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Lo sconosciuto
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Titolo:
Lo sconosciuto |
Autore:
Eleonora |
Contatto:
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Racconto
n° 4425 |
Altri
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In estate i parchi della città rifioriscono e si animano come centri di ritrovo, e noi questa sera ci siamo dati appuntamento in uno di questi punti verdi. Siamo un bel un gruppo di amici, forse un po' troppo casinisti a volte. Seduti ai tavoli di un chiosco nel verde di Torino abbiamo chiacchierato e riso tutta la sera magari grazie anche a qualche bicchiere in più nel sangue. Ad un certo punto colgo lo sguardo di un uomo seduto poco più in là che mi fissa, mi studia, non mi toglie gli occhi di dosso.... Potrebbe essere una mia impressione! Cosa avrebbe potuto colpirlo di me? Magari la mia aria sbarazzina e la voglia di divertirmi, il mio sorriso, il mio modo di muovermi o quel vestitino azzurro che mi piace tanto mettere. Il tempo passa in fretta, si fa tardi e decidiamo che è ora di tornare a casa, ci si saluta, ma quando mi trovo vicino alla mia macchina sento una mano che mi tocca la spalla. Le mie spalle sono nude, coperte solo da quelle sottili spalline del vestito che mi avvolge coprendomi fin sotto il ginocchio ma non nasconde le mie forme, forse non proprio perfette, ma qualcuno dice che sono sensuali! Mi giro di scatto col cuore in gola e incontro quegli occhi scuri che mi hanno fissata per tutta la sera mentre la sua voce mi chiede -hai voglia di bere qualcosa insieme?-. Mamma che imbarazzo, è come se quegli occhi mi vedessero nuda, è come se toccassero i miei punti più sensibili. Quasi non riesco neppure a rispondere. Lui mi prende per mano e iniziamo a passeggiare lungo il vialetto da dove ero appena arrivata, raggiungiamo lo stesso chiosco che avevo appena lasciato, ma ci sediamo al tavolo più appartato. Mi fa sedere e mentre mi lascia la mano mi dice -vado a prendere da bere, non scappare!-. Il mio cuore sembra scoppiare, mi manca il respiro e non riesco a togliergli gli occhi di dosso. Non penso a niente, osservo quel corpo curato sotto quella maglietta attillata che lascia intravedere il movimento dei suoi muscoli e mi accorgo troppo tardi che lo sto mangiando con gli occhi, lui lo ha visto dalla mia espressione mentre torna con le bibite in mano. Il suo sguardo mi paralizza, mi ipnotizza! Posa le bibite sul tavolino e siede vicino a me. Il suo profumo mi ubriaca, sono incapace di frenare i miei pensieri, ho le gambe che tremano e il cuore che sembra volermi uscire dal petto! Lo voglio, come non ho mai voluto nessuno! Devo averlo in qualsiasi modo, non posso farmelo sfuggire, me ne potrei pentire per tutta la vita! Inaspettatamente lui bagna un dito nel suo bicchiere e lo passa sulle mie labbra, il fresco liquido mi fa trasalire mentre lui avvicina la sua bocca alla mia per assaggiare quel dolce miscuglio appena creato! Lo lascio fare, non mi muovo aspettando la sua prossima mossa, non respiro neanche... D'un tratto, non so perché, mi stacco da lui: ho paura! Paura di perdermi, di impazzire e affogare in quel mare di sensazioni, di non poterne più fare a meno. Devo bere. La sensazione del liquido fresco che mi pervade il torace dall'interno placa per una attimo quel fuoco che quell'uomo aveva acceso in me. I suoi occhi non mi lasciano un attimo, anche lui beve e il suo bicchiere diventa le mie labbra dalle quali si disseta dei miei umori, mi gusta, mi divora. Sospiro, mi alzo di scatto. Devo andarmene! Mi giro e faccio per andarmene, ma la sua mano mi afferra, mi porta da qualche parte, ma dove? Mi fa salire sulla sua macchina, mette in moto e parte. Sono minuti che durano un'eternità! Vorrei non essere lì, ma nello stesso tempo vorrei fare di quell'uomo l'oggetto dei miei piaceri più nascosti. La macchina si ferma davanti a un motel e il silenzio si rompe con la sua voce che mi chiede -ti fidi di me?