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Torre Astura
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Titolo: Torre Astura
Autore: Marcel
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Racconto n° 414
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La spiaggia di Torre Astura è molto bella, ma raggiungerla a piedi è veramente faticoso.
La stradina sterrata costeggia il canale verde, gli eucaliptus, i campi di cocomero. Solo le cicale hanno la forza di gracchiare.

Siamo in tre il mio amico, sua moglie ed io.
Ci capita ogni tanto di uscire insieme, quasi sempre in gruppo.

Oggi la passeggiata per guadagnare la spiaggia, nonostante qualche eucaliptus che aiuta, ci fa veramente sudare. Oramai abbiamo tolto i vestiti ed avanziamo soltanto in costume.
Annarita ha avvolto la sua maglietta sulla testa, a mo di turbante, ed il mio amico si è caricato i suoi bagagli.

Lei mi è sempre piaciuta, la trovo molto morbida e femmina quanto basta. Il suo atteggiamento è tra l'ambiguo ed il complice, forse è proprio questo quello che mi piace.
Sono dietro di lei e nel caldo di luglio la fisso mentre cammina, anche lei è sudata, ovvio. Mi sembra quasi naturale allungare la mia mano e toccarla dietro. Forse lei non aspetta altro.
Mi scuoto da questi pensieri idioti, ma seguo sempre i movimenti del suo costume verde.

Finalmente arriviamo e per prima cosa cerchiamo refrigerio nel mare. Io sto bene con loro. Principalmente perché ci conosciamo da tanto e non abbiamo paura dei nostri silenzi né dobbiamo apparire in qualche modo.
La bellezza di questo posto è che la difficoltà di raggiungerlo garantisce di trovare pochissime persone. Anche oggi infatti è così.

La mattinata, tra pesca di coccetti di anfore e qualche partita a carte si conclude con un pranzo preparato da Annarita a base di pizze rustiche e dell'immancabile frittata di spaghetti.

Ci avviamo in cerca di un pò d'ombra nella pineta poco distante. La passeggiata ed i bagni si fanno sentire, siamo propensi ad un pisolino all'ombra. Diventa piacevole la musica ormai lontana proveniente dalla spiaggia.

Per discrezione io mi cerco un posto un pò lontano dai miei amici e mi sistemo sull'asciugamano. Sfoglio il mio libro, cerco di sonnecchiare, mi giro più volte.
Vedo i miei amici vicini, sono un pò coperti da alcuni rami, ma mi sembra che Annarita si stia dando da fare. Un pò imbarazzato ed un pò vojer, certo di non essere visto, aguzzo lo sguardo.

Lui è sdraiato con le braccia sotto la nuca e gli occhiali da sole infilati, come stesse a prendere il sole. Lei invece è seduta sull'asciugamano vicino a lui e con la mano dolcemente lo carezza sulla pancia, sul costume, sulle gambe.
Non capisco se lui sia insensibile o la lasci fare godendosi la cosa. Lei sta certamente cercando di stimolarlo, forse di smuoverlo un pò.

Mi sposto piano piano per vedere meglio. Lei continua tranquilla la sua opera. Io ormai sono durissimo, anche se non c'è nulla, la situazione mi eccita. Siamo tutti un pò guardoni.

Ora lei gli infila la mano nel costume ed estrae massaggiandolo il suo pene eretto. Con lo stesso ritmo seguita a fare su e giù dolcemente con la mano carezzando pian piano la pancia villosa con l'altra.
Il mio amico non da segni di vita, ma sono sicuro che sarà li ad occhi chiusi a godersi la sua mogliettina.
Lei seguita lentamente. Ogni tanto si china per baciarglielo sulla punta e poi infilandolo a metà in bocca, poi ancora con la mano.
Mi accorgo che mentre guardo mi sto passando il palmo della mano sul mio pene in erezione. Lei, anzi loro, non si preoccupano minimamente di me. Mi sdraio completamente a terra, faccio finta di dormire. Si dovessero girare di scatto ....

