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Titolo: Il messaggio
Autore: Black
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Racconto n° 442
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Uscivi dal negozio di calzature, bella, un piacere per gli occhi, ti ho visto sorridere a Francesca, ti ho visto sorridere come sorridi alla vita, Kendo il mio Pit si è avvicinato a te, i cani, esseri intelligenti, forse sentiva la voglia che aveva il suo amico di intrecciare parole con quella delicata fanciulla, strano fare quello dei bipedi avrà pensato
-Ciao-
-Ciao-
Come stai, frasi di circostanza, mi parli di te, io ti racconto di me, sorridi, scuoti il capo
-Sei sempre il solito, quando crescerai-
Mi parli di lui, ufficiale, ora è lontano per un'operazione fuori area, dove io sono gia stato, ti guardo, ti invito, mi guardi accetti, Kendo stasera la passeggiata sarà più corta del previsto.

E' sera, la notte è vicina, per incontrarci abbiamo scelto un posto isolato, sei impegnata ora e non è salutare farsi vedere in auto ad andare incontro alla notte insieme a un ex, giriamo a vuoto, il calore nell'auto sale e non per i riscaldamenti, fuori piove, ci fermiamo, quello che volevi, quello che volevo, mi dici che con lui non è come era con me, poca fantasia, poca intesa, poca complicità, lo dici, stai creando un alibi, sai che tra poco sarò dentro di te, uscire da soli di notte io e te, si lo sapevi, lo sapevo, la tua mano mi accarezza il collo sai che l'adoro, in auto, non abbiamo voglia di cercare un hotel, siamo protetti dalla pioggia, abbiamo tutto quello che ci serve tu, io, la complicità della notte e l'amicizia della pioggia, ci spostiamo sul sedile posteriore, ricordi?
-La prima volta mi hai presa così- Ricordo ma ora sei cresciuta, non sei più una sedicenne eccitata, e curiosa
Sei a cavallo sopra di me, Seduto sul sedile posteriore ti spoglio, il leggero vestitino è caduto rivelando la tua pelle olivastra, inarchi la schiena mostrandomi quanto il tempo sia stato generoso con te, il reggiseno
-Slaccialo- tuoi seni pesanti si adagiano leggermente sul petto, le aureole sono piccole scure, i capezzoli ritti, dai colpa al freddo, adoro il tuo imbarazzo, la tua vergogna, quella che non dovrebbe esserci tra noi, ti adoro...
Allungo una mano, sotto il cotone sei bagnata eccitata, e questo mi fa crescere
-Togli gli slip-
Obbedisci, forse Lui non ha capito che è così che ti piace, vuoi essere dominata, solo così sai essere donna, solo così sai prendere e non solo dare
Togli le mutandine, bianche da educanda, ti tengo il mento sollevato mentre lo fai ti guardo negli occhi, ti voglio nuda, voglio scoprire il tuo corpo e le tue perversioni, ti scosto leggermente nutrendo la mia eccitazione di quel corpo nudo e bollente, mentre le mie dita ti arruffano i peli pubici neri e lucidi
-allarga le gambe- le dita si fanno strada dentro di te accarezzano le pareti interne
-Sei fradicia-
Arrossisci, incolli la bocca ai miei capezzoli, non sostieni più il mio sguardo, mentre le dita navigano in quel mare di umori ti parlo di lui, cosa direbbe se sapesse, ti senti in colpa a disagio ma dimostri il tuo piacere bagnandoti sempre di più, ti costringo a guardarmi negli occhi mentre le mie dita ora divenute tre ti costringendoti a roteare il bacino beffandosi del tuo pudore, fermo la mano solo quando sei in grado di vedere la cima, ti ho mostrato dove puoi arrivare, se solo ti lasci andare, allargo le gambe costringendoti ad allargare di più le tue, arrossisci quando senti le labbra della vulva schioccare e aprirsi, mi spogli poi inginocchiata tra i sedili mi liberi dei pantaloni e delle scarpe, giochi a mordere il membro ancora coperto dal cotone nero degli slip
Avevi sedici anni la prima volta che hai mangiato un uomo, avevi sedici anni la prima volta che mi hai mangiato
Le unghie laccate di bianco grattano i miei fianchi mentre mi liberi dell'ultimo indumento, il glande è rosso congestionato, rimani sorpresa quando scopri che il frenulo si è spezzato, so che ti stai domandando chi è stata

