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Titolo: Défilé
Autore: kristalia
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Racconto n° 4310
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Ci sono momenti in cui la nostra vita ci sembra avere tonalità pastello. Un'atmosfera calda ci avvolge con complicità, quasi a cercare un motivo, uno solo, che possa far suonare una suadente melodia.
Mi osservo allo specchio, ammicco. Oggi mi piaccio: sorrido, mi spettino, modifico la pettinatura, metto il rossetto e sì, oggi mi vado a genio.
Ho voglia di provare quell'abito che faceva saltare i neuroni. Anzi, ne estraggo un tot dall'armadio, dove erano stati ben riposti, pensavo definitivamente.

Rosso assassino - uhm decisamente seducente -.
Maculato - va bè, questo non l'ho mai messo se non per i book fotografici... io e il nero siamo una cosa sola. Ma no, che dico? Una volta l'ho messo -.
Nero - mozzafiato - nero, nero, nero, ancora nero...
- mamma mia quanto nero -.
E questo? - Strabiliante - .
- Dai Kri, spogliati e provali tutti -.

Via completamente ogni indumento e nuda davanti allo specchio indugio ancora qualche minuto. È evidente che oggi mi trovo in forma strepitosa. O è un'illusione ottica? Tiro un po' su le guance, gli occhietti birbi, mi faccio le smorfie e poi alzo le spalle... che tanto... il tempo che passa non si cancella, uffa. Sì sì, ma le curve pericolose di un corpo così "espressivo" la dicono lunga ed evocano pensieri sconci.
- Orsù, prova! -.

- Questa mise la indossavo quando... uhm vediamo un po' come mi sta. Bene, è pure sfiziosa: non è un abito, ma non è nemmeno un intimo... Su questa ci infilo una gonna lasciando a vista la parte superiore... sciccosa, aggiudicata. La porto -.

Scopro in quel momento che le prove che mi accingo a fare, altro non sono che il pretesto per selezionare ciò che vorrei indossare per lui. Capisco adesso perché ho detto: la porto.

Uno dopo l'altro provo tutti i capi che avevo messo sul letto e vorrei portarli tutti, ma come si fa? Nuovamente una valigia carica di indumenti sexy e lingerie da urlo? Per sole tre serate non mi caricherò più come un asino... non serve. Ok, domani deciderò, intanto li parcheggio.
- Ah, ma questo non lo vuoi provare? Certo, ma tanto il maculato non lo porterei, in ogni caso, vediamo se mi sta ancora bene. Per la verità non ricordo neppure come sia esattamente il modello e come mi stava anni fa -.

Lo infilo da sotto e sale che è una bellezza. Scivoloso e seducente sulla pelle, arriva su e poi... come si chiude?
La scollatura è generosa, come molti di questi abiti, e ciò mi intriga pazzamente, inoltre questo lascia la schiena nuda e io solo so quanto mi piace indossare gli abiti senza reggiseno. Si allaccia dietro la schiena, lo faccio, ma... cambio. Lo chiudo sul collo.

Accidenti, così la scollatura è ancora più morbida e sensuale. Mi piace perché non aderisce, ma la sua morbidezza consente al tessuto di muoversi quel tanto che basta a lasciar intravedere e sospirare chi mi guarda.
Mi compiaccio. Resto a guardarmi, a muovermi un po', a chiacchierare con l'immagine riflessa. Dio quanto mi piace come mi sta.
Strepitoso... lo devo portare, non mi interessa sapere che non usciremo, anzi, l'intimo dell'appartamento, ci consentirà di prenderci furiosamente come l'abito ispira.

Continuo a guardarmi, a sognare, a immaginare.
Lo vedo davanti a me con gli occhi infuocati. Sta impazzendo dal desiderio di toccarmi, di strapparmelo via, o, perlomeno, di mettermi le mani su quei provocanti seni appena coperti da un tessuto che al minimo movimento resusciterebbe i morti.
Sono rapita dall'immagine riflessa e dalla mia stessa voglia di offrirmi, dalla certezza che lui affonderà i suoi artigli nelle mie carni, affamato di me.
Continuo a guardarmi mentre, noncurante degli abiti che sono sul letto, mi ci butto sopra. Semi-seduta, le ginocchia piegate, le cosce spalancate, i piedi puntati sul materasso e il vestito alzato fino a scoprire il mio sesso che oscenamente è offerto alla sua vista e aspetta d'essere divorato.
Mentre le dita si immergono e si impregnano di quella crema dal sapore e odore a me così familiari, lo esorto a prendermi. Non ha esitazioni, i suoi occhi blu che sembrano famelici mi anticipano che mi sbranerà.

La sento pulsare e quasi freneticamente assecondo gli spasmi di richiami ancestrali, mentre gli offro i miei seni ancora parzialmente coperti da quel tessuto setoso e provocante. Lui li scopre con un solo gesto deciso, lasciando che il vestito si fermi al di sotto.
Le sue mani li afferrano senza stringerli, li accarezzano palpando come fossero suoi e afferma la sua signoria sul mio corpo.
Così divento creta da modellare a piacimento. La sento, la sento forte. È furiosamente eccitata, come un animale.

Con uno scatto felino lo spingo contro il comò. Lui fermo mi osserva mentre mi inginocchio ad omaggiarlo, a venerare l'austero oggetto del piacere che nuovamente mi possiederà.
-Sul viso - gli chiedo. Stavolta scaricherà la sua energia sulla mia bocca sporcandomi il viso di tutta la sua fierezza, lasciandola lentamente colare sul collo e su quelle sensuali colline che prima lo provocavano. Padrone di me, dei miei vizi, della mia voluttà.

Esplodo ma non è finita. Lady non è sazia. Voglio adesso la sua complicità:

- lecca il seme selvatico che mi hai versato addosso. Leccami la bocca e poi i seni, il ventre, il cratere che sa di te. Tutto sa di te, adesso. Lecca e baciami. Baciami ancora, occhi blu -.

Fra poche ore ci incontreremo e il pensiero mi accende nuovamente.

Squilla invano il cellulare. Segue sms:
- dov'eri? -
- Ero con te! -.