-. Lo guardo negli occhi... sì... no... non mi esce un filo di voce! Scende dalla macchina, si dirige verso la mia parte, mi apre la portiera e mi fa uscire! La sua dolcezza mi disarma. Siamo davanti a una porta bianca che aspetto che si apra, lì dietro c'è tutto il fuoco della nostra passione, c'è il nostro inferno di sensazioni! La porta si chiude dietro di me, il suo sguardo mi fulmina di nuovo e il suo odore di uomo riaccende in un momento le mie voglie. Indietreggio mentre lui si avvicina ma non ho via di scampo, dietro di me c'è la porta che ha chiuso a chiave e le sue braccia appoggiate al muro mi chiudono le altre vie d'uscita, la sua bocca si avvicina cercando la mia, mi sfiora timida come il primo sole di primavera, sento il suo respiro, sa di buono. Mi sta assaggiando dolcemente e mi piace, mi lascio cullare da questo momento e piano piano i suoi baci diventano più prorompenti. -Non smettere- sussurro mentre i suoi occhi cercano i miei... Lui si stacca dalla mia bocca e si dirige verso la scrivania in fondo alla stanza, apre il primo cassetto e tira fuori un pezzo di stoffa nero, si avvicina a me e mi ripete la stessa domanda a cui io non ero stata capace di rispondere prima: -ti fidi di me?-, annuisco e mentre le sue labbra si impossessano delle mie mi benda gli occhi. Il mio cuore non ce la fa più, pulsa così forte che penso addirittura che lui lo senta. Mi prende per mano e con la sua dolcezza mi fa sedere sul letto, poi mi lascia ancora un attimo, sola nel mio buio, per tornare e prendermi le mani, le unisce e lega anche loro a una sponda del letto. Sto cercando in tutti i modi di non pensare, ma la mia mente è affollata da domande: cosa succederà adesso? perché mi sono cacciata in una cosa simile? non potevo salire in macchina quando potevo? ma quando potevo? Ero lì, legata e bendata, non potevo far altro che attendere. Lo sento, si è sdraiato vicino a me e lo immagino mentre mi sta guardando... a cosa sta pensando? Qualcosa mi sfiora il viso, è freddo, gelido direi: un cubetto di ghiaccio che scende dalle mie guance, corre sul mio collo per poi risalire sulle mie labbra. Apro la bocca per sentirne cadere una goccia di acqua. Lo stesso freddo risale dai piedi alle gambe, prima una poi l'altra, si avvicina ai miei slip e gira intorno quasi indeciso se entrarci o meno, ma ci entra scivolando fino alle labbra piene di voglia, mi sfugge un gemito. Il ghiaccio lentamente si scioglie mischiando il suo liquido al mio mentre una mano tira su il vestito scoprendomi fino al seno, mi slaccia il reggiseno e scopre anche questo, liberando i miei capezzoli turgidi e duri. Ancora un cubetto di ghiaccio che sale dal mio petto, gira intorno alle mie colline e le risale fino in cima facendomi gemere ad ogni movimento. Mi sfila gli slip adesso, mi tocca con tutt'e due la mani calde risalendomi addosso quasi voglia riscaldare il passaggio del ghiaccio. Sento il suo corpo caldo sul mio, i miei seni premono sul suo petto e il suo pene dritto e duro sfiora le mie gambe come per farsi spazio per il gran finale. Si ferma per un attimo, poi entra con forza e urliamo tutti e due, il ghiaccio ormai sciolto aveva raffreddato il mio fuoco ma non lo aveva spento! I suoi movimenti si fanno sempre più veloci, sempre più forti, lo sento gemere, il suo fiato è sempre più corto e anche il mio. Mi mette un cuscino sotto la schiena, mi tira su le gambe e poi lo sento entrare nei miei segreti più intimi, e io non riesco a trattenermi , vengo di lui, con le mie viscere lo stringo ancora di più, lo sento godere, irrigidirsi ancora di più e gonfiarsi per poi scoppiare. Mi slega le mani, mi toglie il vestito e quello che resta, mi prende e mi mette su di lui. Il suo pene umido dei miei umori è sempre lì, dritto ed eccitato che mi aspetta, lo prendo in mano per farlo entrare nel mio corpo e scoparlo mentre le mie mani curiose toccano quell'uomo sconosciuto, il suo petto, le sue braccia, il suo viso. Le sue mani guidano i miei movimenti mentre con impeto mi penetra, lo cavalco finché non lo sento scoppiare ancora di piacere. Restiamo abbracciati per calmare i nostri cuori e i nostri umori poi mi riveste, mi guida in macchina e mi riporta al parcheggio da dove siamo arrivati, solo allora mi toglie la benda dagli occhi, mi bacia e mi lascia scappare via.
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