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Il sogno nel cassetto
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Titolo: Il sogno nel cassetto
Autore: Dolcemiele
Contatto:
Racconto n° 4320
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-E' tutto stabilito- disse lui – Andrai a prendere Mary in stazione e poi vi aspetterò qui per pranzo-.
Quella mattina partii di buon ora, presi l'autostrada ma il mio pensiero era a lei... a come sarebbe stata veramente.
Ci eravamo scambiate delle mail, delle foto, e ci eravamo sentite qualche volta al cellulare.
Arrivai in stazione e, dopo aver parcheggiato, scorgevo impaziente tra la folla per cercare il suo volto.
Fu allora che la vidi: alta, longilinea, capelli neri lunghi e mossi, occhi scuri, lineamenti mediterranei.
-Ciao sei Lara vero?- Si – risposi – Sono Lara piacere di conoscerti- in quello stesso istante lei avvicinò le sue labbra alle mie e davanti a tutti mi baciò.
Ancora un po' sgomenta sistemai la sua valigia nel bagagliaio e le aprii la porta per farla salire.
Durante il viaggio il mio sguardo si posò sulle gambe messe in evidenza da una gonna nera non troppo corta che, per non gualcire, aveva alzato leggermente mettendo in risalto le cosce fasciate dal pizzo delle autoreggenti nere.
Fu in quell'istante che mi vide sbirciare, e senza battere ciglio, mi prese la mano destra e l'appoggiò sul perizoma di pizzo nero che mise ancora di più in evidenza alzando ulteriormente la gonna.
Sentivo il calore salirmi al cervello... Non vedevo l'ora di baciare quel sesso intriso dei suoi umori, mentre lei socchiudeva gli occhi e si abbandonava lascivamente sul sedile.
Il viaggio fu breve.
-Benvenute- disse lui mentre baciava prima una e poi l'altra.
Durante tutto il pranzo non pensavo che a quello che sarebbe successo di li a poco.
Sentivo il desiderio di quella donna più intenso che mai.
Consumammo in fretta il cibo, come volessimo tutti accelerare il momento che sognavamo da tempo.
In un attimo fummo in piedi l'una davanti all'altra e cominciammo a baciarci intrecciando le nostre lingue, mentre le mani scorrevano sui corpi in cerca delle nostre forme.
Ci eravamo dimenticate di lui che a quel punto disse – Vi siete scordate di me bambine? –
Si unì a noi in un lungo bacio, mentre sentivo le dita di lei insinuarsi tra le mie gambe.
Ci trovammo sul letto tutti e tre...
Eravamo in preda ad un vortice di passione che sentivo crescere dentro di me e nella mia mente continuavo a pensare – Ti voglio mia ora... adesso-
La spogliai lentamente guardando il rossore delle sue guance farsi vivo, e si abbandonò alle mie mani, mentre sentivo lui che frugava il mio sesso già pieno di umori.
-Dai ! – disse lei – non resisto più leccami-.
Come una scossa. il suo ordine mi aveva preso il cervello, e mentre le mie mani si facevano largo nella sua fica bagnata la lingua batteva sul clitoride facendola sussultare.
-Ancora Lara, ancora – sussurrava in un gemito, mentre io sentivo lui che mi stava penetrando.
La sentii gemere sempre più forte mentre afferrava le lenzuola, urlò il suo orgasmo.
Si ritrasse spossata da quella posizione per guardare lui mentre mi scopava facendomi sobbalzare ad ogni colpo.
-Godi Lara godi...- sentivo il suo sguardo e le sue parole furono come una scossa...in quel momento mi contorsi in un orgasmo sconvolgente mentre lei mi baciava in bocca senza ritegno.
Lui ci guardò e si mise a sorridere – Tutto bene ragazze? – disse – Si – rispondemmo noi.
Mentre lui si toccava il sesso ancora duro per farci capire che era il suo turno.
Beffarde ci avvicinammo, le nostre bocche lambivano il suo sesso che si ergeva in tutto il suo splendore.
I nostri occhi erano incollati mentre le lingue si intrecciavano su quel membro superbo.
Sentimmo le sue mani mentre ci teneva per i capelli e spingeva le teste contro di se, mentre a turno le spostava a suo piacimento sul suo sesso che stava per esplodere.
In un attimo ci mise con le facce arrossate davanti a se, sapevamo che di li a poco sarebbe esploso in un orgasmo magnifico.
-Godo, eccolo... è tutto per voi piccole troiette- ed esplose sulle nostre bocche.
Si sedette sul letto mentre noi a carponi, una di fronte all'altra, ci baciavamo piene del suo nettare.
Mary...
Da quel giorno non la vidi più.
Fu come un ciclone nella mia vita arrivando a farmi cadere le ultime barriere, che mi avevano incatenata ad una morale bigotta e piena di sensi di colpa.
Mi sentivo libera...



Dolcemiele