Ora si è inchinata su di lui, culo in aria, e con colpi a volte lenti ed a volte decisi sta andando avanti con la bocca. Si rimanda spesso su i capelli, ma senza interrompere la sua opera sapiente. Non vedo bene, ma nonostante ciò, interpreto ogni suo movimento. Capisco che ogni tanto va giù fino a baciargli i testicoli, dolcemente lo lecca tutto fino poi ad ingoiare la sua verga.

Lui è rimasto praticamente immobile, penso proprio che sia il loro modo di fare l'amore. Né una mano a sfiorarla né un segno di piacere.
Ci siamo. Lei seguita con meno distrazioni a muoversi su di lui. Metà della sua verga è nella bocca di lei che si muove con ritmo costante.
Il sussulto del mio amico mi avverte che la bocca di lei sarà piena di sperma tra un secondo. Così è.
Annarita rallenta pian piano, ancora un poco va avanti, poi lo tira fuori bagnato e rimane poggiata e sorridente, abbracciata direi, vicino al cazzo bagnato di lui.
Seguita a baciarglielo pian piano e a carezzarlo con la mano.

In questo momento di relax temo proprio che mi guardino, giù la testa e chiudo gli occhi.
Non è successo niente non ho visto niente.

Mi risveglio, non so dopo quanto tempo, mezz'ora ? e accaldato mi guardo intorno. Annarita è seduta sull'asciugamano intenta a scrivere. Sta facendo le parole incrociate. Lei è una patita, le fa tutte ed in poco tempo.
I nostri occhi si incrociano.
"ben alzato, ehh" mi dice lei. Io rispondo con un verso, sono un poco imbarazzato ed un pò assonnato.
"Gianni è andato a fare un bagno, s'era stancato di stare qui all'ombra". Con molta naturalezza si avvicina e stende l'asciugamano vicino a me come per seguitare le parole crociate insieme.
Forse è lo spettacolo di prima ma non riesco a guardarla senza pensare a cose strane, averla così vicino in questa situazione che a me almeno sembra strana mi crea imbarazzo.

Lei invece è molto naturale, seduta a terra mette in mostra il suo corpo che oggi veramente mi fa un effetto particolare.
"ti sei goduto lo spettacolo prima ? lo so che guardavi, dai" così a bruciapelo rimango imbarazzato e non ho la risposta pronta.
Come un automa però sfugge dal controllo la mia mano e vado a carezzargli dolcemente la gamba, così senza una parola.
Lei mi guarda senza sorpresa e mi passa le dita sulle nocche della mia mano, senza toglierla o togliersi. Le cingo i fianchi ed avvicino le mie labbra alle sue. La sua lingua volontariamente entra nella mia bocca il suo profumo mi entra nelle narici.
Gusto finalmente il bacio a cui tante volte ho pensato.
Sento la sua mano che si infila nel mio costume, le sue piccole dita avvolgono il mio pene e lo tirano fuori senza indugio. Il piacere mi assale fortissimo.
Vorrei guardare la sua mano mentre lavora, ma la sua bocca mi serra e mi impedisce di muovermi come voglio. Mentre il mio pene è affidato alla sua mano destra io le sfioro il seno, la mia mano a coppa passa e ripassa sui suoi capezzoli sento la sua carne sudata sulle mie dita.

Ci adagiamo un poco ed infilo la mano nel suo costume allargandolo, gli stringo le natiche bianche come il latte. Le sussurro nell'orecchio una cosa, lei mi risponde con un sorriso ed indirizza la sua bocca sul mio pene. Il caldo che mi avvolge mi da sensazioni piacevolissime, chiudo gli occhi e mi abbandono a lei.
La mia mano in mezzo ai suoi capelli asseconda il suo movimento. Il piacere è talmente forte che sembra dolore. Vorrei scoparla davvero e glielo dico. Per tutta risposta lei accelera, mi infila una mano a cucchiaio sotto ai testicoli fino ad arrivarmi pian piano di dietro, quando lei infila il suo dito indice dentro di me non riesco più a resistere.
Con una serie di gridi soffocati ed ansimanti le riempio la bocca del mio seme. Lei seguita lasciandone uscire un poco sul mio corpo e, come aveva fatto prima con il marito, seguita a baciarmi il pene e ad accarezzarlo quasi abbracciandolo.

"non potevo regalarti oggi quello che vuoi" mi dice "domani a casa tua sarà più bello".