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Il risveglio
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Titolo:
Il risveglio |
Autore:
Amante |
Contatto:
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Racconto
n° 425 |
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La notte piano piano lasciò il posto all'alba, mentre tra le persiane socchiuse, il crepuscolo del mattino, timidamente entrò nel buio della camera. Come il proiettore su di un palcoscenico illumina l'attore nell' attimo della sua performance, la luce intrufolandosi nella stanza rischiarò soffusamente di un tenue tono rosato il corpo assopito di Marta. Le lenzuola spiegazzate scoprivano per metà la sua persona, lasciando intravedere il ventre e i seni, come una barca che cullata da un mare calmo si lascia trasportare dalle onde, i suoi seni si sollevavano e scemavano seguendo il dolce ritmo del suo respiro. La frescura del mattino avvolse i suoi capezzoli, accarezzandoli e rendendoli rigogliosi. Sotto, le creste iliache sembravano due piccole colline messe a guardia di quella vallata che era il suo ventre, solo un piccolo lembo di pizzo nero era permesso vedere delle sue mutandine, le lenzuola sembravano disposte in un calcolato disordine, come un pittore dispone i panneggi per le sue composizioni prima di essere raffigurate, donando ai drappi il candore immacolato, contrapposto all'intrigante pizzo che con audacia sembrava richiamare su di se lo sguardo dell'osservatore, rendendo la scena, o l'opera più intrigante e maliziosa. Da una decina di minuti Giuliano si era svegliato, si era stiracchiato, due sbadigli e una grattatina al "pacco" lo avevano preparato per il nuovo giorno. Si era appoggiato sul fianco destro seguendo con lo sguardo il corpo di Marta, la guardava dormire, le ascoltava il respiro talmente lieve e silenzioso, che più che udirla poteva solo vedere il suo corpo che inspirando esaltava i seni e stimolava la sua voglia. La sera prima erano stati per ore sdraiati nel letto, parlando scherzando e regalandosi effusioni; non avevano fatto l'amore, si erano "limitati", a cercare tra l'epidermide dei loro corpi, nuove sensazioni, nuovi punti da baciare e da assaporare, si erano stimolati con coccole sempre più audaci. Giuliano amava sentire la bocca calda di Marta scorrere su di lui, prolungati brividi di piacere inondavano la sua pelle, sapienti e ritmati colpi di lingua stuzzicavano il suo collo, i lobi delle orecchie, i capezzoli, scendendo, stimolata dai suoi gemiti, da amante esperta qual era, con malizia stuzzicava "accarezzando" con la lingua il rigido e massiccio pene. Lui non era da meno, dopo aver gustato come in un film hard, il piacere visivo di una bocca calda e vorace che scivolava e succhiava il suo membro, cercava la passerina che umida di piacere si apriva a lui. Amavano fare sesso orale, assaporando gli umori dei loro corpi. Si accorse che quei pensieri lo avevano eccitato non poco, il pene indurito e la cappella rigonfia sembravano implorare un time-out o in alternativa un appagamento totale. Preso dall'impulso, con la mano vellutata di un borseggiatore, cercò di scostare le lenzuola e di svelare quel pizzo nero che lo stava eccitando, muovendosi nel "sonno", Marta lo aiutò nel suo intento, rimanendo scoperta, sentì il suo gonfio fallo irrigidirsi ancora di più. - Buongiorno amore! disse lei Non si era accorto, immerso nei suoi pensieri, che si era svegliata e lo stava guardando già da un po'. -Buongiorno anche a te, mio " potente guerriero"! Con la mano scivolò in basso e accarezzò il membro che nell' impaccio della sorpresa sembrò cercare una ritirata strategica. -Rimani con me, o voglia di averti mio! Iniziò un ritmato massaggio che indubbiamente risvegliò lo "scettro del re".
.La luce del mattino si fece più invadente, Marta si alzò, andò verso le persiane e le socchiuse, si diresse verso il bagno lasciando che Giuliano le scrutasse con indubbio interesse il perizoma di pizzo nero. Senti lei aprire le ante nel bagno, mentre una luce soffusa invase la camera da letto e la rese delicatamente illuminata. Dopo qualche attimo tornò, era nuda, i capelli leggermente inumiditi e un lieve profumo di Cartier sembravano dire: "diamo inizio alla festa". Si avvicinò con incedere malizioso, gli sguardi e i movimenti non davano adito a dubbi. Voleva sesso. Si fermò hai piedi del letto, si chinò leggermente, salendo piano piano gli accarezzò le caviglie poi i polpacci di seguito le cosce, allungò le braccia versi il petto di lui, Giuliano chiuse gli occhi cercando di assaporare le sue carezze, sentì la bocca di lei baciare il suo sesso, sentì la sua eccitazione aumentare. Guardò ansimando giù, verso di lei, vide la sua lingua aggrovigliarsi come le spire di un boa avvolgono la preda, il tronco rigido del suo membro nascondersi nella cavità della sua bocca e poi riemergere e ancora scomparire, sentì il piacere che a grandi balzi lo stava raggiungendo. Non ancora, non ora, blocco a stento l'orgasmo ormai imminente. Le prese le mani e l'avvicinò verso il suo viso, la bocca vogliosa di lei, cercava come un selvaggio animale, la sua preda, raggiunse la bocca del suo innamorato e si unì. Come due leggendari guerrieri, pronti a lottare tenacemente per la loro causa, spinti da un peccaminoso piacere, le loro lingue lussuriose diedero il via al combattimento, mentre i corpi roventi di desiderio, si intrecciarono in una travolgente passione. "La festa era veramente iniziata"!
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