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Fuggiaschi
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Titolo:
Fuggiaschi |
Autore:
Lensflare |
Contatto:
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Racconto
n° 4451 |
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Una rincorsa infinita. Convulsa e schizoide, così estraniante da far girare la testa, da far male fin dentro le ossa come quelle cadute da bambino, una ferita sempre aperta, che si rimargina con gli occhi, e ogni volta a riaprirla con perizia, ed innocente curiosità. Fuggiaschi, a perdifiato a sfuggirci e ritrovarci famelici di labbra, di carne, a mischiare i nostri umori, i nostri sapori. Di nuovo distanti, un milione di miglia eppur uno dentro l'altro, a consumarci l'anima in un bolero maledetto. Fremiti di passione nel contatto della pelle come ormoni impazziti i nostri desideri liberi da ogni briglia a solcare vastità mai conosciute che ci travolgono, tanto quanto quel malessere che poi ci divide ancora, ancora. Le mie dita sulle labbra tue, inumidite di te, ed ancora labbra, le mie, fameliche sulle tue ed ancora dita, bagnate che scendono sul collo, brividi. Un respiro sul mio respiro, il tuo. Carezzando dolcemente le gambe tue affogo tra i seni rigogliosi mentre ti ritrai reticente, sfuggi, mi prendi la testa tra le mani e la spingi di nuovo verso di te, vorresti.. Vorresti mangiarmi, vorresti possedermi, vuoi sentirmi dentro. Bagliori di albe ancestrali nella notte senza luna, due felini che corteggiano i loro stessi desideri, fuggendone dalla paura. Sospiri ansimando mentre affondo scivolando con la testa tra le tue gambe, un arco disegnato con la schiena che si irrigidisce, momentanea rotazione del bacino, ogni reticenza è vinta. Mi offri il nettare copioso della voglia tua, tra spasmi di realtà che si affacciano nella coscienza, chiudendomi ogni varco, stringendomi e rifiutandomi con tutta la tua forza, con le braccia, con le mani su di me che graffiano, che spingono, che si aprono, che poi mi spingono ancora verso di te, ancora più aperta, ancora più femmina calda di desiderio e voluttà. Fuggiaschi. Dalle nostre stesse realtà che ci perseguitano nell'intimo, che ci congelano per un istante, prima di friggere sopra il fuoco dei sensi che infiamma ogni nostra resistenza unendoci nuovamente nella danza sensuale della passione incontrollata, travolgendo il presente in un tempo ignoto e surreale in cui solo le nostre menti, solo le nostre carni assetate di brividi hanno la meglio. Con gli occhi semichiusi accogli la mia virilità come simulacro di un desiderio mai sopito, ti vedo nella penombra baciarmi lentamente, assaporando il frutto proibito con profonda dedizione. Sei tu, china sul mio sesso, a dissetarti del sapore maschio che turgido di voglia sparisce tra le labbra carnose, mentre giochi sapientemente con le mani, le dita, le labbra, devastando di brividi e gemiti il corpo mio che si contorce al tuo tocco, che si immobilizza ad ogni affondo, mentre il sapore dolceamaro rimane fermo sulle tue labbra ancora incollate al membro sussultante di un orgasmo che sembra infinito. Mi guardi mentre il piacere travolge ogni mio senso, rendendomi inerme davanti alla meraviglia della golosità tua, persa in mille universi di femminile sensualità.
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