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Gabry
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Titolo:
Gabry |
Autore:
Alexs |
Contatto:
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Racconto
n° 436 |
Altri
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"Ciao Ale, come va? Come chi sono?! Gabry, la tua cuginetta elvetica.domani sono a Milano per lavoro. Se sei libero ti andrebbe di accompagnarmi?" "certamente, lo sai che per te sono sempre libero. A che ora arrivi?.." Quell'avventura incominciò così, in una tiepida mattinata di fine aprile, interrotta dalla telefonata di Gabriela, la mia cuginetta preferita; immaginavo già i suoi occhioni grandi e verdi, il suo corpo longilineo, le sue forme micidiali.una volta sola le nostre labbra si unirono in un vorticoso bacio, piano di passione. Quella volta non si poté continuare perché fummo disturbati da suo fratello: "chissà se i nostri corpi si potranno incontrare domani.." pensai. Il domani arrivò subito, l'aspettai alle 11.00 al solito posto,vicino la stazione centrale; ed ecco che "puntuale come una svizzera" arrivò Gabry. Eccola arrivare con i capelli sciolti e mossi dal leggero vento, indossava un vestitino leggero fin sopra le ginocchia, con una profonda scollatura che faceva intravedere l'inizio della coppa dei seni. "ciao cuginone!! Come stai?" subito buttò le mani al collo e si alzò per baciarmi in viso. "sai ho un paio di appuntamenti. spero comunque di liberarmi subito, così passeremo un po' di tempo libero nel pomeriggio". Nel tragitto fatto per raggiungere il suo primo incontro di lavoro, parlammo un po' di tutto, ma i miei occhi erano puntati un po' alla strada e un po' risalivano le lunghe gambe nude. Le risalì fino alla gonna, che naturalmente, lei aveva sollevato un tantino in modo da far intravedere il suo perizoma in pizzo bianco. Le è sempre piaciuto farsi spiare da me. La mia eccitazione salì in un baleno, anche perché ricordandomi di quel bacio fugace, mi venne in mente il sapore delle sue labbra, la sua lingua bagnata che si intrecciava con la mia... " mh. però!!..Non farti pensieri strani" mi disse allungando però la mano sui miei pantaloni " tra noi, lo sai non ci può essere niente, siamo parenti. ecco siamo arrivati,parcheggia lì" interruppe subito il discorso. Aspettai un'oretta in auto. Rientrò tutta soddisfatta " Ah voi uomini, come siete prevedibili.." "in che senso scusa!?" "all'inizio non voleva darmi retta, ma poi. una gamba nuda più del solito, la gonna un po' più corta, un prometto e non .. Ed ecco fritto il mio pollo: mi ha dato tutto quello che avevo bisogno. Ora accompagnami dall'altro.." Mentre l'accompagnavo, mi salì la gelosia, la gelosia che qualche altro avesse potuto vedere quello che avevo intravisto io qualche ora prima. sì, sono stato sempre geloso di lei fin da piccolo. Ho visto in lei sempre l'amante perfetta, le lo si legge negli occhi: esplode di sesso, deve essere una bomba. All'improvviso il telefono squilla, discute animatamente, s'incazza da morire , manda a fanculo qualcuno, chiude. "Ok. Sono libera prima del tempo, l'altro stronzo mi ha scaricata.. che facciamo?" andammo in un centro commerciale vicino casa mia, la portai al ristorante. Durante il pranzo incominciammo a stuzzicarci, a fare fumetti su quello che sarebbe potuto succedere se quel giorno famoso del bacio non fossimo stati disturbati.. E' proprio come ho sempre immaginato; una amante perfetta. Ha voglia di sesso, soprattutto ama il sesso orale.. "Amo sentirlo crescere in bocca, diventare duro." e nel frattempo muoveva lentamente una mano sul collo della bottiglia, simulando una masturbazione. io non resistetti a lungo, o meglio il mio membro si eccitò immediatamente. Allungai la mano su una sua gamba, risalì immediatamente l'interno coscia, arrivai a toccare il merletto del perizoma..,.quando strinse le gambe e si alzò, allontanandosi dal tavolo. Rimasi seduto un bel po', per farmi passare l'eccitazione. Una volta passata, andai alla sua ricerca. Girai inutilmente per tutti i negozi del centro commerciale, alla fine sentì chiamarmi dall'interno di un negozio