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La Regina di Cuori
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Titolo:
La Regina di Cuori |
Autore:
Anna Giacomazzo-Mugler |
Contatto:
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Racconto
n° 4477 |
Altri
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La Rue de L'Entrance si trovava ai confini meridionali della banlieue di Parigi. Strada anonima, non turistica, solitaria, dove mi piaceva camminare senza il brusìo di voci inutili, gente inutile, vite inutili. Ero a Parigi per lavoro, la città che tanto adoravo e dalla quale non mi sarei mai più mossa. Dalla tasca un bigliettino con l'indirizzo di dove sarei dovuta andare. Camminai a lungo e finalmente arrivai al numero civico due. La vernice sulla porta iniziava a scrostarsi. Sentivo una musica tipicamente francese arrivarmi alle orecchie, esitai un attimo prima di bussare a quella porta a vetri. Dopo aver avuto un incontro tra le mie nocche e un pezzo di vetro, vidi una sagoma arrivare e aprirmi. Un sorriso smagliante, due occhi blu, capelli chiari, alta, rimasi stupefatta.
Non mi aspettavo fosse così bella, lineamenti molto particolari. Aveva un alone strano, ambiguo, ma che affascinava la mia mente. Mi fece accomodare nel suo studio. Nell'aria aleggiava un forte odore di pellicola, di acido, foto appese. Ebbi la sensazione di essere ritornata indietro nel tempo, uno studio fotografico antico; mi guardai intorno, le pareti color seppia con locandine di film e foto di attrici e attori in bianco e nero. Ero nel posto giusto, nel momento giusto, nella città giusta e con una lei più che giusta. Si presentò : - Piacere Jacqueline. - - Piacere Sofia, sono italiana... lo sa, vero? - - Diamoci pure del tu, dobbiamo lavorare insieme e creare una complicità e un'atmosfera tra noi - - Perfetto, va benissimo. - Mi guardava con l'attenzione di un chirurgo che deve operare la sua paziente, un brivido percorse la mia schiena. Ero attratta da quella donna, ma il suo sguardo tagliava le mie carni con minuziosa precisione, mentre l'ansia cresceva, mi offrì da bere un goccio di whisky. - Ti rilasserà. -
Dopo pochi minuti iniziammo. Qualche scatto di prova, sentivo il cuore saltarmi nel petto. Dovevo cambiarmi. - Come mi vuoi? -
- Prova quell'abito, come ti voglio te lo dico dopo. - Diretta, schietta, mentre io mi sentivo più traballante che mai. Ora non si scherzava più, stava iniziando il servizio. Abito nero lungo, scalza, capelli arruffati, lunghi guanti neri sino al gomito e una sigaretta: foto stile Rita Hayworth... via così, uno scatto dopo l'altro, veloce; sentivo il click e notavo il suo sorriso soddisfatto. - Abbassa un guanto. - Le sue precise indicazioni erano perfette. Un cambio veloce, altre foto, rumore di click, luci più alte, più basse... passarono ore e ore senza che me ne accorgessi. La stanchezza venne a bussare poco dopo e aveva il profumo del veleno mentre mi fece accomodare sul divano; lei accanto a me. Allungò le gambe su uno sgabello e la sua testa sulla mia spalla. Rimasi dolcemente sorpresa, non mi disse una parola sino a quando il suo viso non trovò di fronte il mio. Quel cielo in tempesta dentro al mio mare verde, uno spettacolo della natura. Blu e verde. Biondo e nero. Una tavolozza di colori e di desideri non detti, ma pensati e sentiti.
Avrei voluto fosse la mia Regina di Cuori; che nel mazzo di carte avesse estratto il mio nome e l'avesse tenuto solo per se', ma sapevo che il gioco sarebbe durato poco, giusto per gustare il suo sapore di caffè e il suo orgasmo azzurro tra i suoi capelli chiari. Gocce di veleno centellinate per farmi impazzire. Veleno di passione quando la sentii sopra di me, quando mi guardò dritta negli occhi, come se volesse dirmi qualcosa, parlarmi, ma le parole le chiudevano la gola. Il suo seno bellissimo sopra al mio, sentii e notai che era rifatto, i jeans ancora indossati... avrei voluto spogliarla lentamente, ma non volle.
Iniziò a baciarmi lungamente, le sue labbra morbide e carnose, umide e la sua lingua che assaporava il mio collo, percorreva tutto il mio corpo centimetro per centimetro, le sue passeggiate dentro di me piene di sole, il mio sorriso nel sentire tanto piacere. La sua lingua aveva fatto il giro dell'arcobaleno ormai. Mi stava prendendo la mia Regina di Cuori, l'abbracciavo forte, continuava a baciarmi, ero pazza di lei, e lei di me. Mi strinse forte e in un attimo entrò in me con forza, la mia Regina di Cuori era un Jolly. Il mazzo di carte mi aveva tratto in inganno. Regina di Cuori e il Jolly erano la stessa persona. Sbarrai per un attimo gli occhi dentro ai suoi, la guardavo e sentivo lei sempre più forte dentro di me, i suoi movimenti maschili stridevano con il suo corpo di donna, il suo seno, il suo viso, ma volli vivere quel momento così irreale ugualmente. Era più donna di molte altre donne nate donne. Sensuale, dolce, magica. La mia Regina di Cuori. Donna Jolly. Forse era dei Gemelli, doppia... Io, una bilancia.
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