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Titolo: La Suite
Autore: Dolcemiele
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Racconto n° 4334
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Era tardo pomeriggio quando arrivai in quell'hotel magnifico sulle rive del lago di Como.
Mi avevi chiamato solo per dirmi l'ora, il posto, e come dovevo essere vestita.
Amavo il fatto che tu stesso mi dicessi l'abbigliamento che dovevo indossare e l'intimo che quella sera volevi vedere.
Mi avevi detto semplicemente: - Metti un tailleur nero, sotto nulla, tacco 12 - .
Mi ero preparata scrupolosamente, un bagno caldo mi aveva rilassato la mente, ed avevo disciolto nell'acqua essenze di mirra ad esaltare il profumo della mia pelle.
Fu in quel momento che squillò il mio cellulare facendomi trasalire la mente riportandomi al presente. :– Si? – Sei arrivata? – la tua voce dall'altro capo del telefono mi fece accelerare i battiti cardiaci - Si – risposi -Sono davanti alla reception- un breve silenzio e poi sentii – Sali al quarto piano stanza numero 378 -.
La signorina al banco mi chiese i documenti per espletare le pratiche obbligatorie, ma con fare sornione sbirciava attraverso i suoi occhialini il mio lieve imbrarazzo, poi chiamò l'ascensorista e disse con voce autoritaria – Accompagna la Signora al quarto piano, stanza 378 -.
Di tutto punto seguii il ragazzo e salii con lui in ascensore.
Il fiato era grosso e sentivo l'eccitazione del momento in cui avrei aperto quella porta.
Finalmente con un lieve balzo l'ascensore si fermò e, dopo avermi fatto strada, mi trovai davanti ad una porta scura con un pomolo d'ottone tirato a lucido.
-Prego Signora siamo arrivati, Le auguro una magnifica serata - . Bussò delicatamente alla porta, dopodiché sparì lasciandomi sola in quel corridoio deserto.
La porta si aprii quel tanto per farmi entrare e quando si richiuse alle mie spalle sentii subito il suo fiato sul collo.
-Ti aspettavo e ti desidero da morire, benvenuta Lara - . Solo in quel momento realizzai che mi trovavo in una lussuosissima suite. L'ambiente era suddiviso in più stanze arredate in maniera sobria ma molto elegante, un letto con una testata in pelle bianca con lavorazione Chesterfields, troneggiava in camera mentre nel salottino due divanetti bianchi della medesima lavorazione erano messi ad angolo per favorire la conversazione, al centro un tavolino basso con un bellissimo bouquet di rose gialle dava alla stanza un tocco molto elegante, le luci soffuse erano il completamento a quell'ambiente davvero molto raffinato. Ad un certo punto qualcosa distolse il mio sguardo e, non credendo a quello che stavo vedendo, allargai gli occhi pensando ad un gioco di specchi e di prospettive.
Nella stanza vicino alla camera vi era una enorme vasca bianca quadrata incassata in un pavimento di marmo nero, lo stupore fu tanto che Andrea lo vide e mi disse- Ti piace eh?...La vuoi provare? – La sua domanda accolse il mio entusiasmo con un sorriso.
Andrea mi sbottonò la giacca e la tolse, e in un sol colpo fece scivolare la gonna a terra, lasciandomi completamente nuda ed esposta ai suoi occhi.
Mi guardava con desiderio crescente quando con le mani prese i miei seni e uno ad uno li baciò con voluttà facendomi increspare i capezzoli sotto i colpi della sua lingua.
Non riuscivo più a trattenermi e con le dita sbottonai la camicia mettendo a nudo il suo torace largo e possente. Amavo accarezzarlo con le dita e soffermarmi sui suoi capezzoli stimolandoli piano con le unghie. La passione cresceva e in men che non si dica sfilai la cintura sbottonando la patta che in quel momento si rigonfiava ogni attimo di più sotto la pressione del suo membro.
Avevo un bisogno disperato di sentirmelo in bocca, e mi misi in ginocchio davanti a lui fermandomi in cerca della sua approvazione. Mi guardò fisso negli occhi e mi disse – Succhialo e non smettere fino a quando non te lo dirò io... Hai capito vero? – Annuii e senza fiatare cominciai a toccare lievemente quel membro che si ergeva davanti alla mia bocca.
La mia mano lo cinse e piano piano avvicinai le labbra umide e lo baciai sul glande per poi spostarmi piano lungo tutta l'asta. Sentivo Andrea ansimare e continuai quel gioco di labbra che avevo cominciato proprio come lui desiderava.
