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Una sera d'estate
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Titolo: Una sera d'estate
Autore: Leoncina
Contatto:
Racconto n° 422
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Finalmente venne l'estate.
Dopo un intero anno di lavoro, ora potevo riposarmi al sole, come mi piaceva fare.
Gli ombrelloni erano già tutti occupati e Agosto prometteva calde giornate e intriganti serate rinfrescate solo dalla brezza marina della sera.
L'aria era satura dell'odore salmastro proveniente dalle onde che s'infrangevano contro gli scogli.
La schiena mi scottava, ero da troppo tempo al sole.
Mi alzai dal lettino e mi incamminai verso il bagnasciuga.
Mi fermai godendo del piacere dell'acqua fresca sui piedi accaldati dal sole e osservai la spiaggia che si allungava per tutto il litorale come un grande serpentone bianco.
Una folata di vento fece ricadere sul mio viso i capelli lunghi legati distrattamente in una coda. Li scostai senza distogliere lo sguardo dalla figura che mi si avvicinava.
Un ragazzo snello, moro e alto, munito si scarpe da tennis e un paio di pantaloncini corti, correva sul bagnasciuga ascoltando la musica proveniente dal walkman che teneva in mano.
Una fascia bianca sulla fronte rendeva i suoi tratti ancora più affascinanti.
Diedi un'occhiata all'orologio: le cinque e mezzo. In perfetto orario come ogni giorno.
Lui faceva jogging sulla spiaggia, mi passava accanto, mi guardava per un attimo negli occhi, dopo di ché proseguiva sul bagnasciuga lasciando dietro di sé un profumo misto di dopobarba, deodorante e acqua di mare.
Dopo che mi fu passato accanto, mi buttai in acqua per sconfiggere il calore del sole sulla pelle e l'eccitazione che gli occhi verdi e intensi dello sconosciuto mi avevano provocato.
Nuotai avanti e indietro dalla riva agli scogli per due o tre volte poi, respirando a fatica, ritornai verso il lettino.
Presi l'asciugamano e qualcosa cadde nella sabbia.
Un piccolo quadretto di carta.
"Ti aspetto al faro stasera alle 11".

Quella sera scelsi con cura il mio abbigliamento.
Indossai un abito nero lungo, un reggiseno push up anch'esso nero e un paio di sandali di vernice a tacco alto.
Presi dal cassetto un perizoma, lo guardai, poi lo riposi di nuovo.
L'abito mi fasciava perfettamente i fianchi, la linea elasticizzata di un qualunque indumento intimo sarebbe stata fuori luogo.
Raccolsi i capelli in una coda alta, lasciando che i riccioli mi ricadessero sulle spalle e sulla fronte. Un velo di trucco rese il mio sguardo più attraente.
Mi incamminai godendo della brezza fresca della sera che si insinuava sotto l'abito e tra le gambe, rinfrescando il mio sesso tra un passo e l'altro.
Raggiunsi il faro perfettamente in orario.
La luce inondava la notte a tratti di tempo regolare. Le stelle brillavano alte nel cielo e la luna sembrava la loro balia, bianca e tonda sopra di esse.
Guardai il cielo e il mare nel punto in cui lo sguardo veniva tratto in inganno dal loro toccarsi. Una nave, forse da crociera, si spostava lentamente sulla linea dell'orizzonte. Il contorno brillava sulla superficie del mare, sembrava una stella caduta dal cielo.
Aspirai l'aria salmastra che mi colpiva il viso e con un gesto rimisi al suo posto un ricciolo ribelle.
In quel momento due mani mi si adagiarono delicatamente sui fianchi.
Sussultai tentando di girarmi, ma le mani strinsero un poco e mi impedirono il movimento.
"Non girarti, non ancora, Per favore", mi sentii sussurrare all'orecchio.
Rimasi in silenzio aspettando un altro gesto o un'altra parola.
"Il mare di notte è meraviglioso, non trovi?", disse ancora la stessa voce dietro di me.
Annuii continuando a guardare di fronte a me.
Le braccia del ragazzo mi avvolsero completamente in un abbraccio dolcissimo.
Contro il suo petto, sentii il cuore di lui battere velocemente. Appoggiai la testa alla sua spalla e sentii le sue labbra sfiorarmi una guancia.
"Posso girarmi?", chiesi sottovoce dopo qualche istante.
In tutta risposta il ragazzo mi rigirò tra le sue braccia finché i nostri occhi non si incrociarono.
Sorrisi riconoscendolo all'istante.
Guardai i tratti del suo viso.
La pelle ben rasata, i capelli in ordine, gli occhi verdi scintillanti nella notte.
Presa da un momento di eccitazione lo strinsi forte tra le braccia.
"Sei tu!!", esclamai.
Lui restò per un attimo stordito da quella prorompente gioia, poi a sua volta mi strinse contro di sé appoggiando le labbra sul mio collo.
Aspirai il suo profumo e chiusi gli occhi.
"Come ti chiami?", chiesi poco dopo staccandomi da lui.
"Mirko, piacere", disse lui accostando la mia mano alle sue labbra.
"Io Silvia", risposi imbarazzata da tanta galanteria.
Mirko mi prese per mano e mi condusse verso il viale principale del Lido.
La sua voce era tremendamente sexy e i suoi gesti molto fini ed eleganti.
Ci fermammo più volte con lo sguardo perso l'uno negli occhi dell'altra, finché arrivammo alla spiaggia.
"Facciamo una passeggiata lontani dalla folla", disse Mirko.
Mi tolsi i sandali e affondai i piedi nella sabbia fredda della notte.
Il ragazzo non proferì parola. La sua mano stringeva la mia e il suo sguardo ogni tanto si posava su di me per regalarmi un sorriso.