d'intimo.. "Che troietta" pensai. "dov'eri finito? Lo sai che vado matta per l'intimo.. dovevi immaginare che mi avresti trovata qui" "scusa..ma per un momento mi ero dimenticato. sai il mio pensiero era altrove!!!" "dai vieni che ti faccio vedere una cosa" mi portò vicino ai camerini "rimani qui, quando ti chiamo sposta la tenda e dammi il tuo parere.." "Ma che dici se ci scoprono." "Uffa sempre se e se.. ma fallo e basta, non preoccuparti del dopo..Guardami! " entrò nel camerino, ma io non resistetti, guardai prima del tempo. Spostai la tenda e la vidi togliersi il perizoma, appoggiarlo sulla mensola, infilarsi quello nuovo. Infilò la prima gamba, poi l'altra, seguì il salire dello slip lungo le sue lunghe gambe affusolate. Le mani sollevarono la gonna, intravidi il pelo del suo sesso: era una striscia scura, ben curata; si infilò il nuovo paio di slip, erano verdini e trasparenti, si vedeva lo scuro dei suoi peli,..ma.. c'era una fessura nel mezzo. Si c'era proprio una fessura all'altezza delle labbra "Allora che ne pensi, oramai hai visto tutto, mi stanno bene." "Altro che!" le risposi "Allora li compro e andiamo via". Una volta usciti dal negozio, mi prese per mano, si avvicinò all'orecchio e sussurrò "andiamo a casa tua ho voglia di provarli subito." . arrivammo a casa in un baleno. Mi fece sedere su di una poltrona "aspettami qui." ed andò in bagno a cambiarsi. Comparve nel soggiorno nuda, con indosso solo il nuovo slip. La squadrai da cima in fondo. I suoi occhi erano infuocati, vogliosi, i suoi seni belli, rotondi, con in mezzo i capezzoli turgidi a tal punto da sembrare due chiodi, i suoi fianchi morbidi arricchiti dal colore verde degli slip, infine le sue lunghissime gambe affusolate, morivo dalla voglia di leccarla tutta. mi alzai "NO! Fermati! Spogliati e rimettiti a sedere" obbedì senza contraddirla, era lei che conduceva il gioco. Una volta nudo, lei si avvicinò lentamente, si inginocchiò, appoggiò la lingua sui miei piedi. La fece risalire lentamente sulle mie gambe, una volta giunta alle ginocchia, puntò dritta al pene, lo mise in bocca. Lo ingoiò voracemente "così mi piace: duro!" lo succhiò a lungo, facendo crescere in me la voglia di possederla, di entrare dentro di lei.. Intanto vidi che mentre lo succhiava, una mano accarezzava i testicoli, mentre l'altra era sul suo sesso. Si era fatta largo lungo la fessura presente sugli slip, si stava trastullando il clitoride. Si alzò, mi mise la mano bagnata dei suoi umori nella mia bocca, mi fece assaggiare il suo nettare, che mi mandò in estasi. Mi prese per il pene, mi fece alzare. Mi sdraiò in terra e si mise con il sesso sulle mie labbra. Incominciai a leccarla dapprima sullo slip ormai pieno dei suoi umori, poi con la punta della lingua aprì un varco nella fessura e l'affondai nelle sue labbra calde. La sentì gemere. Era calda. Il suo clitoride era duro quasi quanto la mai cappella. Lo succhiai, lo strinsi tra i denti e lo stuzzicai con la punta della lingua. Incominciò a muoversi lentamente sulla mia faccia gemendo sempre di più. Il mio pene stava scoppiando, voleva la sua parte. La spostai, la piegai a pancia in giù sulla poltrona. Le allargai le natiche e finalmente feci ingresso con il mio nerbo durissimo nella grotta del piacere. Sentì il calore del suo sesso ingoiare il mio pene: urlò dal piacere, urlai dal piacere! Incominciai a possederla. Vedevo la sua schiena muoversi sempre più forte, vedevo entrare ed uscire il mio pene dalla sua michetta. Ogni volta che usciva era sempre più bianco, sempre più pieno del suo piacere.. Stava per godere, quando si interruppe, mi scaraventò in terra ed incominciammo un sessantanove. Lei sentì i suoi umori sul mio glande, su tutto il mio pene: lo ingoiava velocemente, così come muoveva velocemente la sua fica sulla mia bocca. Arrivammo insieme, ognuno nella bocca dell'altro, entrambi assaggiammo l'orgasmo dell'altro. Continuammo a leccarci per un po' di tempo.cercammo di allungare il più possibile il piacere di quel momento: sapevamo entrambi che un occasione del genere non ci sarebbe stata concessa...
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