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Tesse
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Titolo:
Tesse |
Autore:
Oltrelorizzonte |
Contatto:
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Racconto
n° 4225 |
Altri
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...tesse, il ragno tesse. Clara è la moglie di un collega di lavoro. L'ho desiderata dalla prima volta che ci siamo incrociati ad una cena finita come tante in discoteca. L'ambiente, la musica, i sensi che prevalgono, gli occhi che penetrano. Si sono incrociati più volte i miei e quelli di Clara. Troppe volte! Quando ci salutiamo con una stretta di mano ed un bacio sulla guancia da vecchi amici, vedo il suo rossore, il seno ritma il respiro affannato, abbassa lo sguardo mi resta solo il suo nome. Fugge il tempo fugge Ma la farfalla è troppo lontana Non si vede, non si sente perduta nel turbine del cuore. E' primavera, quando finalmente riesco ad avere il suo numero di telefono, la chiamo come se fosse per lavoro. Poi nel tempo che segue, nei giorni che passano, lentamente la circondo con le parole, quasi sussurri. La sua voce si trasforma, come un bastione assediato, la sento cedere. Un panino ed una coca durante la pausa pranzo, un piccolo bar, atmosfera che si presta e musica di sottofondo. L'abisso è li. Quando per caso la mia mano sfiora la sua, sorride imbarazzata, ma non la sposta. Quando il tovagliolo le cade le poso il mio sulle gambe e trattengo la mano sulla sua coscia. Diventa rossa e si allontana leggermente. La mia mano non la lascia, sento sotto i jeans il calore del suo corpo e la bocca del mio stomaco si contorce. Lei capisce. Ora è perduta Il ragno sorride... i fili della ragnatela si tendono la preda si muove e si imprigiona è sua ora è sua Piove, mi piace la pioggia, acuisce i sensi, sento le gocce che si frangono sul tetto dell'auto. E' quasi l'una ma non ho fame, il desiderio prevale. Aspetto all'angolo della via, vedo la sua auto arrivare. Si affianca alla mia, scende di corsa, apre la portiera. Si siede a fianco a me. La prenderei ora. Mi sorride e ... mi bacia, la mia lingua le apre le labbra e si insinua, Clara non si tira indietro. La voglio, mi vuole. Ci ritroviamo nella stanza di quel motel senza quasi renderci conto. Piove, la desidero e l'avrò adesso. Si chiude la tela, chiudono gli occhi tutti gli esseri viventi sospiri, sussurri ansima e gode. L'urlo silenzioso che accompagna l'orgasmo E'piacere E' disperazione. Quando torniamo verso l'auto inizia ad imbrunire, le sorrido, le carezzo il viso. Mi lascia fare, ma il suo io si sta allontanando. Non piove più. La guardo e percepisco il suo cammino a ritroso, attraverso stati d'animo e ragione. L'appagamento dei sensi l'ha traghettata sull'altra riva. Non può tornare indietro dovrà convivere con se stessa. La sua auto riparte un ultimo sguardo. Non l'ho rivista più. L'ho cercata, si e' negata. Ed il tempo si è portato via la primavera ed ora anche l'estate sta per finire. Io sono qui in un giorno di settembre, in questo ufficio e Il ragno sorride... e pensa Pensa ai suoi occhi umidi di desiderio Pensa a stagioni diverse Ricorda il calore delle sue labbra sul membro eretto Ricorda il sapore dei suoi umori ...il ragno socchiude gli occhi e la rivede Sotto di lui mentre le vibra dentro Mentre i gemiti gli raccontano il suo dirompente orgasmo Come vorrebbe ora il ragno poggiare la sua bocca sulle labbra gonfie di voglia Succhiargli il clitoride, bere il suo desiderio. Si chiede, si chiede, come reagirebbe ora hic et nunc Prona, inginocchiata sul letto, Lei Sente il calore del suo respiro che soffia tra le sue cosce, il tepore tumido delle sue labbra che le inumidiscono le natiche la delicatezza della sua lingua che le sfiora lo sfintere che le bagna il fiore introducendosi nel suo corpo fiore che delicatamente si apre... sente le mani che seguono la bocca e... il dito che lentamente la profana, poi mente il suo forellino si allarga come un'offerta, le dita diventano due ed anticipano il piacere che verrà mentre aspetta l'attimo in cui il membro dell'uomo brutalmente si impossesserà del frutto proibito. Sono solo, vorrei chiamarla, vorrei sentirla, il mio corpo sta rivivendo indipendentemente da me quei momenti il mio sesso è umido, eretto e spinge sugli indumenti. Mi sfioro e mi sento ridicolo. La desidero, non avevo mai scopato cosi, sospeso al di la della materia. Languidamente il ragno chiude gli occhi Sente ancora il calore della sua figa, ricorda gli orgasmi che inondavano di sperma il suo ventre e stringe le labbra per non gemere di un piacere lontano. Il culo di lei lentamente si rilassa Le natiche invitano E' ora, il sesso si insinua Apre Lacera Affonda Esplode Inonda Si spegne dentro di lei sono una cosa sola... Ma... La farfalla è ormai lontana con il pensiero. Immersa nell'anormale normalità di una Passione che divide, che allontana...ed impedisce ad un lucida, irreale e per questo apoteotica follia di irrompere nella realtà ed assurgere al gradino di un appagamento senza confini. Tutto è finito la farfalla è volata via. Oltre il bosco. Il ragno la osserva allontanarsi con partecipato distacco... Con il mio sesso tra le mani, senza quasi rendermene conto, aumento il ritmo del movimento e quando sgorga il mio liquido caldo sulle mia mano rivedo il suo viso, la sua bocca che pare ... covando la speranza, che essa torni ad avvicinarsi prima che la sua tela si disfi e lo spazio stenda la sua coltre di silenzio su questa avventura.
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