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L' amica di mia madre
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Titolo: L' amica di mia madre
Autore: Selvaggia e Devid
Contatto:
Racconto n° 4323
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Devid - Arrivo a casa e trovo mia madre e la sua nuova amica mezze nude sdraiate sul letto. Sto un attimo a osservarle, mi sento molto a disagio, me ne vado correndo ma con l'immagine impressa negli occhi.
Selvy - Dopo un paio di giorni, tua madre, m'invita a pranzo. Indosso una gonna nera sopra il ginocchio, una camicetta bianca e sandali altissimi, sono molto diversa dalle solite amiche di tua madre.
Devid - Siamo a tavola, voi parlate del più e del meno come se niente fosse, io sempre più a disagio mangio non alzando gli occhi dal piatto, domandandomi il motivo per cui mi ritrovo in mezzo a questa situazione alquanto ambigua.
Selvy - Mi cade il tovagliolo e ti chiedo di raccoglierlo, tu sei di fronte a me.
Devid - Mi accorgo chiaramente che l'hai fatto di proposito, non capendo il perché mi chino, cerco il tovagliolo, lo prendo ma nel raccoglierlo mi blocco un attimo di troppo soffermandomi...
Selvy - Osservi le mie gambe volutamente aperte, Ho le autoreggenti nere e il rosso vivo dei miei slip in pizzo risalta, non ho bisogno di guardare sotto il tavolo per saperlo, non puoi farne a meno, la fica è la mia trappola.
Devid - Quasi con indifferenza ti passi una mano sugli slip, sfiori il tessuto e ritrai la mano,
ancora più turbato e anche un po' eccitato, mi ricompongo sulla sedia, rosso in viso e ti guardo. Che segreto nasconde questa donna comparsa dal nulla? Penso tra me
Selvy – Sorrido e mentre mi passi il tovagliolo, la mia mano indugia sulla tua e ti stringo il polso, ti guardo dritto negli occhi e tu ...
Devid - Mi soffermo sui tuoi occhi neri, profondi e intensi e mi scosto, c'è sempre mia madre tra di noi, mi domando che senso abbia tutto ciò.
Selvy - Tua madre sorride, si alza dal tavolo e va in cucina a preparare il caffè, bene come convenuto ci ha lasciato soli.
Devid - Il tuo sguardo è così intenso che riesco a sorreggerlo solo per alcuni secondi, non vola una mosca, il silenzio più assordante e pieno di carica che abbia mai vissuto, poi tu finalmente mi sorridi e mi sussurri ...
Selvy - - So da tua madre che non sei mai stato con una ragazza - .
Devid – - Anche se fosse? " Non vedo come possa riguardarti... - dico arrabbiato e quasi violentato da quest'affermazione...
Cosa ne può sapere questa sconosciuta? E perché mia madre le avrebbe detto questo?
Selvy - Dalla tua risposta aggressiva intuisco che ho colto nel segno, non sei mai stato con una donna. Ti dico: - non ci siamo capiti........tu sei mio........rispondi alle mie domande - .
Devid –E' sfrontata,ma accetto la sfida...
- Non è vero,qualche ragazza l'ho avuta... - (mento)
Selvy – - e dimmi se hai mai baciato i loro piedi? - chiedo. Si capisce che mente, ma faccio finta di crederci.
Non attendo la tua risposta e ti lascio un bigliettino tra le mani con scritto un indirizzo e ti sussurro - domani alle tre ti aspetterò - .
Devid - Nel frattempo mia madre ha preparato il caffè... il clima è sempre teso... ma un pizzico di malizia scorre nei vostri occhi...
Sorseggiato il caffè, raggiungo i miei amici, sono frastornato e penso all'appuntamento, chissà cosa vorrà. Vado o non vado, passo tutta la notte con questo dubbio e alla fine decido di andare, in fondo mia madre la conosce e non potrebbe mai farmi del male, almeno spero.
Arrivo un attimo prima delle tre, sono incuriosito, impaurito ed eccitato.
Il luogo dell'appuntamento è una villetta isolata con una cancellata e un giardino immenso. Mi ricorda la villa di eyes wide shut... me lo dicono tutti che guardo troppi film... sono indeciso, poi trovo il coraggio e suono il campanello, il cancello si apre e raggiungo il portone d'ingresso.
Selvy –Dalla vetrata ti vedo arrivare, ti guardi attorno, sembri impaurito. Tutto è pronto per il tuo arrivo, le candele sono accese, un brano di Sting come sottofondo musicale per creare la giusta atmosfera. Sì, ho programmato tutto nei minimi particolari, compreso il mio abbigliamento molto soft, niente pelle, ma una morbida gonna viola e un maglioncino leggero nero, intimo in pizzo nero, autoreggenti nere e altissimi sandali in vernice neri con gli strass. Nell'aria un leggero profumo di lillà, adoro questa fragranza, m'inebria i sensi. Vengo ad aprirti, sorridente e ti dico: - entra - .
