambino insieme, oggetto desiderato e che lei adorava...
Paolo rimaneva così, in un beato dormiveglia, col cazzo che si faceva duro e grosso, coccolato dalle mani sapienti della sua femmina, adorato dai baci teneri e vogliosi di lei.
Così lei lo cavalcava ancora, dolcemente fino al suo completo risveglio e, quando apriva finalmente gli occhi prendendo coscienza del mondo circostante, il sorriso ed il primo bacio di Fabiana gli facevano presagire il perduto Eden : sole, mare, una incantevole donna ed una voce soave che diceva:
-Amore, vuoi un po' di caffè?
E ad suo mugolio di assenso, con la figa calda e pulsante, seppure a malincuore si sfilava dalla sua verga per servirgli il caffè insieme ad un frutto dolce e maturo...
Dopo un ristoratore bagno mattutino, i due amanti risalirono sulla barchetta, e raggiunto il porticciolo dove era ancorata la barca, Paolo riaccompagnò a casa Fabiana in macchina, e, facendole l'occhiolino le disse:
- A stasera! Tieniti pronta per quando arriverà il mio sms!
Il tragitto era stato insolitamente silenzioso, il che tradiva la preoccupazione di Fabiana, di solito ciarliera e allegra dopo una notte di sesso...Paolo se la godeva un mondo, ridendo sotto i baffi...Per una volta, l'orgogliosa e battagliera donna gli si sarebbe sottomessa completamente.
Fabiana era stanca ed un po' tesa, così optò per farsi una doccia bollente, durante la quale, obbedendo alle indicazioni perentorie di Paolo si depilò accuratamente la figa, poi scelse la biancheria da indossare per quella sera : un coordinato di raffinato pizzo francese nero con reggiseno a balconcino e culottes quasi completamente trasparenti...
Mise sulla sedia pure un raffinatissimo tubino nero con un profondo spacco laterale e con un generoso decollettee, ed infine scelse di indossare un paio di sandali color platino, con un bel tacco da 10 cm ornati di strass.
Stava quasi per andare a dormire, quando la strega che era in lei prese ancora il sopravvento: si spalmò una dose abbondante di baby oil sulla figa appena depilata e, prendendo il telefonino scattò un paio di foto al suo fiore aperto e visibile in tutto il suo splendore.
Scelse la più oscena ed inviò a Paolo un mms scrivendo: - Ti piace la tua rosellina piena di voglia?
Fatto questo andò a dormire, chiudendo bene tutte le imposte ed accendendo il condizionatore.
La sua mano scivolò dolcemente sul suo sesso e lei si addormentò sognando il suo uomo che si faceva una sega alla vista del suo sesso depilato e indecentemente esposto alla sua vista.
Allo squillo del cellulare, Paolo aprì il messaggio con la foto allegata e si eccitò parecchio alla vista della fica di Fabiana completamente depilata e in bella mostra.
Iniziò a digitare sul tastierino del suo cellulare un sms: - Non vedo l'ora di cogliere la tua rosa. E si limitò soltanto a quello, ben sapendo che avrebbe suscitato le ire di Fabiana; ma voleva che friggesse nel suo stesso olio bollente. Lui doveva completare i preparativi per la notte.
In effetti, quando Fabiana si svegliò dalla pennichella pomeridiana e lesse il messaggio di Paolo così striminzito, ci restò male; non sapeva cosa avesse in mente e poiché non aveva alcun indizio in mano, non riusciva ad immaginare cosa l'aspettasse. Senza contare il prurito che avvertiva giù e si faceva sempre più intenso man mano che passava il tempo. Erano ancora le sette di sera, faceva in tempo a concedersi una doccia e poi avrebbe fatto una cena leggera, solo un po' di frutta fresca.
Dopo si mise sulla sdraio in vimini ad attendere lo sms di Paolo.
