|
|
|
Un sogno
|
|
|
Titolo:
Un sogno |
Autore:
Antheah |
Contatto:
|
Racconto
n° 434 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
Era stata una lunghissima giornata di lavoro. Pesante. L'ampia finestra del suo ufficio era un quadro che mostrava una città stanca e accaldata. La luce accecante aveva violentato i suoi occhi per tutto il giorno e ora finito il lavoro non aveva voglia di mettersi in auto per tornare a casa. Non aveva voglia di vedere migliaia di fari contro i suoi occhi già rossi. Decise di concedersi una pausa. Gli uffici erano ormai vuoti. I colleghi avevano lasciato velocemente l'edificio alla fine dell'orario di lavoro. Silenzio. Il ronzio delicato del condizionatore. Appoggiò la schiena contro la sedia e mise le mani incrociate dietro la testa. Sentiva i muscoli del collo e delle spalle indolenziti. Silenzio. La luce era spenta e la stanza era piena di ombre. Ad un certo punto gli sembrò di sentire un rumore. Dei passi. Veloci. I passi di qualcuno che stava correndo. Il suono sembrava dirigersi verso la sua porta. Sentì i passi sempre più forte finché non vide spalancarsi la sua porta di colpo. Un cono di luce bianca investì parte del tappeto rosso antistante la scrivania e poi sparì, con un sonoro colpo la porta era di nuovo chiusa, ma lui non era più solo. Sentiva il respiro forte di lei. Ad ogni respiro il suo petto si abbassava e si alzava e il seno prepotente sembrava volesse uscire dalla camicetta bianca bagnata di sudore. Aveva gli occhi chiusi. La testa appoggiata contro la porta chiusa come a voler impedire che venisse nuovamente aperta. La gonna corta mostrava gambe bellissime lucide. Si lasciò andare e scivolò delicatamente strusciando contro la porta e finì seduta sul tappeto davanti a lui. Allora lo vide ma non gli disse nulla. La luce bianca della luna la rendeva un sogno e forse lo era. Accanto a lei un piccolo mobile con delle bottiglie dei bicchieri, allungò una mano e si versò dell'acqua. Portò il bicchiere alla bocca e iniziò a bere, ma il liquido finì in gran parte sul mento e sulla camicia che si appiccicò sensuale alle sue forme prosperose. Lo guardò negli occhi. E con lo sguardo malizioso di una femmina in calore iniziò ad aprire il primo bottone della camicia leggera che già mostrava un seno gonfio di desiderio e che prometteva piacere assoluto. Senza mai smettere di guardarlo si tolse la camicia e scese le spalline del reggiseno. Gran parte del seno era già fuori dalla stoffa morbida e traforata e anche la parte coperta era perfettamente evidente. Mise le mani sulle cosce e fece scivolare la gonna verso il bacino, scoprendo il tanga bianco che spariva nel solco fra le gambe. Lui immaginò che fosse bagnato e pieno del suo intenso profumo di femmina. Aprì le gambe, come a volergli mostrare dove finiva quel sottilissimo filo bianco fra le gambe. Scostò appena il bordo da un lato appena per mostrare una pelle liscia e le labbra umide e vogliose. Un dito scivolò delicato all'interno mentre la testa scivolò all'indietro e battè contro la porta. Gemito. La mano lentamente faceva su e giù, un dito, poi due... Era bellissima, sensuale ... la dea dell'amore. Prese la bottiglia e bevve una lunga sorsata. Poi leccò il collo della bottiglia e se lo fece scivolare lungo il corpo fino alle gradi labbra dove entrò delicato mentre lei gemeva. La guardò ancora per pochi minuti poi il richiamo fu troppo forte si alzò con uno scatto e con un balzo fu accanto a lei, davanti a lei. Aprì con impazienza i pantaloni scoprendo un'erezione sorprendente. Affondò le mani nei capelli umidi di lei spingendole il capo verso il suo sesso e lei rispose nel modo desiderato. Senti le labbra morbide dischiudersi e quel calore bagnato avvolgere intenso e forte il suo membro duro. Si ritrasse e la guardò. Allora lei si inginocchiò verso la porta dandogli le spalle. Lui prese il filo del tanga con i denti e lo scostò e iniziò ad assaporare quel fiore profumatissimo tanto desiderato. Appoggiò il membro contro le labbra e con un colpo deciso la penetrò. Lei urlò e la sua eccitazione si moltiplicò. Allora avido di piacere si ritrasse e la penetrò con decisione infilandole il membro di dietro.
|
|
|
|