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Hesitation
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Titolo:
Hesitation |
Autore:
tzenobite |
Contatto:
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Racconto
n° 4249 |
Altri
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Chiedendo a Paola di ospitarmi per un weekend avevo previsto una reazione contrastante. Era felicissima di avermi a casa, ma sapeva che soffrivo il nuovo capufficio e che quei giorni di vacanza sarebbero stati poco gioiosi. Anche Luca era contento, ma nessuno dei due pareva entusiasta, e potevo capirlo. La casa colonica era fasciata dall'edera e abbracciata dalle viti. Stavo sempre sola a rimettere a posto i pensieri più in disordine e cernere quelli da buttare, sotto il grande castagno al riparo dal sole settembrino e dalla mia vita di città. Sabato, appena prima di pranzo, con una scusa ero sgattaiolata nella biblioteca, accanto a camera mia, a posare un grande mazzo di rose, il presente per gli ospiti che avrei disvelato all'ora del the. Dopo il caffè sotto il pergolato sono andata in camera a cambiarmi per poi uscire a leggere, e ho intuito che nella biblioteca c'era qualcuno.
Io li sentivo parlare dietro la porta del pomeriggio, chiusa a chiave naturalmente dalla mia parte. Si capiva molto poco, quasi niente, ma qualche cosa si intuiva: si indovinava una specie di salto nei loro pensieri.
Ruotata cautamente la chiave, ho socchiuso la porta. Avevano trovato le rose: Paola ringraziava Luca che a sua volta si scherniva confuso. D'improvviso un bacio lungo e profondo e poi un'esplosione di passione, con le mani impazienti sui corpi a spogliarsi l'un l'altro febbrilmente. Ormai quasi nudi, si erano fermati, come esitando, gli occhi negli occhi, in silenzio.
Sotto la porta il tappeto sembrava come elettrizzato, le rose donate erano lì in attesa/ di venire capite. Era una scena d'amore e di esitazione stupenda, io avrei voluto dare una mano... non so bene se a lei o a lui.
Poi hanno preso ad accarezzarsi lentamente, dolcemente, spogliandosi delle ultime cose. Dietro la porta io muovevo le mani sul mio corpo come Luca su quello di Paola: sul seno, sui fianchi, tra le gambe. Quando poi lui baciandola l'ha penetrata, in piedi contro lo scrittoio, io mi masturbavo con la stessa lentezza. Ben presto la dolcezza ha lasciato posto alla passione, la lentezza alla foga, e i miei gemiti si mischiavano ai loro. Quando Paola ha gridato il suo orgasmo, subito dopo quello di Luca, io mi sono morsa le labbra per non proclamare il mio.
Nessuno dei due aveva capito di chi e per chi erano le rose, ma immaginare e non chiedere spesso è la cosa migliore. Nemmeno io avrei saputo a chi tra i due regalare quelle rose. A volte è così difficile essere l'amante di entrambi.
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