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La sorprendente vicina
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Titolo:
La sorprendente vicina |
Autore:
Askair |
Contatto:
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Racconto
n° 4468 |
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Era mezzanotte e poco più e Luigi terminava il suo congresso, felice perché tutto era andato nel modo desiderato. Avrebbe voluto trascorrere la serata con amici che lo attendevano in barca al lago, ma il lavoro era prevalente sulla sua vita privata. Era spossato e l'indomani doveva alzarsi molto presto per recarsi fuori città per impegni di lavoro. L'ultima fatica prima delle agognate vacanze. Era estate, un inizio d'agosto atipico perché piacevolmente fresco e calmo. Non avendo ancora cenato, decise di passare da un ristorante gestito da amici, ma giunto vide che stavano per chiudere. Si fermò giusto il tempo per mangiare qualcosa e poi riprese la strada per casa. Arrivato a casa spalancò tutte le finestre, era due giorni che non ritornava. Andò in stireria, tolse l'abito e cavò le scarpe. Improvvisamente si ricordò degli abiti lasciati all'aria e pensando alla pioggia caduta andò a recuperarli. Mentre imprecava, vedendo gli abiti bagnati fradici, scorse una figura all'attico di fronte che lo stava osservando! Riconobbe senza indugio che era Roberta, la figlia dei vicini! Bionda, poco più che ventenne trasferitasi lì con la famiglia da qualche mese. Molto carina e vera appassionata del sole; tutta estate era andata avanti ad esibire lingerie particolari e costumi succinti che mettevano in evidenza le proprie grazie. Il padre di Roberta era amico di Luigi, ed insieme avevano frequentato il liceo. Lei lo salutò. Lui ricambiò il saluto chiedendole quando fosse partita per le vacanze. - Sono già stata due settimane al mare, però riparto per la montagna dopo ferragosto, quando i miei genitori tornano – rispose - Quindi sei sola col tuo fidanzato – chiese curioso e intrigato dallo scambio di battute sussurrate all'una di notte. Rispose con fare spensierato - torna sabato perché ha accompagnato i genitori al mare! – Poiché Luigi era stanco ed aveva voglia di riposare la salutò dicendo che andava a farsi una doccia rigenerante. Prima di entrare la giovane e perspicace vicina gli comunicò il numero di cellulare dicendo di chiamarla dopo la doccia. Fece scorrere l'acqua, ma prima di bagnarsi, prese il telefono e scosso dall'adrenalina le scrisse un sms: - come immagini un uomo in doccia mentre pensa a te ? - Dopo l'invio dettato dall'impulso Luigi si sorprese di quanto fatto, ma ormai il tasto invia era stato schiacciato. Durante la doccia il suo membro inconsapevolmente divenne consistente per immagine riflessa, lei sul balcone sfoggiava della lingeria sensuale, così iniziò a fantasticare come avrebbe potuto trascorrere con lei qualche momento di piacere! Uscito dalla doccia, mentre si asciugava, il telefono vibrò un tono che comunicava l'arrivo di uno sms. Era la giovane che rispondeva: - non vorrei immaginare ma vedere. - Il gioco si faceva interessante e la provocazione molto piacevole. Luigi andò sul balcone nudo, lei era là che attendeva e sorridendo chiese come era andata la doccia. Lui non rispose ma sorrise con fare da sornione. Roberta sempre con sorriso gaudente gli chiese se potesse salire in casa, ma senza averne risposta sparì entrando e chiudendo la portafinestra. Mentre Luigi cercava di capire cosa avesse fatto fuggire la giovane, suonò il citofono. Era lei! Subito aprì e mentre attendeva che salisse, visto che era nudo corse in bagno a prendere un canovaccio per proteggere la sua natura in subbuglio. Entrò! Indossava una t-short rosa che arrivava a mezzo intestino mettendo in risalto seni liberi da fasce, ed un paio di short mozzafiato. Luigi era imbarazzato dall'atteggiamento provocante ma Roberta capendo il disagio ruppe gli indugi ed iniziò a cercare il bagno con la doccia. Arrivata in bagno, aprì la porta di cristallo della doccia, lo guardò con malizia e desiderio mentre si toglieva il velo che copriva i seni liberandoli dinanzi ai suoi occhi. Una terza pressappoco, sode con capezzoli piccoli e turgidi. Non fece scorrere acqua, bensì iniziò ad accarezzare i seni con delicatezza, mordendo le labbra e mostrando la lingua. Lui si avvicinò, ma non la toccò perché voleva vedere e capire il suo gioco! Sotto gli shorts in denim sfrangiato, notò che un indumento intimo l'aveva un filo di seta color carne ormai intriso di umori. La sua natura era depilata. Avvicinandosi le tolse la salvietta liberando il suo membro ormai consistente e desideroso di esplorare le cavità. Rientrò nella doccia! Con le mani spingeva e scopava la vulva ormai completamente aperta gonfia e grondante di liquido; con le dita raccoglieva tutti gli umori e li portava abilmente alle labbra e dentro la bocca. Luigi scomparve un attimo perché andò a cercare degli oggetti da sollazzo: uno nel freezer e l'altro nel ripostiglio. Un diodo ghiacciato e un fallo in lattice di generose dimensioni. La giovane e vogliosa intrusa al suo ritorno sorrise compiaciuta perché il gioco le piaceva e piaceva anche a Luigi. Uscì dal bagno e l'accompagnò in cucina, la fece distendere sul tavolo! Salì carponi, con una mano infilò il fallo di lattice avidamente nella natura. - lentamente Roberta non avere fretta – le disse l'uomo maturo, che le prese la mano e l'aiutò nel movimento dolce e delicato accompagnandolo fino in fondo. Dopo alcuni movimenti il fallo scomparì nella cavità aperta e bagnata. Prese il diodo congelato e lo appoggiò sulle natiche esposte. Lei non lo voleva dietro perché non l'aveva mai ricevuto! Luigi sapeva che il gioco dell'attesa avrebbe creato novità ed interesse, quindi non insistette. Iniziò ad accarezzarle le natiche sode e perfette, poi mentre con la lingua lambì la pelle abbrunita, con il diodo le accarezzò l'ano. Sospirò, quando si avvicinò al buco le sue dita scivolavano su tutta la zona perianale, la sua voce dolce lenta e sensuale accompagnava questa danza erotica carica di aspettative.