Devid. - Titubante varco la soglia, mi guardo attorno, siamo in un salotto ampio ma scuro. La casa sembrerebbe normale, senza nessun eccesso, tranne grandi specchi che mi mettono inquietudine.
Continuo a domandarmi cosa mi ha spinto a venire a questo strano appuntamento.
Selvy - Mi accomodo sul divano facendoti rimanere volutamente in piedi. Mi verso un drink senza offrirti nulla, non ti rivolgo la parola, si t'ignoro completamente. Ora il tuo imbarazzo è palpabile, ho ottenuto ciò che volevo, cioè confondere le tue idee e turbarti con il mio modo di fare.
Devid. – Cerco di trovare la forza di reagire, penso che sei pazza e sto per dirtelo, ma come leggendo il mio pensiero mi fai un cenno con la mano per farmi capire di tacere.
Selvy – Ti dico di non parlare se non interpellato e che da questo momento dovrai darmi del lei, Provi a ribellarti ma ti afferro per i polsi e ti affondo le unghie nella carne, facendoti volutamente male e ti ordino di baciarmi i piedi.
Devid. - Me ne voglio andare ma le gambe si rifiutano di muoversi. Ti guardo cercando di capire cos' hai in mente e penso per quale motivo dovrei baciarteli. Appoggi i tuoi piedi sul poggiapiedi di fronte a te, mi ribello e ti sospingo sul divano, vorrei farti del male ma sei una donna e mi è stato insegnato che le donne non si toccano. Oltretutto non so il perché, ma questo gioco inizia a piacermi.
Allora m'inginocchio davanti a te e chino il capo fino a sfiorare i tuoi piedi.
Selvy – Ti guardo severa e con voce calma ti dico: - Io non gioco, e ti ordino di sganciarmi i sandali, inoltre ricorda che da questo momento dovrai chiamami Divina Selvy. -
Devid. - Divina Selvy... (questa è fulminata penso...) però obbedisco ai tuoi ordini. Slaccio le scarpe e lecco entrambi i piedi, prima uno e poi la altro.
Tutto è molto strano, non mi sono mai sentito tanto offeso e indifeso in vita mia eppure non reagisco, non so il perché e continuo a leccare.
Selvy - Poggio il piede destro sulla tua spalla, le gambe sono discintamente aperte, una bacchetta è comparsa sulla mia mano e ti ordino di leccare bene.
Devid. – Lecco i piedi, le caviglie, le ginocchia, con la lingua salgo ancora più su. Non so fino a dove posso osare, ma non mi fermi quindi proseguo, Ti chiedo a cosa serve la bacchetta.
Selvy – Ti rispondo che per il momento non serve a nulla. Mentre ti parlo passo le mani ripetutamente sugli slip scostando l'elastico e scoprendo ciò cui tu ambisci.
Devid. - Mi soffermo a osservare interrompendo di baciare le tue cosce, immediatamente mi richiami al mio compito poggiandomi la bacchetta sul capo. Con gli occhi sempre fissi sulle tue mani che giocano con lo slip e che mi lasciano intravedere il tuo sesso, ricomincio a leccare da dove ho lasciato, salendo a ogni passaggio...
Selvy –Ti chiedo : - lo hai capito che sei mio vero ?" " Dimmi cosa saresti disposto a fare pur di assaporare il mio miele -
Devid. –Rispondo cosi : - Sarei disposto a seguirti fino all'inferno, a fare ogni cosa che possa soddisfarti Divina Selvy . Sono ammaliato dal potere che tu trasmetti anche solo muovendo il capo, mi sento completamente sottomesso, eppure è un ora scarsa che sono in tua presenza -
Selvy – Proseguo : - Bene, mio tenero cucciolo, toglimi le mutandine ma con la bocca -
Devid. - Avanzo tra le tue cosce, mi soffermo ad ammirare i tuoi slip ancora scostati, li afferro indugiando volutamente e te li sfilo .
Selvy – Continuo a provocarti dicendoti : - Ti piacce la mia figa liscia e rasata vero ? Le mutandine le puoi tenere ,sono un regalo. -
Devid. –Emozionato rispondo: - Le conserverò con cura mia Signora . -
Cerco di indugiare con la lingua all'interno delle tue cosce per arrivare al centro del piacere.
Lecco con avidità, forte, forse troppo forte perché tu mi fermi e mi fai rallentare. Mi spieghi come fare per darti piacere. Ecco il mio premio, il tuo orgasmo nella mia bocca vale qualsiasi umiliazione da parte tua nei miei confronti, questo è un regalo bellissimo.
Volgo lo sguardo sul tuo viso e chiedo: - Quale sarà il tuo prossimo ordine Divina Selvy ? -
Selvy – Sorniona rispondo : - Impari in fretta piccolo mio , sai io non faccio mai progetti, ma farò di te un uomo ."