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Oltre la soglia
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Titolo: Oltre la soglia
Autore: Martin
Contatto:
Racconto n° 4204
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La città stava illuminandosi delle insegne dei negozi e dei lampioni.
All'improvviso ci colse un temporale estivo. Riparammo nella galleria di un vecchio cinema senza notare le locandine della programmazione. Ricordo la tua camicetta di lino bianco la cui pioggia rese come una seconda pelle, furtivi si affacciavano le forme dei capezzoli irrigiditi dal cambio di temperatura. Al mio sguardo l'imbarazzo colorò le tue guance. Tremando cercasti di proteggerti incrociando le mani sul petto. Ci conoscevamo da molto ma non avevamo mai pensato ad altre situazioni oltre il rapporto amichevole che avevamo. Le raffiche di vento ci portarono a proteggerci all'interno della galleria, fu allora che notammo le scritte only adult barrate dal cartello di divieto, nessun'immagine esposta quindi nessun riferimento visivo se non all'immaginazione. Una coppia corse a ripararsi come avevamo fatto noi. A nostra differenza aprirono le porte a vetro schermate ed entrarono sorridendo. Il gridolino di lei ci giunse come un eco lieve e allo stesso tempo sensuale, cercavi di nascondere la tua curiosità evitando il mio sguardo, ma ciò non bastò. Percepii quel sottile filo di curiosità che ti attraversava il corpo. L'intimità del nostro rapporto, se pur fino allora amichevole, mi portava a comprendere il tuo stato, e tu il mio. Celammo la nostra sensibilità e curiosità cercando di deviare il discorso sui cambi improvvisi del tempo. Entrambi cercammo d'impedire alla tentazione di oltrepassare quelle porte schermate. Il tuo sguardo, cercando di evitare il mio, mi fece capire che dovevo prendere una decisione. In silenzio, preso la tua mano, ti condussi oltre la porta. Una flebile resistenza, un piccolo attimo d'incertezza poi chinando la testa ti lasciasti trasportare in quel locale che destava intrigo e curiosità.

Facevo il biglietto quando voltasti le spalle alla cassiera, rifugiandoti alle mie spalle. Percepivo il tuo stato. In quel momento saresti fuggita. Un intrigo particolare, insolito, cresceva in me. Immobile attendevi di esser trascinata in un mondo che non conoscevi direttamente, ma stimolava fantasie contenute nel tuo animo. Salimmo le scale che portavano alla galleria, osservavi la punta delle dita nude uscire dai sandalini bianchi, lo smalto rosso delle unghie esaltava le dita abbronzate.
Non ci scambiammo una parola e neppure riuscivamo a guardarci in volto, osservavo i tuoi fianchi ondeggiare. Salendo le scale la gonna leggera sopra il ginocchio dava la sensazione di un'onda sospinta dal vento. La femminilità che sprigionavi nell'ondeggiare dei fianchi, attrasse la mia attenzione. Non ti avevo mai guardato con occhi bramosi. Fino a quel momento il nostro rapporto era stato ben diverso.
Non essendo ancora iniziato il programma, la sala era nella semioscurità. Notammo la coppia che era entrata prima di noi, non c'era nessun altro. Sedemmo nell'ultima fila in alto sugli ultimi sedili. Potevamo dominare la visuale su tutta la sala. L'altra coppia sedeva due file sotto la nostra. La ragazza, una tipa dai capelli biondi ondulati volse lo sguardo su di noi, avvicinandosi al suo compagno gli sussurrò qualcosa. Lui volse uno sguardo fuggiasco su di noi.
Ci guardammo sorridendo della strana situazione, certamente loro a differenza nostra erano entrati con determinazione in quel locale quindi magari avevano uno scopo, noi no. Ci colse un misto d'imbarazzo e curiosità, intrigo e trasgressione. Emozioni si alternavano rendendoci irrequieti, tu accavallavi le gambe da una posizione all'altra come se non trovassi comodo il sedile, io ti osservavo trattenendo il desiderio di fermarti posando la mano sulla tua coscia nuda e abbronzata. Finalmente le luci si spensero e ciò ci rese più a nostro agio.

