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Complicità
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Titolo:
Complicità |
Autore:
Comando |
Contatto:
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Racconto
n° 4261 |
Altri
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Quella sera Luca accese un po' annoiato il PC, giusto una scorsa alle mail, riproponendosi di rispondere a qualcuna in seguito, poi aprì il suo account in Messenger, aveva voglia di fare giusto due chiacchiere.
-Hey
La pagina si aprì improvvisamente con quella parola, era Aldo. vecchia abitudine la sua di mettersi invisibile e poi piombarti improvvisamente sullo schermo.
-Ciao Aldo, che si dice? E' una vita che non vi fate vivi.
Una risata sotto forma di smiles
-Lo sai gli impegni, il lavoro, però ci farebbe proprio piacere rivedervi, Carla avrebbe un certo desiderio...
Luca adorava quei - certi desideri - di Carla. A conoscerla, una bella donna sui 42, quarta di seno, formosa ma non grassa, un viso d'angelo e dolce che esprimeva timidezza, nessuno avrebbe mai sospettato quanto potesse essere deliziosamente immorale e senza freni a letto. Si erano incontrati più volte, ed ormai non vi era più nessun imbarazzo anzi, lei e Vale, avevano scoperto con curiosità e piacere reciproco la loro bisessualità che era entrata a far parte di un gioco gradevole per tutti.
-Che desiderio?
Domandò Luca incuriosito.
-Vuole essere presa in contemporanea da noi due, sentirsi... piena.
-Perché no? Ben lieto di accontentarla, dovete dirci solo quando volete venire a trovarci, lo sai che siamo sempre disponibili a vedervi.
-Ok ti farò sapere, magari sabato prossimo, poi confermiamo.
Luca chiuse il contatto, ripensò alle ultime volte in cui piano piano Carla si era lasciata andare, e chiacchierando con Aldo, il marito, aveva scoperto che si eccitava molto quando veniva apostrofata in un certo modo in quei frangenti. Si ripropose, stavolta, di abbattere ogni barriera sino a farla impazzire di desiderio. Amava condurre lui il gioco e, per quanto impostato su un piano di parità, alla fine era sempre la sua fantasia a prevalere.
Oltre il piacere fisico ve ne era uno più sublime, lo eccitava quell'essere lei così pudica e timida nella vita ufficiale e farla sentire così cagna in calore a letto. Una meravigliosa trasformazione di cui era stato artefice perché con loro era stata la prima volta. In un certo senso, sorrise tra se, era lui ad aver fatto emergere tutto.
Tra Luca e Vale vi era una complicità profonda in cui si capivano con uno sguardo e più di una volta avevano parlato di quel senso perverso nel prendere Carla sino a farla godere delle attenzioni di tutti e tre. Anche a lei piaceva molto, la attraeva la sua dolcezza, lo strofinarsi delle fiche bagnate ed i suoi capezzoli da succhiare, la morbidezza della lingua quando la baciava, vellutata, la definiva, a differenza di quella degli uomini.
-Domani vengono Aldo e Carla.
Le disse dopo aver fatto l'amore.
-Sono sicuro che dopo tanto che non la vedi hai voglia di stare un po' sola con lei vero?
Ho pensato che ti lascerò un po' di tempo per questo, appena verranno dirò ad Aldo di andarci a prendere un caffè al bar e vi lasceremo sole, sono certo che non ti dispiacerà.
Notò un lampo di desiderio nei suoi occhi, lo divertiva vedere come si eccitasse al pensiero di Carla, di possederla godendo del suo turbamento, del corpo che si offriva, dei suoi capezzoli turgidi da leccare e succhiare, giocarci tirandoli con violenta dolcezza sino a gestire completamente ogni parte dell'altra.
Appena arrivarono, dopo i saluti, Luca guardò negli occhi Aldo in modo complice.
-Che ne dici di andarci a prendere un caffè?Credo che le ragazze vogliano un po' parlare da sole, è tanto tempo che non si vedono.
