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Mani nel buio
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Titolo:
Mani nel buio |
Autore:
Lara |
Contatto:
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Racconto
n° 41 |
Altri
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Sapevo che non avrei mai dovuto seguirla in quel maledetto locale del centro! Il suo sorrisetto da ragazzina viziata non preannunciava nulla di buono, eppure mi ero lasciata attrarre dal gusto del proibito e una volta là dentro fui rapita da quell'atmosfera densa di eccitazione.
Un locale per sole donne, in Olanda ce ne sono molti, ma non mi aspettavo di ritrovarmi di colpo davanti a certe immagini. Banali forse, eppure quelle due ragazze all'angolo che si baciavano lingua in bocca mi mettevano addosso un non so che di agitazione, e il fremito scendeva lungo il mio corpo fino a pizzicarmi nel ventre.
Monique mi teneva per mano, quasi temesse che le sfuggissi. Mi trascinava nei corridoi oscuri tra i separè colorati e io cercavo di sbirciare tra le stoffe tese, curiosa di capire cosa davvero succedesse oltre quelle effimere barriere.
Entrammo in uno dei salottini, il fumo rifletteva il rosso cupo di un faretto e dall'altra parte del tavolino sedevano due ragazze abbracciate, visibilmente infastidite dalla nostra intrusione. Non c'era altro da fare che attendere fuori, nella vana speranza che si liberasse un posto.
Avevamo parlato molte volte delle nostre curiosità sessuali. Ci eravamo confidate le strane attrazioni verso altre compagne di scuola; la parola omosessualità ci faceva paura, preferivamo credere che fosse normale essere attratte dalla bellezza di un corpo femminile.
Ci guardammo a lungo negli occhi. L'eccitazione cresceva dentro di noi incendiata da quel luogo che sapeva di perdizione e l'impossibilità di appartarci pareva aumentarla a dismisura. Ci ritrovammo d'accordo su un punto chiaro: se avessimo potuto star sole sarebbe accaduto l'imponderabile.
Nessuna di noi due aveva il coraggio di fiatare. Restavamo lì in piedi appoggiate al legno lucido della parete, una di fronte all'altra, prigioniere di qualcosa che non sarebbe mai accaduto. Gli arrivi nel locale si susseguivano inesorabilmente e la speranza di entrare in uno dei salottini svaniva col passare dei minuti.
Sapevamo entrambe che una volta fuori da lì tutto sarebbe svanito, e forse proprio per questo assaporavamo il desiderio di quel momento. Una spinta... la gente che si accalcava dietro di me. Mi ritrovai quasi tra le braccia di Monique ma l'attimo si perse irrimediabilmente; troppi occhi su di noi.
Avvertii un tocco lieve sulla schiena e poi due mani che scivolavano furtive lungo i miei fianchi. La vidi di riflesso nel grande specchio dietro il bancone del bar: era una biondina con le trecce che, divertita da quel gioco nel buio, sogghignava con le amiche.
Monique se ne accorse e mi sussurrò all'orecchio che avevo fatto conquiste. La strinsi a me e l'abbracciai con forza, sperando di di scoraggiare la sconosciuta, ma così non fu. Le sue mani leggere risalirono la mia schiena sino a incontrare l'elastico del reggiseno e, prima che potessi voltarmi, avevano ne già sapientemente slacciato la chiusura.
Qualcosa accadde all'improvviso... qualcosa che mi impedì di voltarmi, e accese i miei sensi d'un desiderio nuovo, intenso, che mi lasciò senza fiato. Lo sentivo stringere il mio seno, ora libero di strofinarsi su quello di Monique, mentre l'altra non smetteva di accarezzarmi e ora scendeva verso il mio sedere.
La carezza dei capelli sul mio viso, la voglia di fuggire o di lasciarmi andare, tutto pareva accadere all'improvviso, ma io volevo solo essere baciata. Le sue labbra, così morbide e gustose, le avevo lì a due centimetri dalle mie... e non osavo nemmeno sfiorarle.
Sentii la mia corta gonna a fiori sollevarsi da dietro, le mani scendere tra i glutei con lentezza esasperante. Feci per voltarmi, ma mi ritrovai nella stretta di Monique che mi afferrò la testa con decisione, avvicinandola alla sua. Mi baciò... la baciai... ancora ricordo l'umido della lingua farsi largo tra il rossetto e nello stesso istante le dita della sconosciuta spingersi nel calore del mio sesso facendomi mugolare dal piacere.
Era una notte di follia! Non avrei mai dovuto entrare in quel locale maledetto e nemmeno lasciarmi convincere a oltrepassare la soglia del salottino n° 23... ricordo ancora quel sapore di sesso attorno alla mia bocca e il languore tra le gambe che mi faceva impazzire.
Quando poi nel bagno mi riguardai allo specchio quasi non mi riconobbi, eppure ero la stessa che aveva goduto tra le gambe di altre due donne folli come me.
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