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Week end al mare
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Titolo: Week end al mare
Autore: Prewitt
Contatto:
Racconto n° 420
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Era un sacco di tempo che non riuscivamo a prenderci un week end in pace senza il solito codazzo di figli o genitori.
Il nostro rapporto stava logorandosi.
Coscienti avevamo, finalmente, deciso di prenderci una vacanza e passare un week end in un'isola famosa per le sue bellezze naturali.
Baby sitter, nonna, tutto organizzato per i figli e via, di corsa a prendere l'aliscafo.
Un'ora di viaggio e finalmente eccoci liberi.
L'agenzia ci aveva prenotato una stanza panoramica, bellissima grande e luminosa.
Era una stanza d'angolo, due finestre con balcone, una sul porto con vista sul mare, l'altra dava sul palazzo di fronte.
Appena arrivati incominciammo a fare l'amore, golosi di poter finalmente assaporare l'uno dell'altra senza paura di interruzioni.
Intanto, però, il tempo stava cambiando e dalle finestre aperte entrava vento; mia moglie mi chiese di chiuderle.
Mi alzai, nudo per chiudere entrambe le finestre e scoprii che di fronte un ragazzo, con un po' di equilibrismo, salito su una sedia, riusciva a vedere una parte del letto e gustare, ogni tanto, lo spettacolo dei nostri corpi avvinghiati.
Facendo finta di non averlo notato tornai a letto e raccontai la situazione a mia moglie aspettandomi un rapido voltafaccia e addirittura interruzione del momento.
Invece lei languida mi rispose che la cosa la intrigava e scherzando aggiunse che quel poverino meritava di assistere ad uno spettacolo migliore.
Si alzò e gironzolò nuda di fronte alla finestra mostrandosi, chinandosi, insomma facendo impazzire il ragazzo.
Sapeva, glielo avevo raccontato tante volte, di quanto mi faccia impazzire l'idea che altri possano vederla, desiderarla, eccitarsi pensando a lei o addirittura toccandola.
Un sacco di volte durante i nostri amplessi mi aveva raccontato di avventure, finte, al limite della pornografia ma sempre chiarendo che erano, e sarebbero restate, fantasia.
Dopo quello spettacolo io stavo scoppiando all'idea del ragazzo di fronte ma mia moglie volle rivestirsi e andare a cena, rimandando la conclusione a dopo.
Di malavoglia mi rivestii, toccandola ogni tanto, e rimanendo molto eccitato tanto da dover lasciare la camicia fuori dai pantaloni da nascondere il rigonfiamento che avevo
A cena non parlammo d'altro aumentando se era possibile l'eccitazione quasi resa dolorosa dal desiderio, stuzzicandoci, innamorati che non vedono l'ora di assaporare il corpo del partner.
Decidemmo di prendere un gelato e poi tornare alla, fortemente voluta, conclusione, dicendoci che se il ragazzo fosse stato ancora alla finestra mia moglie si sarebbe esibita in uno strip tease esclusivamente per lui, facendolo impazzire.
La cosa la faceva eccitare da matti e io le raccontai, per aumentare la sua eccitazione, del ragazzo che dopo avrebbe dovuto accontentarsi di masturbarsi pensando al suo corpo ed al nostro amplesso.
Prendemmo il gelato e mentre pagavo mia moglie uscì dal locale affollatissimo.
Io ci misi un po' di tempo a causa della fila e quando uscii fui colpito dallo spettacolo di mia moglie che chiacchierava col ragazzo della finestra!
Una cosa è pensare a cose eccitanti, immaginarle, un'altra è trovarsi di fronte ad una realtà.
Quel ragazzo strumento della mia immaginazione, era uscito dalle regole ed era apparso nella realtà e stava, evidentemente, cercando una complicità con mia moglie.
Ero geloso ma, purtroppo, di una gelosia che aumentava ancor più la mia eccitazione.
Non so se ci aveva seguiti o se era lì per caso ma sta di fatto, come seppi dopo, che vedendola sola, si era fatto incontro mia moglie e la aveva salutata.
Lei riconoscendolo, dopo un attimo di stupore e quasi vergogna, conscia del fatto che eravamo da soli e che nessuno ci conosceva, aveva risposto al saluto del ragazzo e del suo amico.
Mi avvicinai al gruppetto e mia moglie mi presentò i due ragazzi dicendo che li aveva conosciuti da poco.
I due ragazzi ci raccontarono che erano locali e facevano i pescatori e che costruivano barche, gozzi per la precisione, da poco tempo. Questa nuova attività era molto gratificante per loro e si addentrarono nel racconto di quest'ultima barca che stavano costruendo per un signore di Roma in legni pregiati.
Il loro entusiasmo era talmente accattivante e trascinante che, quando ci proposero di vederla, accettammo con entusiasmo.
Ci avviammo a piedi e raggiungemmo una specie di grotta chiusa da una pesante porta di ferro.
La aprirono e, entrati, la richiusero dietro di sé.
Accesa la luce vedemmo questo gozzo stupendo, aveva un fascino eccezionale.
I ragazzi incominciarono ad illustrare a mia moglie tutte le fasi della lavorazione, guidandola tra gli attrezzi ed i tavoli, quasi dimentichi della mia presenza.
Notavo, intanto, che per spostarla la prendevano per mano o le appoggiavano le mani sui fianchi e che per passare in stretti corridoi tra pareti e barche loro non si toglievano e mia moglie si strofinava, passando, su di loro.
Il caldo o meglio l'umido si faceva sentire e i ragazzi si tolsero le magliette mostrando due bei corpi.
Non ricordo come iniziò ma ad un certo punto mentre erano tutti e tre chinati a vedere qualcosa mia moglie appoggiò la mano sul petto di uno e fu come se qualcosa fosse cambiato, si alzarono e incominciarono a abbracciarla, baciarla e, piano piano, a spogliarla.
Mia moglie mi fece segno di avvicinarmi e anche io iniziai a toccarla, ci stendemmo su un cumulo di reti e mentre io la leccavo lei alternativamente leccava il cazzo ai due ingoiandoli.
Non ne potevo più e allora mi coricai su di lei e entrato venni con violenti fiotti, fu come il segnale, i ragazzi a turno entrarono e ebbero anche loro un orgasmo violento facendolo raggiungere anche a lei.
Passammo tutta la notte esplorandola e venendo dentro di lei e anche lei avendo un orgasmo dietro l'altro.