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Labirinto per tigri
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Titolo: Labirinto per tigri
Autore: Habiba
Contatto:
Racconto n° 4119
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Che grave errore è stato, al mio ritorno dal Nepal, mettermi a lavorare per il mio ex! Pensavo di distrarmi da dietro la sua bancarella e magari di intercettare qualche bell'uomo dagli occhi neri, ma accanto a lui che sembra il mio buon marito e mi tiene ancora d'occhio, accidenti! Habiba diceva giusto, non solo facevo troppo la brava fidanzatina, faccio pure la brava "ex-fidanzatina"! Per fortuna che ogni tanto lui va a fare un giro a parlare coi suoi colleghi commercianti, altrimenti non potrei mai servire in prima persona il tipo che, da una settimana ormai, si presenta all'ora di pranzo e prova decine di occhiali, bracciali d'argento, anelli e orologi, non compra niente e mi guarda con occhi penetranti, belli ardenti e neri, proprio come voglio io, con un sorriso indagatore che sembra chiedersi "questa da dove viene?" ma non riesce mai a beccarmi sola e quindi non mi parla mai, a parte gli ovvi discorsi tra cliente e venditore. Sono certa che lui pensi che sono la moglie del padrone e oggi è l'ultimo giorno!
Oggi arriva puntuale e io sono da sola, dolce sorriso falsamente timido, via la pinza dai capelli, mani sui fianchi e musichina di Bolliwood canticchiata con vocina flautata.
"Raja ko rani se pyar ho gaya...mhm tatan..."
"Ehi, vendi bene e canti meglio..." commenta lui "Bello quel film, l'hai visto?"
"Preferisco sentire solo la musica, ma, ancora qui? Non decidi mai cosa vuoi comprare?"
"Forse perchè quello che cerco io non è in vendita!" dice sottovoce con un ammicco così sensuale che mi è difficile non scompormi. Questo è il Raja del mio film personale: Occhi neri, barba ben curata, una bocca di velluto color delle rose rosse più scure e pelle color nocciola...comincio a esser contenta di lavorare per il mio ex!
"Sono certa che questo bracciale ti piacerà: l'ho messo da parte pensando che saresti tornato" - "grazie, un pensiero gentile, posso provarlo?" sempre canticchiando mi piego a prendere la scatola con i bracciali più belli, ne prendo uno molto spesso, liscio ma con un fermaglio finemente lavorato "ecco, questo forse è quello che cerchi!" lui mi porge la mano, grande, da vero lavoratore, un pò sciupata ma così sexy, con le vene in rilievo sul dorso "fai tu, da solo non riesco a metterlo" non aspettavo altro, prendo con delicatezza la mano, il palmo è roseo e morbido, non posso fare a meno di carezzarlo e guardare le linee della vita e dell'amore "lo sai che posso dirti alcune cose sul tuo destino?" - "vediamo un pò cosa mi dici" - "intanto che fai il giardiniere!" - "Hey, ma come fai a capirlo?" rido e lo guardo dritto negli occhi "ma è semplice, tutti i giardinieri hanno una rosa qui all'altezza della linea del cielo..." ma poi rovescio la testa e mi metto a ridere "dai si vede, quantomeno fai un lavoro di fatica e con la terra, guarda tutti questi tagli sono pieni di terra...sono mani forte, di lavoratore e avrai una lunga vita, non temere!" anche lui ride "Ehy, Rani, vorrei una lettura più approfondita con calma, intanto me lo provi il bracciale?" mentre gli chiudo il fermaglio scorro le dita sul polso e tiro un pò su la camicia, belle braccia robuste, segnate da qualche taglio "ti sta benissimo, davvero, un vero raja!" - "hai ragione e quanto costa?" - "devo pesarlo, sai fossi la padrona potrei farti anche lo sconto...ma vedi sto solo lavorando e quindi devo farti il giusto prezzo!" ecco, questa è l'occasione giusta per precisare...forse anche in Italia riesco a mettere a segno