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Fuori dal tempo
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Titolo: Fuori dal tempo
Autore: Habiba
Contatto:
Racconto n° 4208
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Succede fuori dal tempo e fuori dalla mia, dalla nostra identità, non c'è più Habiba e non esiste Fayrouz e tu non sei re né principe di Sigiriya o della montagna di Adamo. Non conta ormai chi e cosa siamo. Solo due pazzi, due maledetti pazzi uniti solo dalla passione ormai, dalla rabbia e dal dolore.
Puoi piangere quanto vuoi perché mi hai perso e io andare al ciglio di tutte le rupi ma se solo sfiori la mia pelle sai bene cosa succede. Potrò mille volte scopare qualcun altro e tu pure: fidanzati e sposati! Ma se torni a cercarmi non mi troverai. Colpa mia, urlamelo in faccia mentre mi cerchi e io posso rispondere colpa tua e urlare urlare e piangere nella notte. Ultima volta, un'ultima volta fuori dal tempo e dalle colpe, scopami come solo fra di noi sai che si crea il fuoco, fuoco liquido dalle nostre viscere segrete.
Mi spogli e mi strappi i vestiti e mi sgraffi la pelle dorata e io ansimante e febbrile ti cerco, ti slaccio la cintura, la getto da una parte nelle alghe salse e umide, ti sfilo la maglia, ti rendo nudo davanti a me, mi rovesci sulla sabbia bagnata dalla sera sulla spiaggia, spiaggia che una volta ci ha visto fare l'amore, la prima volta con paura e dolcezza e quasi riverenza ai nostri corpi, tremore che ora è furia e rabbia, l'ultima volta nello stesso posto della prima, la voglia nelle mani che percorrono veloci il mio corpo, lo preparano per te, mi giri e mi rigiri, sono pupazzo per la tua voglia rabbiosa, i miei abiti luccicanti che si arruffano sotto gli scogli aguzzi, riparati da sguardi di altri, non c'è nessuno ormai, solo noi, solo noi e sabbia e sassi e cielo e la tua rabbia contro di me: colpevole, eppure ormai icona e mito del tuo amore e del tuo sesso, sesso assoluto, amore e sesso e rabbia e odio e gelosia, assoluti ed eterni, mito che non può diventare realtà, può solo immolarsi a se stesso.
Dunque scopami. Scopami con tutta la forza che hai in corpo, sfogati e svuotati, non fare complimenti, ti urlo in faccia di prendermi, di punire il mio essere così distante da quello che volevi tu, fammi male, dai, tanto, se lo vuoi, amami e sciupami, rendimi solo tua, godimi e gettami sulla sabbia. Ti urlo e godo abbandonata alle tue mani che mi allargano la fica, mi sollevano le gambe sulle spalle e poi di un colpo, senza attendere, mi entri dentro, gettandoti nelle mie profondità come ti getteresti da un'altura e più e più a fondo negli abissi del mare accanto a noi, blu come i miei occhi, profondo come il tuo cuore, spaventoso come questo amore.