Alle 20:30 in punto mandò un messaggio, telegrafico ma chiaro, a Fabiana: - Excelsior Hotel. Suite. Ore 21:00. Fra 20 minuti un taxi ti verrà a prendere sotto casa.
Fabiana sussultò allo squillo del cellulare, lesse tutto d'un fiato il messaggio, era visibilmente confusa ma eccitata. Iniziò subito la vestizione, per prima cosa andò in bagno, prese il flacone di Chanel n. 5, lo aprì e ne mise qualche goccia sulle mani che poi passò prima sui seni e poi anche sulle natiche, poi andò in camera da letto e indossò il completo intimo, poi mise il tubino e i sandali e mentre chiudeva il vestito si recò nuovamente in bagno per darsi un tocco veloce di trucco e passare il rossetto sulle labbra. Si mise in ordine i capelli, prese la borsetta e le chiavi di casa, passando per il corridoio diede un'occhiata rapida all'orologio, segnava le 20:47 ed uscì. Scesa giù nell'androne del palazzo vide che un taxi era già in attesa.
L'autista le venne incontro, le aprì la portiera, non senza lanciare uno sguardo furtivo al decollettee che si era abbassato nel modo di salire in macchina e poi alla coscia abbronzata che faceva capolino dallo spacco dell'abito. Appena scesa dal taxi, entrò nella hall dell'albergo e presentandosi alla reception chiese della suite.
L'addetto le indicò il piano e si limitò a rispondere che era attesa. Gli attimi in ascensore parevano un'eternità, ma, non appena si furono riaperte le porte Fabiana, con passo sicuro infilò il corridoio e bussò alla porta della suite.
L'uscio si aprì lentamente e lei si ritrovò in una stanza avvolta in penombra. Paolo l'accolse con un sorriso compiaciuto e un bacio sulla guancia. La fece entrare, e non appena richiuse la porta, la strinse forte da dietro, le diede un altro bacio sulla guancia e le velò strettamente gli occhi con una benda di seta nera.
Lei si lasciò scappare un piccolo gemito di dolore.
–Scusa! Le disse Paolo, ma dovevo essere certo che la benda fosse ben messa. La foto della tua rosa depilata mi ha eccitato parecchio, e spero che tu sia bagnata fradicia sotto.
E mentre diceva così, infilò la mano nello spacco dell'abito, la posò sul davanti delle culottes, scese e s'insinuò nella fica introducendo quasi brutalmente due dita dentro. Era liscia, morbida, vellutata, calda, bagnata; non riuscì a resistere e vi infilò un terzo dito dentro iniziando a compiere dentro di dei profondi movimenti rotatori, che gli fecero colare abbondante miele sulle sue dita.
Poi la condusse in mezzo alla stanza e le ordinò di aprire la bocca e di succhiare quelle dita bagnate del suo succo, quindi iniziò a spogliarla. Le aprì la cerniera dell'abito, glielo sfilò di dosso, lasciandola solo con il reggiseno e le culottes, e, sempre posto dietro di lei, aprì il gancetto del reggiseno, lo lasciò cadere a terra e le coprì il seno con le sue mani. Avvicinò la bocca al suo orecchio destro e le sussurrò: - Sei pronta? Ti do l'ultima possibilità...Se accetti di portare pubblicamente il mio regalo, passeremo una dolcissima notte d'amore insieme, altrimenti...
–Sto morendo dalla voglia, puniscimi, ti prego!-.
A queste parole, Paolo fece un cenno in direzione di qualcuno nascosto nella suite, poi ordinò a Fabiana di prendersi il seno tra le mani, e di offrirlo come fosse un cibo per un ospite illustre.
