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Samantha
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Titolo: Samantha
Autore: Rogue
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Racconto n° 413
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Sono un ragazzo di 19 anni, carino, simpatico, un fisico giusto.
Non ho mai avuto un rapporto sessuale con una donna o ragazza per via della mia timidezza ma un giorno... mi trovavo al mare intento a prendere il sole, quando una ragazza sui 23 anni si sedette proprio vicino a me.
Si spogliò subito, non persi tempo a sbirciare attraverso gli occhiali, era bellissima, una mora con un seno grandissimo, indossava un bikini blu con tanga.
La ragazza si accorse subito dei miei sguardi e ricambiava con i suoi grandi occhi scuri, ad un tratto si alzò sui gomiti (visto che era intenta a prendere il sole senza il pezzo superiore del costume) fece un gesto come per chiamarmi.
Io mi alzai, lei fece un cenno con la testa, mi trovai sotto il suo ombrellone mi chiese se per cortesia le potevo spalmare un po' di crema sulla schiena, non me lo feci ripetere due volte.
Si chiamava Samantha, era bellissima forse troppo per me, le mie mani andavano da sole prima sulle spalle poi giù fino al bordo del costume.
Lei mi chiese di passare la crema anche sulle gambe, continuavo il massaggio dai polpacci per arrivare ai glutei tondi e sodi.
Lei disse - "continua dai " - non avevo mai sfiorato una ragazza più di tanto, disse ancora - "Hai mai fatto l'amore con una ragazza" -
Ed io - "No... non ho mai avuto l'occasione" - mostrando un sorriso di imbarazzo, e lei - "ora ti mostro come si fa"
Si spostò il tanga da un lato mettendo in risalto le grandi labbra un po' umide mi prese la mano ed iniziai a toccarla lì dove le piaceva tanto, alzò il sedere e la penetrai con le due dita.
Entravo ed uscivo dalla sua vagina bagnata dai suoi umori, nei pantaloncini il mio pene era durissimo.
Lei si accorse della mia eccitazione ed infilò una mano cominciando a masturbarmi.
Samantha gemeva e mugolava di piacere ad ogni mio stimolo quando all'improvviso venne in un orgasmo da favola bagnandomi tutta la mano, si girò mostrandomi i suoi seni grossi con i capezzoli rigidi, iniziai a leccarmi la mano fino a quando Samantha non la portò verso di se, verso quella bocca perfetta cominciando a succhiare le mia dita una dopo l'altra.
Le toccavo i seni grandi e morbidi stimolandole i capezzoli, mentre continuava con la mano libera a masturbarmi il pene nei pantaloncini; stavo quasi per scoppiare, mi alzai e scappai via.
Lei gridò - "Ci stavamo divertendo tanto".
Mi fermai davanti ad un negozio per riprendere fiato, quando comparve da dietro un angolo e disse: - "Conosco un sacco di scorciatoie" - sorridendo maliziosamente e spingendomi sempre di più verso un muro dove le nostre lingue si unirono sensualmente.
Mi portò nella sua villa, mi sbatté sul divano, si sbottonò la camicetta; in un attimo avevo gia le mani impegnate sui suoi seni, la baciavo giù per il collo fino al ventre risalendo lentamente verso i capezzoli, lei giocava con le mani lungo il mio petto arrivando al mio membro enorme.
Mi sfilò i pantaloncini con un colpo secco, scese giù con la lingua sui miei addominali, sul pube, poi li sul pene, i colpi della sua lingua sul glande, la mano che tirava giù quanta più pelle era possibile per eccitarmi ancora...
Le tirai giù il costume le la misi a cavalcioni su di me, la sua mano guidava il mio pene all'ingresso della vagina e con una spinta le fui dentro; lo sentivo risalire provocandole grande piacere, lei saltava su di me, le mani si incrociavano per poco, lei godeva, urlava dal piacere, mi intimava di non fermarmi.
Scandivo il ritmo della penetrazione tenendole le mani sui glutei dorati dall'abbronzatura, stringeva fortemente il divano dietro le mie spalle, si avvinghiò a me, la stesi, continuando a penetrarla le allargai le gambe... ero in estasi, sentivo ogni movimento dentro di lei.
Spostò le gambe sulle mie spalle, affondai dentro di lei, dentro quella vagina calda e bagnata, le stringevo fortemente i seni ingrossati dall'eccitazione.
Inarcava la schiena e questo mi faceva impazzire, si strinse fortemente a me quando ad un tratto me la ritrovai sopra, i seni che danzavano davanti ai miei occhi, stretti tra le mie mani.
Continuammo per molto, lei aveva gli occhi chiusi, buttava indietro la testa ad ogni penetrazione scendendo con le mani sui seni; ogni suo movimento era fantastico, quando le venni dentro lei continuava a muoversi fino a quando non finirono gli schizzi di sperma.
Si alzò... non so... era più bella di prima.
Questo mi fece eccitare ancora, la feci appoggiare alla spalliera del divano e con il pene ancora in erezione la penetrai nel suo buchetto piccolo e stretto, da dietro le stringevo i seni e la tiravo verso di me in un insieme di urla e gemiti; le venni dentro per la seconda volta.
Ero esausto, lei stanca, crollammo sul divano in un abbraccio, ci scambiammo un bacio ed aspettammo il giorno che era alle porte.