|
|
|
Che donna!
|
|
|
Titolo:
Che donna! |
Autore:
aruspex |
Contatto:
|
Racconto
n° 4456 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
Era un pomeriggio uggioso di Settembre. Nonostante fosse sabato e quindi un giorno non lavorativo, mi trovavo a Milano per incontrare un amico di vecchia data. Pensavo, mentre ero invischiato nel traffico e stavo percorrendo l'ennesima deviazione per lavori, che in fondo avrei trascorso qualche ora in pieno relax. La lentezza del tragitto mi stava facendo perdere la pazienza; ad un tratto mi accorsi che sul marciapiede vicino camminava con passo trafelato una persona che conoscevo bene, una mia collega d'ufficio, appesantita da due borse della spesa. Accostai e le gridai - Serve una mano? - Alle mia urla lei sobbalzò e non appena mi vide con un gran sorriso mi rispose - Mi daresti un passaggio fino a casa mia? - Che donna eccezionale! Intento a declamare nella mia mente le lodi a Giulia, mi ritrovavo carico ed ansimante - cosa mai aveva acquistato di così pesante? mi chiedevo - sulle scale del suo appartamento ormai a pochi passi dalla porta d'ingresso. Con lo stupore e il rispetto che si prova varcando la soglia di una cattedrale, entrai io, con il cuore in gola, in un locale a prima vista accogliente arredato con gusto in perfetto accordo con la padrona di casa. Non avevo mai avuto occasione prima d'allora di salire da lei, nonostante la nostra amicizia fosse datata. Il flusso dei miei pensieri impetuosamente mi occupava a tal punto che mi ritrovai seduto al tavolo della cucina solo, con davanti una tazza fumante di thè senza sapere dove fosse Giulia. Avevo perso completamente la cognizione del tempo e tornai in me sentendo il rumore dell'acqua corrente della doccia. A quel punto nuovi pensieri si affollarono in cuor mio e per la prima volta sentii un certo piacevole imbarazzo. - Ci vediamo in ufficio lunedì, è stato un piacere vederti ora devo andare - dissi. Stavo raggiungendo la porta, quando Giulia in accappatoio bianco mi venne a salutare e ringraziare per il passaggio in automobile che le avevo dato. Fu allora che, come per incanto, con gesto dolce e lento si liberò dell'accappatoio che le scivolò ai piedi e si rivelò a me in tutto il suo splendore. Oh mio Dio! Che meraviglia avevo dinanzi: i suoi occhi scuri come la pece, la sua pelle vellutata e luminosa, i suoi seni piccoli ma aggraziati ed il suo ventre nero che denunciava una depilazione ormai lontana. Cominciai a baciarle il viso, le labbra; sui seni s'intuiva una certa sua eccitazione. Allora mi condusse in camera da letto: iniziai a stuzzicarle con delicatezza l'interno coscia sino ad arrivare alle grandi labbra e mi persi definitivamente tra le sue vogliose piccole labbra. Il cuore mi batteva forte: i suoi gemiti mi davano coraggio e procuravano un piacere ancora maggiore; a un certo punto fu Giulia stessa a prendere l'iniziativa e si sistemò sopra di me: il ritmo dei suoi movimenti cresceva così come il suo ansimare. Quando ero prossimo ormai a raggiungere l'orgasmo si tolse di colpo prese il mio sesso in mano e continuò nel movimento avvicinandolo alla sua bocca: sentivo la sua lingua lambirmi il glande desiderosa sempre più di ricevere il mio seme che assaporò di lì a breve.
|
|
|
|