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La prima volta
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Titolo: La prima volta
Autore: Giocherella
Contatto:
Racconto n° 424
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Quando in casa non rimase più nessuno di coloro che avevano assistito ai festeggiamenti, restai da sola con Tim: un ragazzo conosciuto qualche sera prima davanti al giardino della mia più cara amica.
Ci eravamo scambiati un bacio, nulla di più.
Tim doveva avere 21 anni all'incirca, non lo sapevo con certezza, non gliel'avevo mai chiesto. Non sapevo molte cose di lui e neanche lui di me.
Il silenzio riempiva ogni angolo della casa ormai vuota, tutti erano scesi e nessuno si era accorto della nostra assenza.
Era più di cinque minuti che quella "frastornante" pace non veniva rotta da nessuna parola, tutto per me stava diventando insopportabile.
Alzai un attimo lo sguardo dal pavimento, mi bastò incrociare per pochi secondi i suoi occhi accesi per capire che non sarei riuscita a sopportare ancora per molto quella situazione.
Io non avevo mai fatto l'amore... niente sesso... non avevo minimamente idea di cosa significasse essere donna.
"Scendo con gli altri, fa troppo caldo qui!", dissi a bassa voce voltandomi di schiena e rompendo con finta disinvoltura il mio imbarazzo; non raggiunsi neanche metà della stanza che mi sentii cingere da dietro i fianchi... non mi ero mai accorta di quanto fossero grandi le sue mani, mi avvolgevano in un caldo abbraccio, quasi fastidioso. Mi trovai la sua bocca sulle spalle, lungo il profilo del mio viso, le labbra non riusciva a raggiungerle... mi voltò senza che avessi il tempo di accorgermene e mi baciò. Mi assaggiava le labbra con una curiosità infantile per poi esplorare con la lingua la mia. "Non è difficile", pensai, mi piaceva tantissimo.
Senza smettere di baciarmi mi tirò stretta a sé, spezzando irrimediabilmente il vuoto che avevo creato tra i nostri due corpi appoggiando le mani sul suo petto; avvinghiata al suo bacino mi accorsi che aveva avuto un'erezione e stringendomi a sé voleva che io me ne accorgessi. Non capivo perché facesse così, cosa volesse da me... non potevo saperlo, non avevo avuto mai fino in fondo un uomo.
Mi irrigidii, sembravo una bambola di ceramica. Tim mi penetrò con gli occhi, mi prese la mano e mi portò in camera. Si sforzò di nascondermi la perversa voglia che riempiva ogni angolo del suo corpo adagiandomi sul letto, come un papà fa con la sua bambina; io non parlavo, lo guardavo attonita in silenzio.
"Voglio entrare nella tua vita, dimmi a cosa stai pensando, ti prego" disse Tim. Gli abbozzai un sorriso pieno di mille parole; il mio sguardo disarmato fece crescere in Tim la voglia di me... levò in alto la mia mano stringendola nella sua, guardandomi implorante e passandomi l'indice dal collo all'ombelico per aprirmi lo zip della giacca.
Lo lasciai fare ma scoppiavo dalla voglia di dirgli che nessuno mi aveva mai insegnato a concedermi..
Non avevo il reggiseno e Tim da sotto la maglietta vedeva i miei seni invitarlo golosamente. Prima che potesse fare ciò che desiderava, gli sussurrai: "Tim, insegnami a godere."...
Per un attimo mi contemplò come una creatura caduta dal cielo; vide la gioia radiosa del mio viso mentre le lenzuola lambivano come onde azzurre i miei fianchi... ma la passione si faceva per Tim urgente, mi alzò la maglietta e palpò in tutta la loro pienezza i miei seni.
Il suo sospiro si confuse nel silenzio con il mio; si abbassò e iniziando a passarmi la lingua intorno ai capezzoli aspettava il coraggio di assaporarli con le labbra... lo fece ed io iniziai a provare piacere, a scoprire cosa significasse godere.
I capezzoli si fecero sempre più duri, come vulcani in erezione... ora si prestavano bene alla lingua di Tim e alle sue dita che li stringevano sempre più forte. "Mi piace", dissi.
Tim era deciso, voleva me a tutti i costi.
Mi alzò la gonna e mi ordinò "Tieniti forte adesso, lasciamo fare.", con le mani separò le mie gambe pallide e con la lingua divise le ali del mio sesso... mi irrigidii ma lui continuò, sempre più deciso, sempre più profondo.
A poco a poco le linee rigide del mio volto si raddolcirono fino al piacere mentre una lacrima involontaria mi brillava tra le palpebre socchiuse.
Tim, quale maestro esperto, mi esplorava con la lingua tutto ciò che gli stavo dando, con dolcezza, con violenza, penetrandomi nella mia timidezza.
"Ancora, Tim, ancora.", dissi io.
Ad un tratto un impeto di passione folle sollevò il mio petto; Tim balzò in ginocchio di scatto, temendo ciò che stavo per dirgli... con un sorriso lo rassicurai.
"Come si fa a far godere un uomo?". Senza rispondere mi prese il volto e mi sospinse fino ad assaporare il suo piacere, era ciò che voleva.
Che strano, provavo eccitazione nel suo godimento... spostando le sue mani mi cinsi verso lui con le mie caste labbra e iniziai a fare da sola... lo assaggiai, lo accolsi completamente fino in fondo. Tim gemette.
Era il momento, mi spinse con violenza sulle lenzuola, si inserì tra le mie gambe pronto a farmi diventare una donna.
Sapeva che con un solo colpo profondo avrebbe potuto farmi sua... fece un prodigioso sforzo di volontà per contenersi, ma non ce la fece... mi penetrò... gridai di dolore, un istante lungo una vita.
Tormentato dal desiderio continuò con dolcezza ma i suoi movimenti erano decisi, profondi, continuativi.
Lui sentì crescere il mio piacere sconosciuto e aumentò la velocità, mentre dalla finestra sentivo le risate degli altri amici sempre più lontane... mi stavo dando.
Non mi spaventai di nulla, sopportai tutto, per quanto ciò mi costasse... ogni suo movimento, le sue mani, la sua lingua,il suo pene.
Lo adoravo per quello che mi faceva.
Il cuore batteva al limite, la mia ingenuità lasciava spazio al godimento estremo di una donna.
"Ancora!", gli ordinai e lui mi ascoltò... quattro, cinque contrazioni mi sconvolsero facendomi salire dei brividi su tutto il corpo. Tim mi aveva reso donna.