Così facendo si avviarono verso il bar poco distante chiacchierando. Rimaste sole Vale prese per mano Carla facendola accomodare sul letto, erano completamente vestite e pensava di parlare un poco prima di spogliarsi, sapeva che abitualmente aveva bisogno di sciogliersi ma quest'ultima la prese completamente contro piede. Le sbottonò la camicetta e sfilò la gonna lasciandola in perizoma e reggiseno poi, svestitasi anch'essa, le strappò letteralmente questi ultimi capi stendendola sul letto e buttandovisi sopra si liberò anche lei di ogni indumento rimasto ed iniziò a strofinare la fica contro la sua cominciando a baciarla con foga mentre con le mani le stringeva i seni.
Valeria sentì sfuggirle di mano la situazione e si abbandonò inerme al piacere, Carla era una furia di desiderio e sensualità, la stava letteralmente possedendo mentre con la lingua si attorcigliava alla sua, la accarezzava prepotente invadendo la sua bocca, la riempiva in un insieme di sensazioni mentre il suo pube premeva divaricando quello di Vale il cui clitoride, ormai turgido, fuoriusciva dalle piccole labbra come un minuscolo pene.
Entrati in casa, ed aperta la porta della camera da letto, Luca ed Aldo si trovarono dinanzi uno spettacolo singolare, Carla seduta a cavalcioni su Valeria, completamente stesa sotto di lei, come se fosse montata, mentre le mani di quest'ultima stringevano e tiravano i capezzoli. Le due donne erano quasi inconsapevoli della loro presenza, completamente prese nel loro piacere e solo la voce di Luca, che lesse nei loro occhi annebbiati in quale godimento fossero immerse, le riscosse.
-Ecco le nostre troie, sono proprio due cagne in calore.
Così facendo le si avvicinò, la scostò dolcemente da Vale ed affondò la mano fra le cosce infilandole dentro le dita, poi si girò verso Aldo con un sorriso.
-Le nostre zoccole sono completamente fradice, non credi che abbiano bisogno di altro?
Si spogliarono, Luca mise a quattro zampe Carla e disse ad Aldo di infilarsi di sotto, con un gesto secco rifiutò il vibro che lui aveva portato per allargarla di dietro, non ne aveva bisogno. Attese che lei lentamente si infilasse sopra di lui poi inumidì le dita con la saliva e con calma, con un movimento circolatorio, iniziò ad accarezzarle il buchino, ogni volta premeva leggermente di più allargandolo mentre lo sentiva cedere e rilassarsi. Le infilò due dita per saggiarla facendole andare su e giù mentre iniziava a mugolare poi le sfilò e le si appoggiò dietro con l'asta dicendole di spingere, sarebbe rimasto fermo mentre si impalava lentamente. La sentì indietreggiare, fermarsi con un piccolo sussulto di dolore per poi riprendere a piccoli colpi, ogni volta più a fondo mentre si apriva tutta, sino a che non vi fu resistenza e le fu completamente dentro.
Solo allora Luca cominciò a muoversi su e giù con lentezza, prima con cautela, poi affondando con colpi forti e decisi mentre Aldo la scopava di sotto. Valeria la accarezzava, la baciava, le succhiava i capezzoli stringendole i seni mentre, come da due pistoni, Carla era riempita totalmente, aveva perso ogni controllo ed inibizione, ondate di piacere le annebbiavano la vista mentre continuava a mugolare come una cagna, iniziò a sussurrare parole rotte dalle lacrime di gioia, parole dapprima intellegibili e poi chiare, ripetute continuamente.
-Che bello sono una troia, sono una troia.
Luca le affondò le mani sui fianchi impalandola sino a fondo mentre Aldo spinse sempre di più da sotto sino ad esplodere in lei entrambi, a riempirla del tutto, poi si sfilarono e la lasciarono fra le braccia di Valeria che la accolse baciandola ed accarezzandola, aveva avuto la sua. . . iniziazione.
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