Lo sconosciuto si portò davanti a Fabiana e mentre Paolo la baciava in bocca, lui iniziò a baciarle il seno. Fabiana, ebbe un sussulto, giammai si sarebbe aspettato che Paolo si spingesse a questo: donarla ad un altro uomo. Era in piena ansia, non sapeva cosa fare, come reagire alla situazione, avrebbe voluto togliersi la benda, schiaffeggiare Paolo, rivestirsi e scappare da quella stanza; ma era anche in preda ad un improvviso e inaspettato orgasmo. Nell'attimo stesso in cui aveva sentito un'altra bocca baciarle il seno, le era salita una vampa di calore addosso. Si sentiva la fica grondante, umida, calda. Quando Paolo si staccò dalla sua bocca, le scappò un:
–Sei un bastardo! -.
Ma si pentì subito di ciò che gli aveva detto. Intanto, lo sconosciuto non solo le tormentava il seno, ma con le mani stava scendendo giù. E Paolo, come se niente fosse, la baciava sulle spalle, anzi anche lui con le mani armeggiava con le culottes.
Fabiana, in mezzo (e fuor di metafora) a due fuochi, decise di lasciarsi andare ai piaceri dei due uomini e soprattutto al fuoco del proprio piacere che la stava ardendo; prese lei l'iniziativa e si abbassò le culottes, lasciando (senza potersene accorgere) i due uomini sorpresi dalla mossa.
Per tutta risposta, lo sconosciuto si buttò subito a cogliere i liquidi che uscivano dalla sua fica; Paolo la baciava sul collo, sui lobi delle orecchie, sulle guance, sulla nuca, mentre le mani le tormentavano i seni. Lei si rilassò, aprì sfacciatamente le cosce allo sconosciuto che né approfittò per trafiggerle meglio la fica. Ebbe un altro orgasmo che la fece quasi svenire. Per un attimo le mancarono le forze e barcollò. Gli uomini allora la presero con ferma delicatezza e l'appoggiarono sul letto.
Paolo le domandò all'orecchio come si sentisse, e lei gli rispose a voce alta, in modo che anche lo sconosciuto potesse sentire:
- Prendetemi. Come volete, in qualsiasi modo, ma prendetemi; voglio godere!-.
Paolo, come se volesse tapparle la bocca, gliela riempì col suo cazzo. Fabiana iniziò a baciarglielo mentre con le mani gli solleticava i testicoli e aprì le cosce in modo da far capire allo sconosciuto che voleva sentire il suo membro nella carne. Fu subito accontentata. Lo sentì caldo, forse meno grosso di quello di Paolo, ma sicuramente un po' più lungo. L'uomo iniziò prima con movimenti lenti, poi pian piano aumentò il ritmo. Fabiana, a tratti smetteva di baciare il cazzo di Paolo per emettere delle grida di piacere e per alimentare la voglia dei due uomini.
Paolo quando si accorse che Fabiana era lì per venire di nuovo, fermò l'altro con un cenno. Si sdraiò sul letto e fece salire Fabiana a candela su di lui. Fabiana si impalò sull'asta; era sicura che fosse del suo uomo perché più grossa dell'altra, poi si distese e lo baciò in bocca. Paolo l'abbracciò e le domandò:
- Chi sei tu?- E lei, si trovò automaticamente a rispondere:
-Lo sai che sono la tua libertine. E lui di nuovo:
-Ripetilo ancora per il mio amico che non conosce il francese...
-Sono la tua puttana!
- E cosa vorresti in questo momento?-.
Fabiana, esitò un attimo a rispondere. E lui, sfilando il cazzo dalla sua rosellina dischiusa e fradicia di voglia di nuovo, insistette:
-Cosa vorresti in questo momento? Rispondi! E lei, cosciente di cosa le aspettava:
- Lo sai, cosa vorrei. Un altro cazzo che mi fottesse il culo! Ma ti prego, amore, vorrei che fosse il tuo sei stato l'unico a cui io l'abbia mai dato!!!