- Chiudi gli occhi, respira intimamente ascoltando l'anima –
La giovane iniziò a respirare profondamente per riuscire a sentire meglio la muscolatura anale e permettere alle sue dita di entrare, lui le fece roteare lentamente per qualche interminabile minuto e prima di inserire un altro dito, la sentì gemere ed inarcare leggermente la schiena, quindi si fermò, ma lei gli intimò di continuare. Riprese a far roteare le dita, poi le tolse e infilò piano il fallo di ghiaccio; un urlo invase la cucina, era di piacere e dolore! Disse di non essersi mai spinta fino a quel punto. Luigi non rispose, ma continuò nella sua stuzzicante azione. Lei voleva essere penetrata e lo gridava alle quattro pareti che ascoltavano silenti il suo bramare. Lui rimase sempre in silenzio perché voleva una cosa sola, il suo orifizio anale! Appoggiò il glande gonfio sul solco, lei non rispose era in trance da piacere, lui si trattenne perché non voleva rovinare quel momento idilliaco per lei e lasciò che da sola spingesse i vibratori che teneva nelle mani nelle direzioni opposte, uno davanti e l'altro dietro. Andò nella direzione opposta verso la bocca e le appoggiò il pene duro e desideroso di esplodere sulle sue labbra! Lei lo accolse in bocca ed iniziò a succhiare il glande con veemenza e desiderio, poi con un movimento sinuoso e delicato che partiva dal basso verso l'alto ingoiò tutto il suo pene che iniziò a pulsare intensamente. Una gola profonda! Quando il membro divenne ancora più teso e grosso, lo tolse dalla bocca e andò a cercare quello che voleva fortemente. Spostandosi dietro notò con piacere che il muscolo dell'orifizio anale era leggermente dilatato per i colpi che ancora stava ricevendo dal diodo. Le fermò la mano che armeggiava il fallo che le scopava la vagina bagnata, lo tolse ed iniziò a leccarle le due cavità esposte; le pareva di impazzire e cominciò a gemere, quando sentì la sua lingua tra le labbra della natura, tenne per un poco serrato il retto anche se era agitata dal piacere non accettava di farsi vedere l'ano. Forse perché aveva capito i suoi pensieri peccaminosi: con le mani le prese le chiappe e gliele allargò con forza. Era in preda ad un piacere agitato e spasmi, stava venendo ancora, voleva che le vedesse le natiche esposte, così con le mani lui gliele allargò ancor di più con decisione fino ad avere dinanzi tutto il culto aperto. Sembrava volesse implorarlo gemendo, ma non le diede retta. Rinunciò ad ogni resistenza ormai era inutile insistere. Continuò a passarle la lingua tra clitoride e labbra finché arrivò l'orgasmo accompagnato da urla di gioia e piacere. Mentre stava ancora gemendo di piacere Luigi si spostò e dopo averle allargato nuovamente le natiche iniziò a leccarle l'ano, Roberta in preda all'adrenalina da piacere gli disse di fare quello che voleva; il buco a furia di lappate e dita infilate e altro si era aperto ancora di più, così iniziò a inserirle il suo pene gonfio e inebriato dalla visione della cavità. Lo puntò nell'orifizio e con un movimento lento e delicato lo spinse in avanti e indietro, con oscillazione lenta e continua, mentre lei cacciava urla da dolore combinate a spasmi di piacere; dopo molti movimenti finalmente lo infilò, attento a non sfondarle l'ano. Roberta lo voleva tutto dentro, ma lui non le diede retta e continuò con quella danza lenta e costante. Si arrestò un istante solo per un motivo eletto! Voleva riempirla del suo liquido nella posizione preferita. Luigi si sdraiò sul tavolo, la fece salire sopra girata di spalle in modo che potesse infilare tutto il suo membro nell'ano. Iniziò la sua danza accompagnata con urla e fremiti. Tremava dal piacere, voleva vedere il membro che penetrava tutto l'orifizio anale, poi finalmente il suo piacere giunse al colmo e venne prepotentemente dentro inondandole la cavità di passione e sperma e un lungo getto di liquido caldo scivolava tra le natiche.
Dopo essersi risistemata Roberta se n'andò come era arrivata, col quella freschezza e quel sorriso malizioso carico di desiderio e novità.
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