qualche bella avventura! "ero convinto che eri la padrona! O almeno la moglie del padrone..." - "Ah, si certo lo pensano tutti, stavo per diventare la moglie del padrone, mai poi ho deciso di invertire la ruota del karma e ora beh, preferisco fare da commessa!" uno sguardo compiaciuto e sollevato si dipinge sul suo bel viso, muove la bocca come per dire qualcosa ma poi resta in silenzio sorridendo, io peso il bracciale, gli faccio un buon prezzo e glielo confeziono "Sono 45 € il miglior prezzo che riesco a farti, ma credimi è il più bel bracciale che ho!" lui scuote la testa in un apparente no, ma io so che quel dondolio vuol dire si, sono molto contento, almeno da noi si usa fare così, poi mi dice: "però mi devi fare lo scontrino, e ci devi scrivere proprio tutto, capito...altrimenti chiamo la guardia di finanza!" e mentre sottolinea queste ultime parole prende in mano il cellulare dalla tasca. Vuoi il mio numero...lo avrai, non temere, non aspettavo altro, riprendo a canticchiare mentre scrivo lo scontrino...col numero del mio cellulare, poi glielo porgo "mi raccomando, non gettarlo, la finanza potrebbe fermarti anche fuori dalla fiera!" - "Grazie mille..." si ferma aspettando che gli dica il mio nome "...Fayrouz, e tu?" - "Sanjay" - "allora, arrivederci" - "puoi contarci!" mentre lui tarda a girarsi continuo la mia canzone, giusto in tempo! Ecco che il mio ex ritorna, ci tiene così tanto che la gente pensi che sono ancora sua moglie e io non voglio ferirlo.
La primavera sta cominciando timida e ancora un pò fredda, ma gli alberi sono verdissimi, mentre torno a casa dalla strada che congiunge Lucca alla campagna aspiro l'aria che sa di sambuco, "Sanjay...che nome meraviglioso...vediamo quanto ci mette a chiamarmi!" mentre così pensavo squilla il telefono, aspetto qualche squillo per ascoltare la musica e per farlo aspettare poi "pronto?" - "Fayrouz?" - "si, Sanjay? Ti riconosco dalla voce!" - "ma allora sei una vera maga!" - "sono solo abituata ad osservare ed ascoltare..." - "sono felice che hai capito che volevo il tuo numero, sai fra tutta quella gente, non volevo metterti in difficoltà" - "va tutto bene, sono contenta di sentirti" - "senti, perchè non ci vediamo con calma, quando sei libera? Sono davvero un giardiniere e lavoro in una villa bellissima qui nella lucchesia, mi piacerebbe invitarti a vedere la mia creazione" - "creazione? Che hai fatto?" - "curo un giardino molto particolare, i turisti pagano il biglietto per vederlo e nel giorno di chiusura è tutto mio, almeno questo il mio umile lavoro me lo concede!" - "volentieri, quando vuoi tu, la cosa mi interessa molto!" - "vieni domani? Lunedi ci sono solo io in villa!" il suo tono di voce mi risuona così vicino da sembrarmi accanto: una villa splendida, un giardino incantato, un uomo splendido, domani? Ho solo una nottata per rimettermi in ordine! Mi faccio dire dove andare e mi getto in bagno a farmi bella.
L'alba mi vede ancora lì ad asciugarmi i capelli, dopo una settimana di mercato mi ero un pò trascurata, l'appuntamento è per il pomeriggio alle cinque. Ho qualche ora per dormire.
Arrivo alla villa dove lavora Sanjay, è meravigliosa, una villa settecentesca, storica, con tanto di indicazioni turistiche. Il sole è ancora tiepido quando suono all'imponente cancello. Mentre lo sento avvicinare mi aggiusto l'ampia gonna, ho deciso di indossare un abito memorabile, pensare che quando l'ho preso in Nepal mi sono detta "non avrai mai l'occasione per metterlo" e invece eccomi qui, vestita davvero come una regina e, Sanjay mi apre, anche lui vestito da mille e una notte, mi guarda con occhi ardenti: "buona sera maharani" - "tu però sembri Sandokan!" e ci mettiamo a ridere allegramente.
