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Eravamo in classe, terza ora... inglese
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Titolo: Eravamo in classe, terza ora... inglese
Autore: Zeta03
Contatto:
Racconto n° 415
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Da poco era arrivata una ragazza da Londra, 22 anni, Lydia, ci avrebbe dovuto fare conversazione e avrebbe dovuto aiutare la nostra professoressa.
Appena arrivata a scuola aveva subito creato scompiglio, la sua bellezza era fuori dal normale solo per il fatto che lei veniva da Londra; e inoltre giravano varie storie sulla sua vita precedente nella capitale dell'UK.
Quel giorno era davvero caldo, lei aveva un toppino attillato, e i suoi capelli biondi le si appiccicavano sempre sulla faccia un po' bagnata dal sudore.
Io iniziai a fissarla, la guardavi sempre più intensamente con uno sguardo penetrante.
Era davvero bella, e lei lo sapeva, per questo giocava sempre con questo fatto.
Avevo imparato a conoscerla, ci eravamo molto avvicinati, grazie un mio progetto su Londra, ora sapevo dove abitava, avevo il suo numero di cellulare e inoltre potevo andare da lei quando volevo.
Era più di un quarto d'ora che la fissavo, lei se ne accorse e iniziò a giocare con me.
Iniziò facendomi dei sorrisi, poi iniziò a giocherellare con la sua maglia, si toccava lievemente i capezzoli e poi ritirava la mano, ma non aveva di certo finito.
Prese la sua bottiglietta dell'acqua e la stappò lentamente, passava il suo dito sul foro della bottiglia in maniera circolare, in quel momento non teneva una bottiglia, poi prima di bere, senza farsi accorgere diede una leccata alla bottiglia e tirò giù un sorso d'acqua.
Nel vedere tutto questo avevo reagito di istinto e il mio pene si era iniziato a gonfiare.
Chiesi così alla professoressa di poter andare al bagno, sperando che anche Lydia mi seguisse.
Mentre uscivo dalla classe il mio sogno si avverò: Lydia disse alla professoressa che anche a lei serviva il bagno così uscì dopo di me.
Si avviò verso il bagno dei professori, io la seguii, lei entrò per prima io subito dopo e appena entrato chiuse la porta a chiave.
Eravamo faccia a faccia, mi sembrava un sogno.
Mi diede un bacio intenso passionale, le nostre lingue si cercavano frenetiche quasi senza respiro, le sfilai la maglietta e cercai le sue tette abbondanti, le slacciai il reggiseno, una quarta, e le leccai i capezzoli, lei iniziò a sbottonarmi i pantaloni prendendo tra le mani il mio membro e maneggiandolo come la bottiglia di prima.
Mi disse che voleva essere prese li. si tirò giù la sottile gonna di seta svelando un perizoma viola tutto di pizzo. Era già vistosamente bagnata ma per giocarci un po' misi due dita dentro di lei e iniziai a spingere su e giù.
Era tutta un tremolio e i suoi gemiti si facevano più forti, si girò mi diede le spalle donandomi il suo di dietro in tutto il suo splendore.
Si chinò sul lavabo e io inizia a prenderla da dietro... prima dolcemente, lentamente ma andando in profondità, poi sempre con più passione con più foga.
Le rubai un grido più forte degli altri, mentre la espugnavo da dietro girò la testa per farsi vedere, aveva degli occhi vogliosi come ne esistono pochi.
Mentre ero ancora dentro di lei, girò il corpo, ora eravamo faccia a faccia. La spostai sul muro e continuai a prenderla con foga e con forza.
Sentivo che stava per venire, la sua schiena si inarcò più volte e feci appena in tempo a smorzare il suo grido di piacere con un lungo e appassionato bacio.
Mentre lei colava di felicità io esplosi dentro di lei caldo e forte.... poi come senza forze sudati e ansimanti ci dividemmo.
Lei si sciacquò la faccia io mi ripulii un secondo, riuscimmo insieme dal bagno.
Lei fu la prima a rientrare in classe, io subito dietro.
Mi sedetti e dopo cinque minuti suonò la fine dell'ora.