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L'errore
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Titolo: L'errore
Autore: Helena
Contatto:
Racconto n° 4341
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Sapevo che era uno errore, un enorme errore e che mi sarebbe costato caro.
Ma non riuscivo a togliermelo dalla testa, come un tarlo, sentivo i suoi occhi addosso anche quando non c'era, immaginavo le sue mani che mi toccavano, che mi stringevano, immaginavo di fare l'amore con lui in ogni momento. Gli piaceva giocare con me, come un felino gioca con la sua preda, alternando momenti di brutale indifferenza ad altri di esplicito desiderio. Ma era tutto troppo complicato, eravamo soci in affari in una società che tra l'altro non navigava in buone acque e per di più la sua compagna faceva parte della direzione aziendale. Tutti ottimi presupposti per lasciare perdere, per non alimentare un pericoloso desiderio che pareva avere vita propria. Ma la certezza di aver smosso un ‘emozione in lui, che sembrava così impenetrabile, ha superato ogni ragione.
Una sera d'inverno, dopo una pessima giornata di lavoro ricca solo di problemi da risolvere si è presentato nella mia stanza per ringraziarmi del lavoro svolto. – E' dovuto - ho risposto seccamente e preparandomi ad andarmene. Non ha detto nulla si è solo limitato a guardarmi, uno sguardo profondo, insistente e stanco, provato da una dura giornata e... bellissimo, non mi sono mai sembrati così belli i suoi occhi scuri contornati dalle folte sopraciglia nere, e la sua bocca grande dalle labbra sottili nascoste dalla barba brizzolata. Mi ha afferrato per un braccio, spinto verso il muro ed ha iniziato a baciarmi, un bacio improvviso e inaspettato ma che mi ha fatto l'effetto di un pugno alla bocca dello stomaco. Ha continuato a baciarmi a lungo, ad accarezzarmi e a spogliarmi, sussurrandomi oscene frasi, mentre scopriva ogni centimetro del mio corpo, che mi sembravano le più belle del mondo, tanto da rendermi arrendevole e liquida ai suoi desideri. Lo accarezzavo anche io, con forza e frenesia, quasi a voler recuperare qualcosa troppo a lungo lasciato in sospeso. Ho affondato il viso sul suo torace, l'ho riempito di baci ed ho segnato la peluria con la lingua, quasi a formare un percorso che scendeva al ventre. Ha aperto i pantaloni e dagli slip figurava una potente erezione, che ho accarezzato con le mani e con la bocca fino a togliere la stoffa ed iniziare a succhiare quel caldo pene che bramava di desiderio...ho sentito la sua mano sulla testa, che mi ha sciolto i lunghi capelli ed ha seguito i miei movimenti. Lo sentivo ansimare e questo mi faceva impazzire, come mi faceva impazzire quella mano che mi spingeva sempre più a fondo...In un attimo si è spostato e mi ha penetrata, mi ha scopato con forza mentre stringeva miei seni e mi mordeva sul collo, sulle labbra...l'orgasmo mi ha colto impreparata, è stato devastante ed irruento sotto le sue spinte che, dopo un tempo indefinito lentamente hanno iniziato a calmarsi fino a cessare. Si sono calmati i respiri, si sono abbassati gli sguardi. In silenzio ci siamo rivestiti, la stanza era colma di imbarazzo... non me lo aspettavo, non mi aspettavo neppure che fosse così bello eppure lo avevo immaginato tante volte. Mi sono avvicinata e gli ho sfiorato le labbra, si è spostato, si è scusato... ha detto che non doveva più accadere nulla del genere e mi ha gelata con lo sguardo.
Lo sapevo che era un errore e che lo sto pagando caro. Non lavoro più con lui, non ce l'ho fatta, non sono riuscita a sopportare la sua finta indifferenza, perché sapevamo entrambi che sarebbe accaduto ancora e che probabilmente poi non sarebbe stato più sufficiente. L'attrazione tra due persone è difficile da controllare, come lo sono la passione e il desiderio che nascono, crescono e maturano con noi.
È stato un errore, e l'ho pagato caro, me lo ripeto ogni giorno, ma nonostante tutto lo rifarei.


Helena