A questo punto Paolo si intenerì, fece un cenno di intesa, e scambiatosi di posto con l'altro uomo avvicinò la punta del suo membro allo stretto buchetto di Fabiana. La quale, quando lo sentì ebbe un sussulto, ma poi delicatamente, aiutandosi con le sue mani, allargò lo sfintere in modo che il cazzo potesse entrare. Lo senti mentre percorreva lentamente il tratto iniziale poi arrivata con le sue natiche a contatto dei testicoli si fermò, rilassò i muscoli anali, emise un profondo respiro, fece uscire di nuovo il cazzo dal suo culo e subito lo accolse di nuovo dentro. Paolo comprese che adesso toccava a lui continuare nelle spinte, e così fece.
Fabiana trafitta in entrambi i suoi pertugi, si adagiò sullo sconosciuto e godette fino in fondo di quel momento che tanto aveva immaginato di provare; era meraviglioso sentire i cazzi dei due uomini che dentro di lei quasi si toccavano, non fosse stato per quel lembo di carne che divide i due canali.
– Mi ami? Chiese con voce flebile a Paolo, quasi a cercare un'uscita di sicurezza dalla situazione in cui si era trovata.
Paolo la rassicurò subito: - Come prima, più di prima-. Fabiana lo baciò su una guancia e gli disse:
- Grazie!
Poi, quasi a volerla avere sempre lei vinta gli disse con aria di sfida:
- Mi manca solo un cazzo in bocca!
Paolo, che la conosceva bene, si aspettava quelle parole e le disse:
- A questo si può riparare subito - e le piazzò due dita in bocca.
Fabiana, iniziò a baciarle e a leccarle con la lingua come se si trattasse di un membro vero. A un tratto, Paolo uscì le sue dita e Fabiana si ritrovò appoggiato sulle sue labbra un fallo enorme ma finto.
Aprì la bocca e proprio in quell'attimo i due uomini che erano dentro di lei, la riempirono del loro seme. Completamente sfinita, crollò sul petto dello sconosciuto, era provata ma si sentiva inebriata. In contemporanea, i due uomini, uscirono da lei, Paolo fece un altro cenno e una vorace lingua si impossessò della sua rosellina grondante di umori e di sperma, ripulendola completamente.
Fabiana serrò istintivamente le gambe ma Paolo lestamente gliele divaricò...
Lei era sorpresa, e allungando le mani, ponendole sul capo dello sconosciuto che tanto doviziosamente la ripuliva, si accorse che i suoi capelli erano lunghi e serici.
Capì toccandola, e sentendo la sua pelle vellutata che non poteva che essere una donna...Ed ebbe insieme all'ultimo sussulto di piacere, un moto di paura e un'atroce fitta di gelosia si impossessò di lei.
Paolo le sussurrò all'orecchio che la prossima punizione sarebbe stata certamente peggiore, magari l'avrebbero legata ad una sedia, con le cosce spalancate, e le mani dietro la schiena, e lei sarebbe stata spettatrice impotente del suo godimento...
Tutti uscirono dalla camera, silenziosamente. Allora, dolcemente, Paolo la prese in braccio, le tolse la benda, la portò nel bagno e l'adagiò nella vasca a idromassaggio in funzione, già piena di acqua tiepida e di schiuma profumata.
Si mise seduto dietro di lei, l'abbracciò forte e le disse dolcemente: -Ti amo!
Si baciarono profondamente e restarono immersi nell'acqua, lavandosi a vicenda per lungo tempo, come se il restare immersi a lungo fosse una sorta di rito purificatore per ciò che avevano osato fare prima.
Fabiana era stata umiliata e sottomessa, ma adesso si sentiva molto più femmina e disponibile alle voglie di Paolo e meno incline a soddisfare sempre, a torto e a ragione, i suoi capricci. Capì di amare profondamente Paolo e di non volere rischiare di perderlo per nessuna ragione al mondo, così si strinse a lui e per tutta la notte fu dolce come non lo era mai stata, sorprendendo perfino se stessa.