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Sola
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Titolo: Sola
Autore: Luna G.
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Racconto n° 4390
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Sono a casa. E' una bella giornata di maggio, finalmente il sole ha deciso di uscire allo scoperto e riscaldare un po' i nostri corpi infreddoliti. Ma non ho voglia di uscire, non ora; mi sdraio sul letto, le lenzuola fresche, i cuscini morbidi, la luce entra calda attraverso le tende rosse.
Non ho sonno, non voglio dormire. Ti sto pensando... Sarà la primavera, o sarà che l'ultima volta che ci siamo visti non eravamo soli e non ho potuto baciare le tue labbra morbide, morderti le spalle, sentire il tuo corpo avvolgermi; sarà, ma il mio corpo ha una gran voglia di te, di essere toccata, di essere "usata".
Vengo colta da un'improvvisa urgenza di spogliarmi: togliermi i pantaloni e gli slip mi dà già un piccolo brivido, è come se fossereo diventati improvvisamente una cosa inutile, superflua. Tengo la maglietta da militare, un po' stretta che evidenzia il seno e i capezzoli turgidi e rimango così, mezza nuda, distesa sul letto. Apro le gambe, piano piano; con le mani mi accarezzo le cosce e scendendo mi sento già bagnata.
Prendo lo specchio che tengo vicino al comodino: voglio vedermi mentre cresce il piacere, voglio vedere quello che vedi tu quando mi guardi giocare con il mio corpo.
Ora che è rasata ha ancora più voglia di essere toccata: è in un continuo stato di eccitazione. Mi piace vederla nuda: è come se, finalmente, non dovesse più chiedere il permesso di essere com'è; è libera e si vuole prendere quello ch le spetta.
Accoglie le mie dita con gioia, che entrano facilmente, ormai bagnate e calde, ma non le bastano; mentre il mio respiro si fa più veloce allungo la mano verso il mio piccolo giocattolo; non ho bisogno di lubrificanti, non oggi.
Lo spingo dentro, piano ma non troppo; la testina esterna comincia a vibrare; sorrido: il clitoride ha reagito subito, gonfiandosi ancor più e colorandosi di un rosa acceso.
Lo spingo dentro e fuori, mi piace tanto ma..ultimamente non mi basta più. Allungo l'altra mano, da dietro comincio a toccarmi piano piano: voglio essere penetrata anche lì. E' come una necessità, un bisogno di riempire la voglia. Prendo il dildo: non so se riuscirò a tenerli dentro entrambi..ma in questo momento sono disposta a soffrire un po' per farlo.
Lo avvicino, faccio un po' di pressione; l'ingresso è la parte che mi dà più piacere, lo spingo, lo giro: sento che si dilata, piano piano, un po' alla volta ma costantemente, ma l'impulso di spingere dentro è forte: forse sarà meno piacevole, ma voglio infilarlo tutto.
Inizialmente c'è un po' di resistenza, ma le spinte del bacino aiutano e scivola dentro fino in fondo: sono invasa da una sensazione di calore e l'immagine allo specchio mi eccita ancora di più.
Chiudo gli occhi, ma non ho bisogno di immaginare niente e nessuno: le sensazioni del mio corpo mi bastano; mi sento nella strana condizione di poter decidere, ma potendo perdere il controllo.
Le mani non si muovono più, è il bacino che sta decidendo cosa fare: ad ogni movimento uno dei due giocattoli entra ed esce, sempre più velocemente, sempre con maggiore forza; sento che manca poco, sento che un torrente di sensazioni sta arrivando, mi sento ansimare forte, e non mi succede spesso..e in un momento vengo travolta da brividi che partono da dentro e,come una scarica elettrica si propagano dall'interno verso la braccia, le gambe, i piedi; il ventre brucia, le contrazioni interne sembrano voler imprigionare chi gli ha dato queste sensazioni. Ma piano piano i muscoli si rilassano, il calore passa; apro gli occhi e sono di nuovo sul mio letto, nuda e felice.