"Ti amo e ti odio, maledetta maga, ti amo e ti odio, dovevi essere solo mia, solo mia!" Chi ci sente? Urlami urlami urlami finchè vuoi, sbatti dentro fino a farmi male, nella sabbia riversa e salata, accolgo le tue spinte, ti sento, i tuoi colpi sono piacere e dolore, bruciano fin nella gola, ma sì, così così ancora di più di più di più, solo tua solo tua solo tua! Lo ero, sei tu, tu che non lo hai capito, solo tua, ma sì...ah...ah...ancora di più! Ricadi su di me e mi soffochi, la sabbia sul tuo corpo bronzeo e forte, non ti curi del mio respiro, mi prendi la testa fra le mani, baci dappertutto, i tuoi gemiti continuano flebili fino a trasformarsi in pianto, mi mordi le guance e gli zigomi "maledetta è colpa tua, tua, tua ma io ti voglio, ti voglio, per sempre per sempre mia e ancora ancora dovessi morire qui su questo scoglio stasera, non mi fermerò finche avrò sangue in corpo, ti voglio scopare mille volte tutte quelle della vita che avremo potuto fare insieme: tutto il sesso di una vita, tutto in una volta, con te con te!". Ti sfili, il vuoto lasciato mi strappa un grido, ti alzi, il cazzo fra le mani che ancora vibra, bagnato di te e di me: "prendimi, leccalo, mordilo, fammi venire ancora e ancora e ancora!" ti appoggi a uno scoglio, le tue cosce si allargano, ti offri a me ma il tuo è un ordine, mi spingi in ginocchio e io gattono, mi faccio serva della tua voglia mentre osservi le mie movenze io striscio fra le tue gambe, intrisa di alghe e sabbia, statua simbolo del tuo tormento, ti prendo fra le mani, ingoio fino in fondo quel tuo cazzo meraviglioso, i peli mi si premono sul viso, mi manca il respiro ma ti succhio come mai farà nessun'altra, dovessi portarti via l'anima attraverso il tuo sperma, ti inarchi e ti spingi dentro la mia gola, i tuoi incitamenti eccitano tutti i miei sensi, le tue parole di rabbia e passione e odio graffiano le mie orecchie e il mio corpo "sto per venire, sto per venire, mordimi, mordimi" la vibrazione dell'asta mi preme sulle labbra, esci e mi inondi del tuo sperma, labbra, faccia, capelli, sabbia e sperma sul mio petto, fiotti caldi e muschiati si appiccicano sui miei seni tesi, scivolano sulle punte dei capezzoli inturgiditi dal piacere.
Stai ancora sbattendo i fianchi e con le dita strette sul cazzo ti sfinisci fino all'ultima goccia, un respiro profondo e un grido, un attimo e poi sei su di me, resa dalla natura circostante quasi irriconoscibile Medusa, le tue mani mi graffiano, lasciano segni rossi sul ventre, ah...si, ah...ma sì, perché non mi uccidi quando hai finito? Adesso sono io a incitarti, solo così sarò solo tua! Mi accarezzi a piene mani, mi colpisci schiaffi in viso e io che ti guardo dritta negli occhi, dritta senza abbassare lo sguardo mentre tu mi colpisci ancora finchè le guance non si fanno fiamma "Ah..ancora se ne hai il coraggio!" mi batti ancora e mi graffi una guancia, piangi e godi mentre il tuo cazzo si preme contro la fica schiumante come le onde vicino a noi che la sera ingrossa e rende minacciose, qualche spruzzo ci raggiunge mentre tu continui a colpirmi e amarmi e piangere e godere e io mi sciolgo come burro sbattuto, mi spingi le braccia dietro la schiena, mi rovesci: "ti legherò e tu sarai solo mia" mi dici mentre prendi la tua cintura e la avvolgi stretta sui miei polsi, il mio corpo pulsante non smette di muoversi allo spasmo della voglia che ho di accogliere la tua passione e la tua rabbia, sono su un fianco mentre un'onda ci schiaffeggia, lavando via la sabbia e bagnando i nostri corpi, tu schiaffeggi i miei fianchi e stringi i miei seni lucidi e sodi, so che gli adori, so che adori giocarci, mi farai male però stavolta, lo so, tutto il piacere di una vita in una sola volta...
Mi rigiri e ti inginocchi sopra di me, inarco il busto perché le mani legate dietro la schiena premono, così ti offro impotente i seni, tesi verso di te, imploranti piacere e dolore, tu gli ricopri subito con le palme delle tue mani, gli stringi e gli sgraffi, mi divincolo impazzita di godimento, la fica che pulsa come il mare in tempesta e tu che ti appoggi col cazzo che si indurisce sempre più e strofina il clitoride senza fermarsi "Oh no, non puoi scappare, non puoi dirmi basta, basta lo dico io oggi e per sempre" mi urli e con le dita scivoli a titillare la punta dei capezzoli, sembri non fermarti mai e poi gli spingi in dentro e poi gli tiri e gli strizzi e poi ancora e ancora, i segni dei graffi ti eccitano, i miei gemiti incontrollati ti danno la forza per andare oltre "Perché non sei mia mia davvero?" - "Ah...ahhhh...ma sì, tua tua!" - "No! Non è vero!". Uno schiaffo sul seno mi scuote, no! Ancora sull'altro e poi li riprendi fra le mani e li mungi sempre più forte, avido e impazzito alla vista delle gocce di latte che stillano fuori dai capezzoli eccitati e dilatati, uno schiaffo su entrambi i seni finisce in una forte stretta, scivoli a strizzare i capezzoli, mi fai male "Oh no...no...oh si, dai! Di più di più, io sono tua non vedi che sono tua! Sono nelle tue mani! Colpiscimi ancora, ah...ah...!" uno schiaffo raggiunge le mie guance rigate di lacrime, un altro ancora mi rovescia il viso.