Si fermò sul bagnasciuga prendendo entrambe le mie mani tra le sue.
"Avevi pensato che potessi essere io?", mi chiese a bassa voce.
"Lo speravo", dissi io abbassando a mia volta il tono.
Mirko non disse nulla. Mi attirò a sé e mi baciò.
In tutta risposta premetti il mio corpo contro il suo e gli cinsi la vita con le braccia.
La lingua calda e dolce di Mirko mi invase la bocca dopo aver esplorato il contorno delle mie labbra.
Lentamente prese a scendere fino a sedersi sulla sabbia.
Seguii ogni suo gesto e quando lui mi sdraiò, mi lasciai andare completamente tra le sue braccia.
Prese ad accarezzarmi dolcemente e lentamente.
La sua mano scostò i riccioli mossi dal vento fresco della notte, poi scese lungo il mio collo.
Un brivido di passione e calore mi fece fremere tra le sue braccia mentre la sua mano mi accarezzava un seno continuando a baciarmi con passione.
Più giù, la sua mano accarezzò la mia pelle attraverso la stoffa del vestito.
Più giù e le mani di Mirko sollevarono la stoffa leggera fino a scoprire il mio pube umido e nudo.
La sua bocca si spostò scendendo lentamente. Sentii la sua lingua circondare un mio capezzolo e stringerlo dolcemente tra le labbra. Prese a succhiarmi il seno mentre due sue dita iniziarono a giocare con il mio clitoride.
Gemetti sotto la pressione delle sue dita e aprii istintivamente le gambe.
Mirko ricadde verso il basso con la mano, mi accarezzò le gambe fino a scivolare dentro di me con due dita, strappandomi un gemito di piacere.
Le sue mani mi spogliarono velocemente.
Nuda sulla sabbia fine e fredda, mi sovrastò con il suo corpo.
Si spogliò e il calore del suo corpo mi riscaldò nel momento stesso in cui la sua pelle toccò la mia.
Aprii le gambe, lo desideravo con tutta me stessa.
Mirko riprese a baciarmi.
Avvolsi le braccia attorno al suo corpo. Lui si spinse in avanti e mi penetrò completamente strappandomi un grido di piacere.
Strinsi le mani sulle sue spalle e gridai ancora, quando lo sentii arrivare ancora più in fondo.
Il suo orgasmo fu inafferrabile e velocissimo. Le sue mani strinsero con forza il mio sedere spingendo il bacino ancora più verso il suo corpo e i suoi gemiti si trasformarono in grida di piacere fuse alle mie.
Uscì lentamente respirando velocemente. Sentii sulla sua schiena il calore e il sudore liscio di ciò che era appena stata la nostra passione.
Si sdraiò accanto a me prendendomi tra le braccia.
Appoggiai la testa sulla sua spalla e abbassai la mano verso il suo sesso.
Il suo seme colava in piccoli rivoli sulla pelle. Vi intinsi le dita e le accostai alle labbra.
Un sapore dolce e leggermente speziato mi invase la bocca e la voglia di lui mi fece bagnare di nuovo.
Gli baciai le labbra, il collo e il petto.
Scesi lentamente assaporando la sua pelle e il sapore lieve del suo sudore.
Arrivai all'inguine e passai la lingua accanto ai peli del pube.
La sua eccitazione crebbe e il suo pene si irrigidì del tutto quando lo lasciai scivolare nella mia bocca succhiandolo.
Mi posò una mano sulla testa e mi spinse più giù.
"Così.", mormorò mentre affondavo la lingua e le labbra sul suo pene.
Con una mano scivolai sotto il suo sedere e spinsi il suo corpo contro la mia bocca sollevando appena la mano.
Gli accarezzai i testicoli e poi presi a massaggiarmi il seno.
Scostai la bocca dal suo sesso per succhiarmi un capezzolo, poi ripresi a leccarlo voracemente succhiandolo sulla sommità.
Un gemito precedette il suo orgasmo di nuovo irrefrenabile.
Accolsi il calore del suo sperma nella bocca masturbandomi sul clitoride velocemente, ma senza venire.
Risalii sul suo corpo aprendo le gambe sul suo viso e lasciai che completasse l'opera che avevo iniziato io.
Aprì le labbra del mio sesso e prese a masturbarmi il clitoride con la lingua, girando attorno in cerchi rapidi e ristretti.
Quando sentì i muscoli del mio sesso fremere e irrigidirsi, accelerò il movimento e succhiò tutta la mia eccitazione mentre colava sul suo viso.
Gridai forte quando sopraggiunse l'orgasmo e spinsi un suo dito nel mio sedere.
Crollai accanto a lui gemendo di piacere.
Mirko riprese a toccarmi il sedere. Ora ora con le dita, ora ora con la lingua, giocando con il forellino posto al centro delle natiche.
Gridai quando mi penetrò con un dito e poi con due. Gridai più forte quando mi invase con il suo sesso.
Talmente grande era la mia eccitazione che non ebbe bisogno di fare alcuno sforzo. Si insinuò dentro di me con una sola spinta strappandomi un grido di piacere immenso.
Le sue spinte aumentarono di intensità quando mi misi carponi. Spinsi il bacino contro il suo sesso e mi lasciai penetrare ancora più a fondo.
Tenendomi ben salda per i fianchi, Mirko gridò il suo piacere mentre di nuovo invadeva il mio corpo con il suo orgasmo.
Gridai e venni con lui, spingendo forte il mio corpo contro il suo.
Ci staccammo solo per abbracciarci.
Mi baciò le labbra e le spalle tenendomi stretta a lui.

Stesa accanto a lui guardai le stelle. La luna era ancora alta nel cielo e quella notte sarebbe stata solo per noi.