|
|
|
La Luna
|
|
|
Titolo:
La Luna |
Autore:
Velvet |
Contatto:
|
Racconto
n° 4459 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
Quell'anno tutto era diverso. Io ero cambiata, buttandomi alle spalle le tensioni e parte delle paure che accanto a lui avevo assorbito. Il mio piede toccava una sabbia nuova , ne assaporavo ogni sensazione, come se la mia pelle, i miei occhi, il mio naso .. si fossero improvvisamente spogliati di una tela impermeabile. Iniziò così la mia settimana in un piccolo villaggio affacciato su una spiaggia selvaggia della Sardegna. Alzarsi al mattino a spalancare le finestre al mare e null'altro, mi sentivo parte della natura e lei mi coccolava. Il mare mi carezzava avvolgendomi protettivo, il sole mi scaldava e il vento, quel favoloso vento che sa di mare, mi asciugava i capelli scompigliandoli come un amante giocoso. Favoloso sentire di nuovo la mia pelle così ricettiva bearsi di ogni piccola sensazione e anche i profumi diventavano sempre più intensi finchè una notte, così bella da non poter smettere di guardarla, mi sdraio sul balcone e tutto era lì per me. Il cielo pieno di stelle ( adoro scrutarlo in cerca di stelle cadenti) è sopra di me, ce ne sono così tante che paiono arrivare fino al mare. Mi allungo più comodamente sullo sdraio e m'inebrio assaporando tutto ciò che mi circonda; sento e vedo il mare nero e lento nella sua risacca, illuminato dalla luna e disseminato delle poche tremule lucine delle barche di pescatori. Mi sento parte della natura che mi circonda. Chiudo gli occhi e annuso il vento che soffia lieve, mi porta profumi lontani , rallenta e poi soffia più forte . E' imprevedibile e sta diventando monello sollevando sopra le cosce la mia camicia da notte in maglina leggera. E' una carezza che mi sfiora la pelle, che s'insinua tra le gambe ed inevitabilente mi schiude le cosce . Sollevo le braccia sopra la testa come per offrirmi a loro. Ogni cosa mi fa vibrare : il rumore del mare, la luce della luna che fa risplendere la mia pelle e lui, il vento, che non dimentica di sfiorare ogni cm del mio corpo ormai ricettivo all'inverosimile. I capezzoli spingono infastiditi ed eccitati dal contatto del tessuto, vogliono sentire, vogliono farsi vedere . Abbasso le spalline sottili e subito la luna ci gioca e il vento li stuzzica e la mia schiena s'inarca ricercando sempre più quelle carezze. Turgidi svettano riempiendomi di scosse elettriche che percorrono il mio corpo terminando la loro corsa in mezzo al ventre . Mi apro al vento che ora sta lambendo la mia rugiada provocandomi brividi infiniti . Il mare s'è risvegliato e il rumore delle onde che s'infrangono con maggiore cadenza scuote il mio corpo. Le mie dita scendono ad aprire la mia femminilità ad offrirla al vento che si gonfia, che lambisce, che sferza con maggior forza il mio clitoride sensibilissimo. Il bacino si muove ritmato dal vento, incontro alla luna, schiaffeggiato dal mare. Vibro all'unisono con gli elementi . Ormai nuda in balìa della natura, anche il fruscio delle foglie di alberi vicini sollecita i miei sensi. Contrazioni improvvise mi scuotono, profonde, intense, interminabili che il vento, come il più attento degli amanti, come mille polpastrelli sulla mia pelle, alimenta con le sue sferzate senza darmi tregua .
Dopo un tempo indefinito di cui ho perso la cognizione il respiro torna normale e riapro gli occhi. La Luna mi guarda e sorride, complice di quel qualcosa di unico di cui lei, solo lei è stata la testimone. Ogni mese quando torna la luna piena ... guardo il cielo e sorrido.
|
|
|
|