Aprivo la bocca per accoglierlo e mentre lo sentivo nella mia gola aprivo gli occhi guardandolo mentre godeva ogni singolo istante di quel pompino. La lingua batteva e sfarfalleggiava inesorabile provocandogli brividi di piacere intenso per poi aprire di nuovo la bocca e infilarlo dentro fino in fondo. Andrea era in estasi e cominciò a prendermi i capelli e a raccoglierli a coda nella sua mano. Li teneva stretti come una briglia mentre aumentava i colpi con il bacino per spingermi in gola il suo cazzo divenuto oramai durissimo. Sentivo salire il suo piacere e aspettai il suo schizzo di sperma che non tardò ad arrivare bagnandomi la bocca e colando sul mio seno.
Lo guardavo soddisfatta mentre con un dito raccoglieva lo sperma caldo e senza dire nulla me lo infilava in bocca per farmelo gustare fino all'ultima goccia.
-Bene bene – disse – Hai guadagnato un bagno nella Jacuzzi – Immergiti arrivo subito –
Salii i piccoli gradini che portavano alla vasca e mi immersi, l'acqua era piacevolmente calda e profumata e i colori che emettevano le luci incassate sul fondo erano molto rilassanti.
Andrea tornò con un secchiello e due flute, versò il Franciacorta e mi porse il bicchiere, posò il secchiello a bordo vasca, abbassò ulteriormente le luci, e accese un cd di Diane Kroll, e si sistemò vicino a me.
Le sue mani mi accarezzavano il corpo e la sua lingua si insinuò nella mia bocca intrecciandola alla mia in una succosa danza.
Tutto ora era chiaro perché in breve tempo la sua mano accarezzava il mio sesso voglioso e caldo.
Aprii gli occhi e guardandolo gli dissi – Dai fammi godere, non smettere ti prego- .
Sentivo le dita farsi largo nella mia figa che bramava il suo orgasmo , ma lui pazientemente mi accarezzava dandomi emozioni uniche e piacere infinito. Mi invitò a sedermi sul bordo della vasca. Piano mi aprì le gambe...la sua bocca era davanti al mio sesso... Sentìì la sua lingua leccare ogni centimetro delle labbra aprendole con le mani per raggiungere il mio clitoride teso e rosso.
Mi lasciai andare indietro con la schiena, stendendomi sul freddo pavimento di marmo nero. Lo sentivo muoversi con la lingua dentro e fuori dal mio buchino per poi lambire tutta la figa fino al clito che reclamava i suoi colpi. Erano scosse di piacere continue quelle che Andrea mi dava con la punta della lingua tesa, e il mio gemere era sempre più forte ed intenso.
Ad un certo punto si bloccò, mi guardò in viso, e con uno sguardo complice fu dentro di me, Andrea mi stava scopando.
Sentivo lo sciabordio che l'acqua faceva mentre lui pompava velocemente, ma il rumore non riusciva a coprire i nostri gemiti di piacere che crescevano in ogni istante, e in un attimo esplosi il mio orgasmo urlando e contorcendomi di piacere. Ma Andrea non si fermò e continuò a scoparmi con foga guardandomi negli occhi con aria di sfida.
Sapevo cosa voleva...
Non fu necessario chiedere perché in un attimo ero girata con il mio culo davanti al suo cazzo.
Prese con un dito un po di saliva...e poi appoggiò la punta sul buchetto e spinse.
Il suo cazzo entrò lentamente nel mio culo e poi riprese il ritmo che aveva appena abbandonato facendolo entrare fino allo scroto.
Era meraviglioso sentirlo muovere e il mio culo assecondava i suoi colpi ondeggiando al ritmo del suo bacino.
-Sei una cavalla da monta – mi disse – Una gran cavalla – e così riprese nella sua mano i miei lunghi capelli bagnati usandoli come briglie... - E ora godi ancora cavallina- Il colpo che mi diede fu più intenso degli altri e mi lasciai andare ad un orgasmo che mi sconquassò l'anima, nel medesimo istante in cui sentii Andrea scaricare il suo seme dentro il mio culo. Restammo fermi così per alcuni istanti, aveva appoggiato il capo sulla mia schiena e mi baciava lieve le spalle. – Grazie – mi disse – Sei una donna fantastica hai esaudito ogni mio desiderio – e detto questo si alzò e mi porse l'accappatoio. Mi portò per mano nella stanza da letto mi fece stendere e mi cinse con le sue braccia possenti tenendomi vicino a lui fino all'alba.

Dolcemiele