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Passione Perversa
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Titolo: Passione Perversa
Autore: Dolcemiele
Contatto:
Racconto n° 4412
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Quel giorno avevo deciso di riordinare la biancheria nei cassetti...-Che noia – mi dissi.. Svuotai il contenuto sopra al letto con noncuranza e man mano iniziai a guardare con aria critica le cose da tenere e quelle da buttare.
Ad un certo punto toccai con la mano una stoffa leggera e mi trovai tra le mani un paio di calze nere con un pizzo leggerissimo. Il mio cervello andò in tilt...
Tutto portava a quel giorno.
Era mattina quando il telefono squillò e sentii la tua voce : - Ciao bellissima, sono tornato da Parigi e ho un regalino per te. Ti aspetto nel mio ufficio alle 15 in punto. -
Senza attendere risposta avevi chiuso la telefonata.
Ero agitata, la tua voce mi aveva eccitato non poco ma, allo stesso tempo, ti temevo...il perché non lo avevo ancora capito, ma accettavo questa situazione altamente erotica ed appagante. Feci una doccia veloce e mi vestii con un tailleur, e un normalissimo paio di scarpe con tacco.Un filo di trucco leggero ed ero pronta. Una rapida occhiata all'orologio mi indicò che ero in ritardo.
Arrivai 2 minuti prima che scoccassero le 15 e suonai il campanello. Il tuo ufficio si trovava in uno stabile nuovo, piano attico. Salii in ascensore e mi lasciai guidare ...eri tu che lo avevi richiamato per farlo arrivare giusto giusto nel tuo ufficio.
Quando la porta si aprì, eri lì davanti a me, bellissimo nella tua figura imponente, ed elegantemente vestito. Notai la tua bocca succosa che accennava un lieve sorriso e i tuoi occhi profondi nei quali vi lessi il desiderio perverso che da lì a poco si sarebbe avverato.
-Ciao Lara, felice tu sia qui- In pochi secondi eri già all'opera...
Mi sentivo i tuoi occhi addosso mentre lentamente mi spogliavi di tutto lasciandomi nuda ed esposta alla tua vista.
Fremevo dentro e fuori. Fu in quell'istante che mi sentii prendere per le spalle e, dopo avermi fatta girare verso di te, ti vidi porgermi un regalo. – Questo è per te tesoro -.
Dinnanzi a me una scatola che ben poco lasciava alla fantasia. Aprii e vidi un paio di scarpe. Era una calzatura bellissima in vernice nera con un tacco vertiginoso e sottile. Ma le sorprese non erano ancora finite. Vidi una mano scivolare nella tua giacca. – Con quelle meravigliose scarpe...vanno bene queste –accennasti porgendomi un altro pacchettino ornato da un fiocco rosso.
Incuriosita aprii il pacchetto trovandomi in mano calze di seta meravigliose. Al tatto erano sottili e morbide, e andavano indossate con il reggicalze abbinato.
Il tuo sorriso si fece grande quando con tono autoritario mi dicesti :
-Indossale ora per me e con quelle scarpe-
Senza parlare, ma sempre più eccitata mi avviai in una piccola stanza dove c'era l'archivio.
Indossai accuratamente le calze, partendo dalla punta del piede...Man mano che le facevo scivolare verso la coscia, sentivo la voglia crescere.
Agganciai il reggicalze e indossai le scarpe in una esplosione di umori che bagnavano il mio sesso.
Un attimo dopo ero al tuo cospetto.
Eri seduto sulla poltrona di fronte alla tua scrivania e mi guardavi.
-Perfetta – fu il tuo commento,.
-Vieni – Sentivo le tue mani accarezzare le gambe avvolte da quel velo di seta, salirvi e scendervi in maniera esasperante, soffermandosi sulle natiche scoperte per colpirle amorevolmente lasciando i glutei rossi e sensibili. – Cammina per me –
Eccitata per il fatto che mi stessi guardando, camminavo ancheggiando nel tuo ufficio. Ma la tua perversione non era ancora soddisfatta...
-Vieni da me in ginocchio, a quattro zampe –
In un attimo fui a terra e come una gatta famelica arrivai da te soffermandomi all'altezza del tuo sesso che oramai premeva contro i pantaloni.
Alzai lo sguardo e vidi la tua approvazione. La mia mano allora iniziò ad accarezzare le tue gambe insistendo sulla patta dei calzoni oramai gonfi di desiderio e con pochi gesti liberai il tuo membro oramai teso e lucido. Ti sentii raccogliere nelle mani i capelli e con un rapido gesto tirarmi verso di te. La mia bocca era socchiusa umida e calda quando il tuo sesso si fece largo tra le labbra, e in quel momento ti sentii gemere di piacere.
Le tue mani accarezzavano la mia testa, tenendola ferma quando il ritmo aumentava. A tratti rallentavi facendomi sentire il cazzo vibrare tra le labbra. Ero piena di umori che scendevano tra le cosce, quando mi chiedesti di alzarmi e di sdraiarmi sulla tua scrivania con le scarpe sopra il piano. Sentivo le tue mani accarezzarmi le scarpe e le gambe avvolte dalla seta e un istante dopo vidi la tua lingua che serpeggiava su di esse.
Baciavi e leccavi le scarpe con voluttà salendo lungo la gamba lentamente. Era una tortura di piacere vederti e sentirti così, ma alla fine allargasti delicatamente le cosce e cercasti il mio sesso. La tua lingua penetrava dentro la fessura andando a scovare tutti gli umori del mio piacere per poi risalire al clitoride.
Avevo voglia di te della tua passione dentro di me e te lo chiesi. – Scopami ti prego fammi godere –
Alzasti le mie gambe in modo da avere le caviglie e le scarpe a portata della tua bocca e in un rapido gesto mi riempisti di te.
Era bellissimo vederti baciare e leccare le scarpe mentre aumentavi vertiginosamente il ritmo. Un colpo dietro l'altro mi facevi toccare le più alte vette dell'estasi e in un attimo mi abbandonai ad un orgasmo travolgente, mentre tu continuavi a mantenere il ritmo della scopata. La tua perversione non era ancora giunta al termine... e levato il cazzo dalla mia vagina ancora pulsante mi ordinasti di chiudere le gambe. Fu in quel momento che avevo realizzato che volevi godere sulle scarpe e sui miei piedi. Mi misi in modo da agevolare la tua voglia e in un attimo lo schizzo caldo arrivò sulla caviglia e sulle scarpe mentre il tuo viso era una smorfia di piacere sublime e infinito. Ma ancora non eri soddisfatto. Mi togliesti la scarpa porgendomela dicendo – Puliscila bene – Mentre leccavo la scarpa i tuoi occhi erano su di me e ancora eccitato mi prendesti nuovamente con passione facendomi sentire tutta la tua voglia. Poco dopo mi riempisti ancora della tua essenza gemendo e tenendomi stretta
Ero immersa in questo ricordo quando il telefono squillò...per un attimo ho desiderato fossi tu.