|
|
|
Amandoti sotto la pioggia
|
|
|
Titolo:
Amandoti sotto la pioggia |
Autore:
Selvaggia |
Contatto:
|
Racconto
n° 4354 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
Quanto tempo è passato da allora... Una vita, eppure ho ancora tutto nitido nella mia mente. Avevo diciotto anni appena compiuti, era una fredda giornata di Febbraio e dopo aver passato la mattinata al club con gli amici decido di concedermi un caffè al bar prima di rientrare a pranzo dai miei. Naturalmente, essendo in zona, entro al Canada. La titolare è una mia amica e anche i suoi frequentatori. Dunque entro e ordino il caffè, mi avvicino al juke-box, metto la moneta e premo il tasto A1: - I will survive - di Gloria Gaynor. Adoro questa canzone e le mie gambe non possono fare a meno di seguirne il ritmo, perdendomi nelle sue note. Entra gente nel locale, sento un tuffo al cuore, riconosco la tua voce e i tuoi passi, sento che ti avvicini e che sei dietro di me. Non ho bisogno di voltarmi per sapere che sei tu, la tua bocca è sul mio collo, un lieve bacio come saluto. Mi volto, ti sorrido e vado a sedermi per bere il caffè. Ti siedi accanto a me, avvicini ancora di più la sedia, le nostre gambe si sfiorano e i nostri sguardi s'incrociano. La tua mano ora è sul mio ginocchio, il mio respiro si blocca ma non dico nulla, adesso sale leggermente sulla mia coscia e afferra il tessuto del collant con le dita, lo rilasci e lo riprendi per poi riprendere ad accarezzarmi la gamba. Faccio fatica a tenere ben salda la tazzina, ho un leggero tremore alle mani mentre mi sussurri - Andiamo ? - Non serve chiederti dove, obietto solo fievolmente che devo rientrare a casa, mi chiedi d'inventare una scusa. Non l'ho mai fatto prima ma dal telefono a gettoni chiamo mia madre per avvisarla che sto a pranzo da un'amica, quindi usciamo. Non servono le parole tra noi, parlano i nostri sguardi che ogni tanto ci scambiamo di sfuggita. Camminiamo affiancati e in silenzio. Conosco perfettamente la strada perché ci sono venuta tante altre volte, sia con te che con gli amici, a far casino indisturbati. Non siamo neppure in periferia, eppure basta salire il viottolo per ritrovarsi dopo neppure due minuti di strada in aperta campagna. Il cielo è di un colore grigio cupo, fa freddo ma non ce ne curiamo. Mi prendi per mano e ci avviamo verso il solito posto, uno spiazzo con una quercia secolare. Le tue mani sono sui miei capelli, ci giochi, li soffi, poi risalgono sul viso e si fermano sulle labbra. Incomincio a leccarti le dita, ci leviamo il giubbotto e lo poggiamo su un ramo, le tue mani si fanno strada sotto il maglioncino e trovano la mia pelle nuda, non ti stupisci perché sai che uso il reggiseno molto raramente. Mi sfiori i capezzoli delicatamente, quasi avessi paura di farmi male, poi ti slacci i pantaloni e tiri fuori il membro già duro. Sai Giuseppe, non te l'ho mai detto, ma hai proprio un bel cazzo! Forse dipende anche dal fatto che ti radi completamente , ma sembra finto talmente è bello, tutto è ben proporzionato, resterei ore ad osservarlo. Ignaro dei miei pensieri sul tuo sesso, con le mani mi spingi la testa giù e così mi ritrovo in ginocchio tra le tue gambe. Bene, so come farti perdere la testa e inizio con calma ad accarezzarti i testicoli per poi proseguire lungo l'asta, lì gioco con le dita sulla punta, la mia bocca è sull'interno delle tue cosce, tiro fuori la lingua e la passo sulla tua pelle per poi proseguire verso i testicoli lasciando una scia di saliva lungo il cammino. Inizia a piovere in modo fitto e incessante ma continuo a leccarti, la mia lingua ora è sul tuo glande e lecco con avidità la prima goccia del tuo seme che risulta però diluita dalla pioggia, quindi apro