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Il lettone nuovo di Sara
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Titolo:
Il lettone nuovo di Sara |
Autore:
Emma |
Contatto:
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Racconto
n° 440 |
Altri
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Mi fermo a dormire da Sara. E' da un po' che non lo faccio più. Sara ora ha un ragazzo nuovo ed è meglio non romperle troppo le palle. Ma stasera lui non c'è, e decido di fermarmi da lei e di approfittarne per due chiacchiere tra donne in santa pace. "Noti qualcosa di nuovo?" Mi chiede portandomi in camera. Ma sì, al posto dei due lettini gemelli, c'è un monumentale lettone matrimoniale fatto di tubi di ottone lucidato. Cazzo! Si è attrezzata bene la ragazza. Moroso nuovo e lettone spazioso per trombarci alla grande. La prendo in giro e ne ridiamo. E, dopo la doccia serale, vestite entrambe solo di perizoma, andiamo a continuare le chiacchiere stravaccate giusto sul lettone. D'altra parte, mi deve raccontare proprio delle sue trombate con la sua nuova fiamma e non c'è posto più adatto per farlo che il luogo stesso del delitto. "L'abbiamo scelto insieme. L'abbiamo portato a casa sul portapacchi della Panda di Andrea. L'abbiamo montato noi e indovina cosa abbiamo fatto subito dopo averlo messo in funzione?" Mi racconta dell'inaugurazione e di tutte le altre capriole dei giorni successivi. "E non cigola neppure!" Osservo io, divertendomi come una matta e sballonzolandoci sopra. "E poi ci sono anche le sbarre alle testiere a cui ci si può aggrappare." Me lo dimostra aggrappandosi supina, con le mani dietro la testa, e subito dopo, girandosi e sistemandosi anche in ginocchio, aggrappata a braccia tese alla sbarra più alta.. "Sai che abbiamo provato anche a legarci". "Legarvi?!" "Ma sì, così." Si sistema a braccia e gambe aperte, con le mani a tenere la testiera e i piedi vicino alle sbarre dall'altra parte, come per offrirsi ad un uomo immaginario, muovendo anche il bacino, come se l'uomo ci fosse davvero e lei lo invitasse a prenderla. Sara è una gran bella ragazza, ma vista così, con le tette al vento, tutta spalancata e con addosso solo un triangolino nero di stoffa, fa ancora più effetto. Lei si lamenta per qualche chilo più del necessario, ma è proprio questo il suo bello: è morbida, abbondante e burrosa. Chi se la tromba è davvero un essere fortunato. "E tu ti sei fatta legare così?" "Certo." "E ti ha scopata legata?" "Anche, ... senza contare tutto il resto." Ed il resto non è difficile intuirlo dal suo sorriso malizioso e dal suo alzare il bacino verso un'immaginaria bocca protesa a baciare. "E hai legato anche lui?" "Certo." "E lo hai scopato." "Anche." Stavolta, oltre al sorriso malizioso, ci sono anche le sue labbra spinte in fuori e il guizzo della lingua a togliere ogni dubbio su quali altre prodezze avesse messo in opera su Andrea legato. "E lui?" "Lui ha gradito. Anche molto, direi." "Ma con cosa vi siete legati?" "Con quello che avevamo sottomano." Si sfila il perizoma e mi dimostra come si presti benissimo a stringere un polso e ad essere annodato ad una sbarra. Mi chiede di provare ad annodare. In effetti, viene un fissaggio solido e sicuro. Mi sfilo anche il mio e le fisso anche l'altro polso. La situazione è decisamente piacevole, e Sara, senza perizoma, è ancora più figa, col suo cespuglietto riccio a fare bella mostra di sé e la passerina piccola e rosea come la boccuccia di una bimba. "Non ti slego, se non mi racconti cosa ti ha fatto l'ultima volta che ti ha sistemata così." Ride della mia sorridente minaccia e, tutta felice di farlo, mi mette al corrente dei suoi segreti inconfessabili. E il segreto è ancora più inconfessabile di quanto avessi pensato. "L'ultima volta è stato l'altroieri, ma mi ha legata a pancia in giù." "A pancia in giù?!" "Sì, a pancia in giù." "E magari ti ha ... !!!" "Oh, sì !!! Puoi scommetterci." "Ma proprio nel didietro?!" "Proprio." Non c'è bisogno che mi faccia dire i