Le prime immagini del film iniziarono a scorrere sullo schermo, sembrava un film normale, anche se la recitazione degli attori era decadente. Dopo poche battute, l'attrice, una bruna formosetta dalle labbra rosso fuoco si avvicina all'uomo. Inizia a baciarlo sul collo, la macchina da presa si sofferma poco sul particolare scende subito in basso dove la mano di lei scorreva sui pantaloni di lui slacciandoli la cintura, lentamente l'inoltra all'interno ed estrae il pene semirigido. Sentii il tuo sospiro di sorpresa. La scena cambia, lei guarda intensamente lui negli occhi, poi si china sul pene e comincia a muoverlo piano scoprendoli il glande dove con maestria gli dava piccoli colpetti di lingua. Ti rivedo irrigidita nella tua posizione. Percorsa da un cocktail di emozioni non staccavi lo sguardo dallo schermo. La donna, preso il pene tra le labbra lo ingoia fino alla base per poi rilasciarlo uscire lentamente succhiandolo come un gelato. Sussultasti, il primo movimento alla tua rigidità. I sospiri dell'attore facevano eco nel cinema. Osservai la coppia sotto di noi, era concentrata sul film. Lei si avvicinò poggiando la testa sulla spalla di lui la loro posizione era ben visibile notai che si stavano carezzando, la mano di lei scivolò sulle gambe di lui, il quale ricambiava carezzandole il seno mentre la bocca percorreva il collo. Anche tu gli stavi osservando. Il tuo respiro era alterato, nuove emozioni percorrevano la tua anima. Accavallando nuovamente la gamba la gonna scivolò più in alto scoprendo metà coscia. Gli attori proseguivano le loro performance, lui le sfilava le mutandine. La regia scorre lentamente la macchina da presa sul sesso ben curato di lei, le dita di lui allargano leggermente il fiore di carne poi un primo piano della lingua che lo percorre. I gemiti sono più acuti ad ogni fotogramma, e le tue gambe continuavano a cambiare di posizione. Le mani sul grembo non erano rilassate, premevi in basso. L'oscurità ci proteggeva, sentivi i miei occhi su dite. Osservavo i tuoi movimenti, il tuo sguardo, ascoltavo il tuo respiro. La tua mano scivolò sulla gonna toccando il punto del pube. La coppia sotto di noi aveva già superato l'ostacolo dei vestiti, vedemmo la mano di lei stringere il pene movendolo lentamente a ritmo, lui l'aveva tirato giù il top e un seno bianco risaltò nella penombra. Accortosi che gli stavamo guardando alzò la testa dal seno della ragazza e lo mostrò a noi come un offerta, un invito ad unirsi a loro. I tuoi sospiri aumentarono, rilasciasti la posizione accavallata delle gambe rilassandole mentre la mano scivolava leggermente sopra il vestito. I jeans cominciarono ad essere stretti, slacciai la cintura, sbottonai i bottoni metallici lasciando liberare la mia erezione protetta dal boxer. Perdendo il pudore, l'inibizione, volgesti il tuo sguardo su di me. Lasciasti scorrere la tua mano sotto la gonna. Seguii il tuo gesto copiandone il movimento, non ero più protetto dal boxer, rigido nella mia mano l' osservavi mostrando a tua volta il pube al mio sguardo.
Sotto di noi i gemiti di lei facevano eco a quello degli attori. Vedemmo scomparire la testa di lui in basso su di lei. Potemmo solo immaginare. Le tue gambe si divaricarono lentamente, le tue dita incedettero nell'autoesplorazione. Ti carezzai la nuca spingendoti verso di me.

Lentamente la tua mano prese possesso della mia virilità osservandolo lo carezzavi con dolcezza, allungai la mano sul tuo sesso caldo e bagnato, ci toccammo esplorandoci per lunghi attimi. Spinsi la tua testa in basso, risento il tuo alito caldo sul glande e il desiderio delle tue labbra, piccoli baci tocchi leggeri furtivi della lingua mi portarono in estasi mentre la tua bocca lo accoglieva con tocco morbido delle labbra. La tua calda rosa si scioglieva tra le mie dita. Rivivo il momento in cui scivolai dal sedile tra le tue gambe. Osservando la coppia, ti appoggiasti allo schienale del sedile. Lei lo stava succhiando con foga lui la testa rivolta indietro gemeva di piacere. Stringevo i tuoi glutei nelle mani divaricandoli m'insinuai cercando il tuo clitoride, la lingua percorse l'insenature del tuo corpo sempre più accondiscendente e aperto. Sentii il calore dei tuoi umori scorrermi sulla lingua, stavi godendo una nuova trasgressiva esperienza. I tuoi gemiti si mischiarono ai loro. La ragazza si alzò un attimo guardando verso di te, nel buio gli sguardi s'incrociarono nella mente complice di donne che provavano il sottile piacere del proibito. Eccitato nel vedervi mentalmente complici, ti trascinai sopra di me. Sostenendoti per i glutei, affondai nel tuo vortice caldo. Bagnata aperta, senza più inibizioni, continuavi ad osservare la coppia sotto di noi, lei inginocchiata sul sedile rivolta verso te, lui dietro che la stava montando come una giumenta. Cavalcasti su di me inarcata in avanti sorreggendoti allo schienale del sedile, strinsi i tuoi glutei leccandoti la schiena nuda afferrai tuoi capezzoli mentre i gemiti aumentavano liberando il nostro piacere. La ragazza sotto emise un grido. Aprì le labbra, lui le introdusse un dito mentre con colpi forti e decisi gli esplodeva dentro. IL culmine del piacere ci raggiunse facendo eco all'altra coppia. Le immagine del film continuarono a scorrere sullo schermo, mentre tu stessa eri stata protagonista.

Lentamente la libidine ci abbandonò ritornò il velo del pudore, le luci della sala si alzarono. In silenzio ci alzammo seguendo gli altri verso l'uscita del cinema, nella galleria incrociammo i loro sguardi e ci ritrovammo complici di quel gioco.
Non ci chiedemmo niente, sappiamo però di non esser più gli stessi e il desiderio di quella trasgressione tuttora ci rapisce e ci unisce.
L'asfalto bagnata rifletteva le mille luci della città, non passeggiavamo parlando come prima. Un silenzio colmo di parole unificato in un solo gesto, la mia mano stretta sul tuo fianco la tua testa appoggiata alla mia spalla. Un gioco trasgressivo ci aveva spogliato l'anima rivestendoci di infinita dolcezza. Ed ecco il desiderio di te riaccendersi nel proibito. Il diffondersi della trasgressione sul calore del tuo corpo che si libera dell'innocenza per poi farsi nuovamente catturare da lei. Non possiamo chiamare amore il piacere fine a se stesso, non possiamo chiamarci amici come un tempo, non possiamo chiamarci amanti, non c'è catene. Così restiamo noi, un attimo segreto, oltre la soglia dentro la soglia. Ti ricordo.... E Ti attendo...Per un altro attimo...