le labbra e te lo prendo tutto in bocca giù fino alle tonsille. Un gemito ti sfugge, sollevo gli occhi per guardarti e vedo che i tuoi ricci scuri ormai fradici si sono incollati al volto, hai un'espressione estasiata e si capisce che ti piace, stai godendo e mi eccita. Amo sentire i tuoi rantoli di piacere causati dalle mie labbra che scorrono sul tuo cazzo turgido, mi piace farti letteralmente impazzire con la lingua ed è inutile negarlo, ho il sesso in fiamme e tu lo sai. Forse pensi che io sia in tuo potere ma ti sbagli, perché è il tuo cazzo che brama le mie labbra e vibra, sotto il tocco della mia lingua. Capisco che il tuo piacere sta per esplodere, istintivamente arretro la testa e un fiotto caldo e denso di sperma m'investe le labbra, scivolando via con la pioggia. Solo ora ci rendiamo conto di essere completamente fradici e capisco dal tuo sguardo che la vista del maglioncino zuppo incollato al mio corpo ti piace. Mi sollevi e mi baci, il mio corpo aderisce al tuo, non ti è passata la voglia, il tuo membro è nuovamente svettante e con la voce roca di desiderio mi dici - Tutta nuda, sì, ti voglio tutta nuda - Non sento freddo e lascio che le tue mani mi spoglino lentamente. Per primo vola via il maglione, i capezzoli sono erti, li succhi e li stringi con i denti fino a farmi un po' male, ma mi piace. Ti diverti a osservare le gocce che scorrono sui miei seni, le lecchi e io comincio a tremare di piacere. Adesso è la volta della gonna a portafoglio, poi ti inginocchi ai miei piedi e mi sfili il collant e gli slip, facendomi indossare nuovamente gli stivaletti alti stile cowboy. Hai premura e in un batter d'occhi ti spogli completamente anche tu. Le tue mani sono ovunque sul mio corpo, il tutto sembra un'immagine surreale, un paesaggio campestre e noi due nudi in piedi con l'acqua che ci scroscia sopra, come fossimo sotto una doccia gelata. Sputi sul palmo della tua mano e la passi sul membro come a volerti masturbare, ma io capisco all'istante le tue intenzioni, infatti mi dici di voltarmi. Abbraccio il tronco dell'albero, divarico le gambe e resto in attesa, sì, in attesa di te. Ti piazzi tra le mie gambe aperte, prendi il tuo membro con le mani e lo posizioni nel mio buchino, non posso fare altro che trattenere il respiro cercando di rilassarmi. Spingi tenendomi ferma per i fianchi, lo sento, mi mordo il labbro inferiore per non urlare e istintivamente mi muovo in avanti ma il contatto della corteccia sul mio corpo nudo non è piacevole quindi, sempre istintivamente, arretro ora verso di te. Sei tutto dentro e inizi a muoverti lentamente, ci sai fare e il piacere inizia a sostituire il dolore. Non lotto più e mi abbandono ai tuoi movimenti. Ora le tue dita sono nella mia fica grondante di umori, me la apri, mi possiedi con le dita alternando la mano sinistra con la destra, non capisco più nulla, sento il tuo alito caldo sul collo, resti fermo dentro il mio sfintere mentre le tue dita entrano ed escono freneticamente dal mio sesso. Non resisto oltre e ti chiedo di muoverti, sì lo voglio sentire entrare e uscire dentro di me mentre mi scopi con le dita, mi piace questo tuo modo di prendermi animalesco, mi fa sentire la tua puttana, mi sento impudica e in balìa delle sensazioni, non so se muovermi verso le tue dita o verso il tuo cazzo. Ecco, sento il piacere esplodere, inizio a tremare, m'inarco verso di te e vengo nelle tue mani. Ancora due spinte e anche tu raggiungi l'orgasmo, riempiendomi le viscere con il tuo seme. Restiamo per alcuni minuti immobili, abbracciati e sfiniti . Ha smesso di piovere, non so quanto tempo sia passato, so solo che pur non avendo pranzato non ho fame perché il tempo si è fermato e sono sazia di te.
|
|
|
|