Mi fa fare il giro della villa, ci siamo solo noi, i padroni, mi spiega Sanjay, sono una ricca famiglia nobile, la villa è adibita a museo e loro non ci sono quasi mai, lui ha la gestione del parco e altro personale di tutto il resto "ma ci sono momenti in cui sono completamente solo qui, ed è meraviglioso" poi mi stringe a sé "adesso è semplicemente perfetto, con te, che mi sembri scesa da una nuvola degli dei, una Lakshmi dei mille fiumi, vieni ti porterò nel mio labirinto!" camminiamo tenendoci per mano nei vialetti profumati di glicine e tuberose e io non vedo l'ora di sapere cosa ha preparato per me Sanjay, con quell'aspetto da vero pirata, mi getterei ai suoi piedi all'istante! A un certo punto mi mostra una vasta siepe e mentre mi racconta come ha recuperato col suo duro lavoro la bellezza dell'antico giardino col labirinto di bosso progettato secoli fa mi parla anche di come è dovuto scappare dal suo paese in quanto coinvolto nella ribellione delle Tigri Tamil. Vedo le sue guance un attimo prima distese accendersi dal dispiacere "i miei familiari sono morti negli scontri, la mia zona, la più bella di Ceylon devastata dalla guerriglia, alla fine stavo per diventare una Tigre anche io!" taccio per rispetto del suo dramma poi lui mi guarda e cerca di sdrammatizzare "scusa, non volevo rovinare questa giornata, è andata bene, ora sono qui e oggi sarò una Tigre solo per te!" stiamo per varcare la soglia del labirinto e Sanjay mi dice "diciamo che ti darò la caccia...prova a sfuggirmi se ci riesci!" - "guarda che anche io sono una tigre sai? E ho sangue zingaro nelle vene!" e togliendomi i sandali inizio a correre per i vialetti del labirinto, le cui pareti di bosso sono più alte di una persona, pochi metri dopo mi ritrovo persa, dov'è Sanjay? La luce sta calando rapidamente, la mia eccitazione cresce, gli lascio una traccia togliendomi l'ampio scialle con cui mi cingevo, di seta rosa e lo getto a terra, il colore spicca come un fascio di fiori sull'erba verde brillante e poi urlo "Sanjay...trovami se sei una tigre sentirai il mio profumo, ma non farmi aspettare troppo..." poi continuo a camminare cantando un'altra flautata melodia...
"Sono qui mio raja, non mi senti?"
"Ti vedo!" - "mi vedi?" - "l'ho sistemato io questo posto, non penserai di sfuggirmi!?" - "non voglio farlo..." poi sgancio la gonna e la lascio scivolare giù nel mezzo di un incrocio, sotto uno splendido arco di boccioli di rosa e gelsomini dai primi boccioli, intravedo in un vuoto della siepe i suoi piedi, già scalzi che si muovono veloci, lo vedo piegarsi a raccattare lo scialle e prendo a muovermi più svelta "ti vedo anche io sai ora" altre due curve e mi gira la testa, se non mi trova lui non potrei più uscire da sola, le alte pareti di bosso si chiudono ad arco sopra di me sotto un cielo violetto ancora cristallino, in un'aria appena appena raggelata dalla sera, un altra traccia, il corpetto, cade giù all'imbocco di un vialetto di cui ignoro dove vada a finire, adesso sono nuda, come vuole la tradizione non ho intimo, tanto tempo fa non si usava, la gonna lunga e lo stretto top bastavano a coprirsi "prendimi adesso" mi fermo appoggiata alla siepe, un pò di batticuore mi solleva il seno, il freddo mi inturgidisce i capezzoli, chiudo gli occhi, Sanjay è dall'altra parte della siepe e mi sussurra "mia regina, sei in un vicolo cieco, non mi scappi...ora ti vengo a prendere!" il tempo che lui ci mette a raggiungermi è il tempo che io ci metto a realizzare che davanti a me c'è la siepe chiusa a forma di gazebo e sotto uno splendido laghetto coperto di ninfee, posso solo tornare indietro e gettarmi così, nuda fra le sue braccia...inizio a correre e poi: ecco Sanjay sbucare da un lato e afferrarmi per le braccia "eccoti qua, splendida zingara! Sei finita in bocca alla tigre!" mi accarezza le guance con mano forte e decisa infilandomi le dita in bocca, io succhio lentamente ogni suo dito, leccandolo con cura e sospirando, il desiderio mi invade. Farei qualsiasi cosa ora fra le sue braccia!