"Si! Sei mia mia mia" ed entri di nuovo dentro di me, la notte ci scivola intorno e la cornice del mare e della rube scogliosa fa paura, ti curvi su di me, mi sfianchi dalle spinte, gettando sabbia sul mio petto bruci le ferite lasciate delle tue dita e dalle tue unghie. Sto per svenire, la sabbia rende ancora più ruvida e acuta la stretta delle tue mani sui seni e sul viso, mi sbatti, sbatti forte, forte più che puoi, come il mare sugli scogli, entri in tutti i reconditi antri col tuo fluido, mi prendi il viso e il collo fra le mani e mi scuoti, ti curvi su di me mordendomi un seno, il tuo ansimare sta per esplodere, posso addirittura sentire il rumore del tuo cuore che supera quello delle onde, sento che godi e che piangi e che gridi ma non capisco più cosa, l'orgasmo si moltiplica nel mio corpo, sulla mia pelle, nel mio cuore e nella mia mente, mentre la tua lingua scorre sui capezzoli e poi la tua bocca si stringe a succhiarli con l'avidità impietosa di un lattante, i sensi mi sovrastano e quando tu svuoti nel mio più profondo intimo tutto il piacere di una vita, mi abbandonano e svengo, con un gemito strozzato in gola, mi faccio più morbida della sabbia sotto il tuo incessante movimento e poi sotto il tuo corpo che pesantemente si abbandona sul mio, privo di sensi.
Ma ci sono, ti vedo da sopra di noi, credi che io non ti senta, che non ti veda, incosciente, eppur avverto e sento, come adesso mi stringi, approfitti della mia assenza per sussurrarmi disperato che mi ami e che non potrai vivere davvero un giorno della tua vita senza pensare dolorosamente a me, la tua bocca bagnata di lacrime sfiora le mie palpebre, col tuo respiro aspiri il mio, sospirando ogni angolo del mio viso per impossessarti della mia essenza e racchiuderla nel tuo corpo: "Resta così amore mio, solo così, bambola fra le mie braccia..." accarezzi i miei capelli neri blu come la notte intorno a noi, "Perché perché non posso averti sempre, sempre così" ho le braccia ancora legate, mentre ti sfili, lento e dolce dal mio corpo, accarezzi il profilo dei seni, teneramente come mai, pieghi la testa sul mio petto ascolti il mio cuore che pian piano rallenta e torna quieto.
"Se ti risvegli finirà tutto tutto...nooo, nooo, non ancora amore mio, non voglio perderti mai!" singhiozzi come un bambino sul mio petto, le guance appoggiate nella curva fra i due seni, come a rassicurarti che sono lì solo per te.
Le stelle sono come lampi e io non posso non tornare indietro dalla mia incoscienza. Fuori dal tempo si, ma per quanto? Resto così. Statua fatta della sabbia che anni fa ci ha unito e fatta del mio latte e del tuo sperma e delle nostre lacrime. Resto così. Nel tuo stupido e pazzo cuore, conservami così, selvaggia di mare, tua e solo tua di stelle e di notte, trattienimi legata al tuo cuore prima di slegarmi i polsi, e prima che apra gli occhi baciami ancora, solo ora che ti senti sicuro, solo ora che mi senti tua, giurami amore eterno prima di perdermi, per sempre.