particolari. Riesco benissimo ad immaginare la scena, con lei crocefissa al letto con le chiappette all'aria e lui sopra che la infilza. Mi eccito anche, e i capezzoli mi si drizzano, ma non mi preoccupo più di tanto: è normale quando ci raccontiamo le nostre maialate e stavolta, visto che siamo anche nude, è ancora più normale. Anche lei è visibilmente eccitata. Accendo una sigaretta e gliela passo per qualche tiro, accostandogliela io alle labbra. Poi, pagato il pegno, la slego. Ma adesso è lei che vuole farmi provare l'emozione dell'essere bloccata al letto. La lascio fare, incuriosita dell'effetto che fa. Mi blocca le mani coi due perizomi, ma, non contenta, va a rovistare in un cassetto, ne estrae due paia di collant e mi blocca anche le caviglie, il più distante possibile, facendomi spalancare tutta. Un po' mi vergogno. Siamo abituate a stare nude, ma non mi è mai capitato di farmi vedere proprio così, con la cosina in mostra e senza neanche la possibilità di chiudere le ginocchia! Adesso è lei che mi ricatta: non mi slegherà, se non le racconterò dell'ultima mia trombata con Luca. Oddio, l'ultima trombata di ieri sera non è stata proprio gran che. Le racconto invece di qualche sera prima, quando le cose le avevamo fatte bene. Mi piace raccontare queste cose. Sarà che sono rimasta ancora bambina, ma i discorsi zozzi mi piacciono di brutto. Così le racconto tutto, nei minimi particolari, infiorettando anche qui e là, per abbellire la realtà e renderla più intrigante. E, visto che lei prima mi aveva detto del suo inchiappettamento, la ripago della stessa moneta, raccontando come anche Luca la stessa cosa quella volta l'aveva fatta a me. Sara ascolta divertita. Anche a lei piacciono questi discorsi. Vedo con piacere che anche i suoi capezzoli si tendono e si gonfiano. Lei poi accentua la cosa toccandoseli con le dita e stuzzicandoseli. Anch'io avrei voglia di strizzarmeli un po', ma le mani sono bloccate e non se ne parla. Sara però fa anche di peggio. Mentre pende dalle mie labbra, si stravacca meglio di traverso sul letto, con un ginocchio all'insù, e comincia a giocare con le dita sulla passerina. Ci giochicchia prima distrattamente, ma poi insiste, accarezzandosi le labbra e stuzzicando il clitoride. O cazzo! Questo è un gioco nuovo. Mica siamo abituate ad accarezzarci la micina mentre conversiamo. Vede che la guardo strana. Smette un attimo, ma poi riprende. "Non smettere di raccontare. E' eccitante. Mi piace." "Sì, ma tu ti stai facendo." "Non mi sto facendo, sono solo carezzine." "Chiamale carezzine. Per me è un vero e proprio ditalino!" La parola tabù è stata pronunciata e questo sembra autorizzare Sara a fare ancor più sul serio. Si sistema ancora meglio perché io possa vedere e ora procede col palmo aperto, in lenti movimenti circolari. "A proposito, non te l'ho detto. Una volta che Andrea era legato lì, mi sono proprio fatta, da sola, con la mano, con lui che sbavava e faceva di tutto per sciogliersi." "Ma no?!" "Ma sì!! E' stata una figata. Dovevi vederlo. L'ho fatto morire di voglia. E' bellissimo lasciarsi guardare." Sara riesce sempre a sorprendermi. Farsi un ditalino davanti a lui! Lui legato. Intanto con la mano insiste, quasi a ripetere l'impresa che mi sta raccontando. Dopo un massaggino col palmo, riprende le esplorazioni con la punta delle dita e, trovato il punto giusto, si dà una gran frullata con l'indice. "Se vuoi, ti slego una mano." "Ma scherzi! Se non sono sola, non ci riesco." "Non sai cosa ti perdi. Con te al posto di Andrea, non è come farsi vedere da un uomo, ma è una figata anche così." Lei insiste a sgrillettarsi e ormai sembra decisa a godere. La mano dopo un po' me la slega di sua iniziativa. Io dapprima non oso e mi limito a guardarla, ma poi provo anch'io e, una volta rotto il ghiaccio, l'imbarazzo svanisce in un attimo e resta solo la goduria.
Cazzo! Anche una tranquilla serata di chiacchiere a casa di un'amica può produrre piacevoli sorprese!
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