Sanjay si toglie la camicia e mi avvicina a sè, il contatto con la sua pelle accaldata mi fa rabbrividire "farai tutto quello che ti dico?" - "si" gli sussurro nelle orecchie, lui mi prende per il collo, accarezzandolo,scivolando giù a cercare i miei seni, stringendoli e cercandone i capezzoli durissimi e ardenti, un singhiozzo mi esce dalla gola "dai...ancora, mi piace questo..." lo imploro di continuare a stringerli e stimolarli, impazzisco per questo e mi inginocchio lenta davanti a lui, che si sfila i pantaloni offrendomi un cazzo caldo e bellissimo, già fremente di voglia "anche io impazzisco per questo, leccami, succhiami, mordimi..." non mi faccio pregare, gli stringo i fianchi e inizio a succhiarlo mentre lui asseconda la mia bocca coi movimenti del suo corpo, scendendo lentamente e sdraiandosi sull'erba. Il suo corpo nudo è robusto e sodo, una visione da sogno in quel paradiso d'erba, mi accoccolo su di lui lasciandomi penetrare a fondo e iniziando a muovermi cavalcandolo, risalgo e riscendo seguendo l'onda dei suoi fianchi e delle sue grida "urla quanto vuoi, nessuno può sentirci qui!" mi dice mentre io mi piego su di lui che a piene mani mi prende i seni, li tira verso di se, succhiandoli e accarezandoli con tutto il viso, la sua barba mi buca e mi graffia aumentando il senso di piacere che provo, i colpi dei suoi fianchi mi entrano dentro, ricado come trafitta ogni volta, sentendolo fin dentro la pancia, mentre con le mani lui mi percorre ovunque facendomi impazzire di godimento, poi in un attimo mi sento rovesciare sulla schiena, Sanjay è sopra di me per finire, le sue spinte mi sovrastano, sono in balia della sua forza, piego le gambe sul suo petto per accoglierlo più a fondo possibile, mentre lui esplode dentro di me l'onda del piacere mi coinvolge, ci uniamo in un bacio che suggella il nostro orgasmo, le lingue che si cercano e si affondano una nell'altro come a strapparsi l'anima.
Dopo che l'ultimo fremito di piacere si è placato, Sanjay giace ancora su di me, stretto dall'abbraccio avvolgente delle mie braccia e delle mia gambe che ancora lo trattengono e ancora affondato nella calda schiuma di entrambi, mescolata e gocciolanti lungo le cosce.
Ormai è buio e non si distingue intorno, se non il canto dei grilli e le stelle nel cielo blu.
"Allora quale tigre ha vinto la battaglia?" sussurro io, baciandoli le orecchie e le tempie, coi ciuffi di bei capelli neri appiccicati dal sudore ormai gelato dalla sera "abbiamo vinto entrambi la battaglia, ma vorrei comunque la rivincita, cara Fayrouz...questa guerra non finirà mai!" mi dice dolcemente Sanjay cercando le mie labbra per baciarmi "ti darò mille occasioni per vincermi...tutte le volte che vorrai!" sorrido accostandomi alle sue guance, intorno a noi scende la notte, dovremo uscire dal nostro labirinto prima che faccia troppo freddo, ma queste foglie e questi fiori vedranno ancora molte volte noi due tigri in lotta.