-L'ho desiderato tante volte- Le labbra carnose si chiudono sulla mia mascolinità, imprigionano il glande, la lingua tenta di penetrare il meato, dal rumore mi accorgo che le tue dita non danno tregua alla tua miniera allagata, ti muovi scompostamente nel piccolo spazio, la bocca si muove sul membro senza comandi, senza ragione, lo vuoi solo tenere in bocca mentre vieni, afferro le tue guance con dolcezza ti sollevo il capo, appena in tempo, l'orgasmo sta sciogliendo il tuo cervello e di questo spettacolo sono unico affascinato spettatore, sei stupenda, guardo la tua bocca spalancarsi cercando ossigeno, lecco le lacrime di saliva che si presentano agli angoli della bocca, apri gli occhi mi guardi mentre sei all'acme, mi permetti di gioire con te.
Ti siedi al mio posto ancora ansante, infilo la testa tra le cosce burrose, il tuo profumo, la tua eccitazione umida alimenta la mia, la vulva è un frutto maturo, una prugna grossa e sugosa, ne aspiro il succo, infilo la lingua all'interno lappo la polpa ad ogni penetrazione profonda uno squittio sibila nell'aria, poi salgo, la clitoride e dritta e lucida, la succhio, tremi, ti scuoti, mi aiuti ad aprirti le gambe assumendo una posizione oscena, è così che vieni miagolando e gemendo.
-Ti amo- Mi dici ancora confusa -Perchè te ne sei andato-
Non rispondo se non con un sorriso e un complimento sincero
-Sei meravigliosa-
-Scopami- Lo dici fissandomi negli occhi finalmente, inizio a scopare anche la tua mente, niente più inibizioni, è la S...... che adoro.
Conosco il tuo gergo, ti voglio dentro, se vuoi essere presa con dolcezza, scopami, se vuoi essere sbattuta
Posi i talloni sui poggiatesta, le cosce aperte la vagina gonfia e gocciolante a mendicare cazzo, il corpo piegato per reggere gli assalti, sei tremendamente oscena, pericolosamente bella
Mi avvicino
-Mettilo dentro-
Trattieni il fiato per tutto il percorso, mentre il treno entra nella galleria, sento la tua lingua bagnata, lambire dalle mie labbra il piacere che tu stessa hai lasciato,
adoro carezzare le tue grosse e morbide mammelle, sei calda bollente, mi muovo lentamente, rubando dai tuoi occhi le sensazioni che il mio missile regala al tuo corpo, poi più forte, più veloce, ti sbatto, ecco ora ti scopo come volevi, adoro la tua cantilena, ad ogni affondo, un grido rauco ti sfugge dal petto,
-Godo- Sento i tuoi muscoli interni contrarsi, come gli addominali, la penetrazione fa un rumore osceno e l'auto e satura del profumo del tuo orgasmo, gli ultimi singulti, con i muscoli interni mi massaggi il pene, mentre il tuo respiro torna lentamente regolare, adeguo le mie spinte al tuo respiro, e continuo, così dolcemente, ora ci scambiamo parole dolci, mi dici come potrebbe essere tra me e te, sei dolce.
Le unghie mi solleticano il petto gli addominali, il sedere, il mio sguardo e fisso sul tuo, non serve parlare, gli occhi lo fanno per noi
-Non fermarti ora-
No angelo mio non mi fermo, ti sciogli di un piacere dolce, scosso da brividi involontari, ancora per qualche secondo, mi coccoli, le tue labbra carnose esplorano ogni avvallamento degli addominali
-Ti amo-
Non è la prima volta che lo dici, non ho sentito...
-Vuoi incularmi?-
Lo dici così come una bambina chiederebbe alla mamma un bacino
-Mi sento vuota- Mi dici quando esco da te, la mia è una sensazione simile, ma non lo dico
Sollevi le ginocchia fino a portarle alle spalle, sei oscenamente, perversamente offerta
-Fai piano è...-
La prima volta lo so, tento di scendere con la bocca sulla tua rosa ma mi blocchi
-No dammelo subito-
Appoggio il glande alla corona
-Fai piano sei ..., lo voglio nel culo-
Le tue parole mi stimolano più di mille bocche, di cento fate, spingo, strizzi gli occhi, ti spiego come fare per offrirti meglio, sento il tuo anello allargarsi, lo supero, capisco la tua smorfia, so di essere grande, spingo, mi vieni incontro, sei stupenda, mi fermo solo perchè i testicoli hanno trovato posto nel solco delle tue natiche, per tutta la corsa sei rimasta a guardarmi negli occhi, la mia dolce puttanella.
Danziamo, un valzer, lento e sensuale, il mio pollice stuzzica la perla, ti lasci andare, la danza si fà più frenetica, le tue dita si uniscono alle mie, mentre ti penetri con l'indice e il medio, io continuo a carezzarti il bottoncino, ora riconosco i tuoi lamenti di piacere
-Continua-
Mi inciti, ti sento cedere sempre di più, il membro si colora di succhi marroni, abbassi gli occhi lo guardi, mi hai sporcato diventi rossa fino alla punta dei capelli, vieni tra i singhiozzi, mentre con una mano guidi le mie spinte che vuoi forti e profonde
Continuo per qualche secondo, sai che sono vicino
-Riempimi-
Continuo a muovermi voglio farlo, con un gesto rapido mi fai uscire, da sola lo infili nella vagina, mi tieni fermo infilandomi quasi le unghie nei pettorali e nei trapezi, mi scopi, scuotendoti e sbattendo il bacino, quando mi senti arrivare rallenti, la tua lingua percorre il solco che separa i pettorali raccogliendo il sudore, i primi schizzi si perdono nella caverna, altri, fino all'utero
-Riempimi, mettimi incinta-
Continuo, impossibile non farlo, restiamo li, io inchiodato a te, tu a me, è tardi, ma per noi c'è tempo, la pioggia era cessata e non ce n'eravamo accorti, un lampo riprende a piovere e noi ricominciamo a giocare...

Da quel giorno ci siamo visti e rivisti....
Sei con lui in Sicilia, un tuo SMS dice -E' te che voglio, come amante come amico come uomo, vorrei addormentarmi e svegliarmi accanto a te-

Non ho risposto, non so perchè per dieci anni mi hai dato tanto, e ancora continui a darmi, ti adoro e ...
Se mai dovessi leggere questo racconto capirai, ti lascio con una frase

Lascia che il lupo ululi alla luna, non la raggiungerà mai.
Lascia che vaghi per oscure foreste, non è in esse che troverà quel che cerca.
Solo quando sarà riuscito ad ammettere d'avere bisogno d'amore troverà la vera felicità.
Fino a quel momento sii sua con lealtà e dedizione.
Dagli quello che altri gli hanno negato.
Cullalo col tuo amore, e quando lui metterà nelle tue mani il suo cuore.
Metti una corda di fedeltà attorno al suo collo, e lo avrai al tuo fianco...
di K.E.Woodiwiss